…un verso perfetto
un vero grande pensiero…
Sono queste le reali cause di un delitto perfetto.
Subìto o compiuto, vittima o carnefice poco importa per questa poetica lenta e veloce al tempo stesso.
La morte di cose care è la vita per una poesia Vera.
Solo il vissuto, il buco nero, rende gli Uomini Grandi e i versi Unici.
Paola Castagna
Caro Franco,
questo si chiama puntare in alto e parlare chiaro.
“la poesia
richiede la morte di cose molto care”:
molto care e che a volte neppure ci appartengono, così che siamo persino indotti a differire la pubblicazione e magari a rinunciarvi.
Ciao,
Roberto
Condivido. E a ben vedere molte nostre scelte convivono con quelle escluse, come con ombre impalpabili o sirene, che ci chiamano; o, più semplicemente, ne sono il silente contrappeso: che se dovessimo seguirle, cadremmo, o un altro volto mostrerebbero, diverso da quello che pensavamo.
ma che bella gentilezza!
questo luogo mi piace.
stamattina avevo voglia di far leggere mie cose. è strano stare nello stesso tempo qui e su nazione indiana. nello stesso tempo ma con testi assai diversi. sogno che piano piano si riesca a ricreare una comunità di persone gentile, cucite, tenute assieme dal filo delle parole.
un abbraccio collettivo.
Il delitto resta comunque perfetto e per fortuna che l’assassino poi torna sul luogo del delitto, come potrei rivivere io altrimenti?
( da Pagine di diario, Paola Castagna )
Su di un verso perfetto ci tornerei volentieri da abile ladra, rubando alla morte le parole, quelle Vere.
Paola Castagna
io sono qui per conoscere nuove persone. per questo ho lasciato la mia mail. la poesia serve a questo ad avvistare e a farci avvistare. questa oiccola poesia l’ho scritta alla fine degli anni ottanta e sono contento che adesso sta qui e non spiace.
perché asserire? detto così bene sembra vero, ma è probabilmente falso: essendo un opinabile mistero cosa sia la poesia, di morti non ne può richiedere.
Io la interpreto così.
Care ci sono le immagini, carne della nostra carne.
L’immagine si fa parola ed è il distacco, la memoria fatta oggetto, come il figlio che ti guarda, cresciuto, e stenti a riconoscere.
dice lo squarcio che ha ucciso l’uomo e partorito il poeta, però si può intendere altrimenti, riferita un discorso dialettico attuale e futuro di sacrificio di cose care e non cristallizzata e rivolta al passato
in ogni caso colpisce e perciò complimenti all’autore
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…un verso perfetto
un vero grande pensiero…
Sono queste le reali cause di un delitto perfetto.
Subìto o compiuto, vittima o carnefice poco importa per questa poetica lenta e veloce al tempo stesso.
La morte di cose care è la vita per una poesia Vera.
Solo il vissuto, il buco nero, rende gli Uomini Grandi e i versi Unici.
Paola Castagna
Ciao Franco, benvenuto finalmente tra noi.
Caro Franco,
questo si chiama puntare in alto e parlare chiaro.
“la poesia
richiede la morte di cose molto care”:
molto care e che a volte neppure ci appartengono, così che siamo persino indotti a differire la pubblicazione e magari a rinunciarvi.
Ciao,
Roberto
Versi perfetti e saggi, direi!
Un caro saluto
Condivido. E a ben vedere molte nostre scelte convivono con quelle escluse, come con ombre impalpabili o sirene, che ci chiamano; o, più semplicemente, ne sono il silente contrappeso: che se dovessimo seguirle, cadremmo, o un altro volto mostrerebbero, diverso da quello che pensavamo.
Grazie
Giovanni
Bella e musicale e rotonda. Della misura che piace a me. Ciao
però un titolo bisogna trovarglielo…
insisto!
🙂
ma che bella gentilezza!
questo luogo mi piace.
stamattina avevo voglia di far leggere mie cose. è strano stare nello stesso tempo qui e su nazione indiana. nello stesso tempo ma con testi assai diversi. sogno che piano piano si riesca a ricreare una comunità di persone gentile, cucite, tenute assieme dal filo delle parole.
un abbraccio collettivo.
il link al testo su NI, perché merita veramente:
http://www.nazioneindiana.com/2007/03/22/versetti-dal-paese-dargilla/#respond
Il delitto resta comunque perfetto e per fortuna che l’assassino poi torna sul luogo del delitto, come potrei rivivere io altrimenti?
( da Pagine di diario, Paola Castagna )
Su di un verso perfetto ci tornerei volentieri da abile ladra, rubando alla morte le parole, quelle Vere.
Paola Castagna
Mi ritrovo in testi come questo. Metapoesia in rima, asciuttezza, circolarità.
Antonio
Franco, belli sia questi versi sia quelli su NI. Anche in questi, come in quelli, c’è tutta una vita, mi sembra.
io sono qui per conoscere nuove persone. per questo ho lasciato la mia mail. la poesia serve a questo ad avvistare e a farci avvistare. questa oiccola poesia l’ho scritta alla fine degli anni ottanta e sono contento che adesso sta qui e non spiace.
la poesie è “bella”, sta “bene” e suona bene, ma…
“la poesia
richiede la morte
di cose molto care.”
perché asserire? detto così bene sembra vero, ma è probabilmente falso: essendo un opinabile mistero cosa sia la poesia, di morti non ne può richiedere.
ma poi…
buonanotte
mario
Io la interpreto così.
Care ci sono le immagini, carne della nostra carne.
L’immagine si fa parola ed è il distacco, la memoria fatta oggetto, come il figlio che ti guarda, cresciuto, e stenti a riconoscere.
Ben arrivato.
il l’intendo così:
dice lo squarcio che ha ucciso l’uomo e partorito il poeta, però si può intendere altrimenti, riferita un discorso dialettico attuale e futuro di sacrificio di cose care e non cristallizzata e rivolta al passato
in ogni caso colpisce e perciò complimenti all’autore
L’ombra del sacrificio si stende su tutto ciò che è umano. Anzitutto su religione e poesia, che sono sorelle.