Aria, custodia (di Fabio Franzin)

Aria, custodia

Così colma ne è e matura
l’aria così satura di silenzio
questa sera che sembra ormai

prossima ad esplodere tanto
è gonfia e nera che fa quasi
paura a respirarla o estrarre

dal suo astuccio immacolato
l’accendino d’oro l’acuminato
sottovoce di una preghiera

* * * *

e cola tale miele dentro il viola
doloroso a lenire le buie piaghe
a ricreare dal suo torsolo la mela

vola quel brusio con le sue ebbre
api i pianti il male e nel suo volo
soffia nudi i canti l’uva e il pane

corpo del dio che in quel silenzio
tace e brace che baciando spegne
ciò che fece nido un giorno e luce

* * * *

ma credi all’erba nuova credi
all’idioma degli steli docili già
segni per parola lieve a incidere

l’aria non vedi là oltre il velo
e la ringhiera come ogni cosa
stia al suo lido quieta e paga

e come in quella conca fermi
a sé l’esile ossatura del silenzio
a custodia del suo cuore ansioso.

6 pensieri su “Aria, custodia (di Fabio Franzin)

  1. Roberto Rossi Testa

    Poesia di grande intensità e di perfetto controllo formale.
    Neanch’io conoscevo l’autore, proprio in questi casi il blog manifesta la sua utilità anche come veicolo d’informazione nel senso alto del termine.

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  2. Fabio Franzin

    Ringrazio Enrico, Gian Ruggero e Roberto per i vostri preziosi omaggi alle mie terzine che mi onorano; grazie, grazie di cuore. Beh, io vivo nel nord-est e sono un operaio che dopo colla e truciolato prova ad incollare fra loro anche alcune parole. ciao e grazie ancora

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  3. Enrico Cerquiglini

    Fabio, non essere modesto, tu hai vinto nel 2004 il premio Sandro Penna per inediti con una straordinaria raccolta, “Il groviglio delle virgole”, pubblicato, l’anno successivo, dalla Stamperia dell’Arancio.
    Un abbraccio
    enricocerquiglini

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  4. Fabio Franzin

    caro Enrico, la modestia, (da non scambiare con quella falsa) è, e resta, per me, il dono più grande che mio padre, nella sua povertà, mi ha trasmesso. Io sono, e resto, un umile artigiano, sia nella mia, haimé, professione, sia nel mio stare con le parole. Che bello, però, ritrovarsi qui, dopo tre anni… Ti abbraccio, Fabio

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