Il Turoldo di Lucini

Gianmario Lucini ci regala questi versi di un grande.
Grazie.

Poesia per la Pasqua

I

Io vorrei donare una cosa al Signore,

ma non so che cosa.

Andrò in giro per le strade

zufolando, così,

fino a che gli altri dicono: è pazzo!

E mi fermerò sopratutto coi bambini

a giocare in periferia,

e poi lascerò un fiore

ad ogni finestra dei poveri

e saluterò chiunque incontrerò sulla via

inchinandomi fino a terra.

E poi suonerò con le mie mani

le campane sulla torre

a più riprese

finché non sarò esausto.

E a chiunque venga

anche al ricco dirò:

siediti pure alla mia mensa,

(anche il ricco è un povero uomo).

E dirò a tutti.

avete visto il Signore?

Ma lo dirò in silenzio

e solo con un sorriso.

II

Il Io vorrei donare una cosa al Signore,

ma non so che cosa.

Tutto è un suo dono

eccetto il nostro peccato.

Ecco gli darò un`icona

dove lui bambino guarda

agli occhi di sua madre:

così dimenticherà ogni cosa.

Gli raccoglierò dal prato

una goccia di rugiada

– è già primavera

ancora primavera

una cosa insperata

non meritata

una cosa che non ha parole! –

e poi gli dirò d’indovinare

se sia una lacrima

o una perla di sole

o una goccia di rugiada.

E dirò alla gente:

avete visto il Signore?

Ma lo dirò in silenzio

e solo con un sorriso.

III

Io vorrei donare una cosa al Signore

ma non so che cosa.

Non credo più neppure alle lacrime,

e queste gioie sono tutte povere:

metterò un garofano rosso sul balcone

canterò una canzone

tutta per lui solo.

Andrò nel bosco questa notte

e abbraccerò gli alberi

e starò in ascolto dell’usignolo,

quell’usignolo che canta sempre solo

da mezzanotte all’alba.

E poi andrò a lavarmi nel fiume

e all’alba passerò sulle porte

di tutti i miei fratelli

e dirò a ogni casa: “pace!”

e poi cospargerò la terra

d`acqua benedetta in direzione

dei quattro punti dell’universo,

poi non lascerò mai morire

la lampada dell’altare

e ogni domenica mi vestirò di bianco.

IV

Io vorrei donare una cosa sola al Signore,

ma non so che cosa.

E non piangerò più

non piangerò più inutilmente;

dirò solo: avete visto il Signore?

Ma lo dirò in silenzio

e solo con un sorriso,

poi non dirò più niente.

7 pensieri su “Il Turoldo di Lucini

  1. elena f.

    ma lo dirò in silenzio
    e solo con un sorriso
    poi non dirò più niente.

    si può essere sgomenti di fronte a tale profonda semplicità
    “profondissima quiete che spaura”

    grazie

    saluto tutti
    elena f

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  2. Fabio Brotto

    Ricordo padre Turoldo nel 1973, a S. Egidio, dove trascorsi la Pasqua con alcuni amici. Le sue enormi mani che spezzavano il formaggio durante le sue cene frugali. La sua voce tonitruante, la ferrea semplicità dei suoi giudizi. Ce l’aveva un po’ con Kant e la sua rivoluzione critica, voleva tanto tornare a S.Tommaso. I suoi salmi, che declamava in chiesa. Gli volli molto bene. Era una grande anima.

    Rispondi

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