ti voglio guardare
mentre hai gli occhi chiusi
guardare il sole che ti passa
sulla fronte, le mani
che toccano la rosa sul tappeto
e poi divampare in altri luoghi
incollare le spalle alla parete
baciarti tra le gambe, là in mezzo
l’universo è un punto fermo
e la casa diventa una foresta,
non ci sono più chiavi
né finestre, la tua voce raccoglie
il mio naufragio, il seme è sui denti,
il mondo è immacolato e leggero.

il seme è sui denti,
il mondo è immacolato e leggero
Cavi il fiato Franco.
Paola Castagna
Eros illuminato dalla metafisica. Una via di conoscenza per chi sa vedere.
grazie paola!
la questione è proprio la via di conoscenza. non so in quanti sappiano ancora vedere.
(Conoscere, vedere, O-stinata.)
Ho visto negl’occhi, mentre piove, ho voluto vedere, ottusamente ostinata, ma ne vale la pena sempre per crescere, per Divenire.
Essere Donna, oggi, solo grazie ad un paio di occhiali che ripongo perchè non servono.
Vedi e senti nell’esatto che provi.
…la tua voce raccoglie
il mio naufragio…
i tuoi versi trasmettono dando l’esatta conferma che uomo e donna, se sanno vedere sono uguali.
Grazie a te di questa momentanea Apnea che cavando il fiato ossigena il mio vivere.
Rendendo al Poeta una femminilità che combacia con la mia ardita mascolinità.
una poesia, mi sembra, di estetizzato erotismo in parte illuminato dalla metafisica, come dice fabio
giovanni
rimane il problema che questi versi forse scintilleranno assai di più quando io sarò morto. che cosa strana è la poesia. è come se non sopportasse di essere acoompagnata dal suo autore. vuole essere sola per parlare, per darsi agli altri senza il cane da guardia .
Sì, Franco, mi sento siamese alla tua risposta.
Grazie, Marina
è giusto ciò che dici, Franco. è giusto.
g
Posso dire una cosa contro, caro Franco? Sai fare di meglio. Di te ho letto (e pubblicato, in questi anni) cose molto più “robuste”, più forti in tutti i sensi. Dài, dacci la prima scelta (non che questa sia davvero seconda, ma insomma, ripeto, e lo dico da tuo estimatore, puoi darci di più). Con amicizia.
caro franz
ti ringrazio per l’invito a dare di più (invito sempre gradito).
ho messo cose meno dirompenti, direi, rispetto a quelle su nazione indiana, ammesso che ci sia qualcuno pronto a farsi dirompere della letteratura, non certo scarti di magazzino (e sai che ne ho tanti).
tra l’altro mi pare che questo sia un blog di poesia e la poesia oggi pare che più di tanto non smuova.
ti invito a segnalarmi puntualmente tutte le volte che le prossime apparizioni arminiane non ti sembreranno all’altezza.
qualche pensiero.
della “produzione arminiana” io conosco quello
che franco ha messo su nazione indiana e qui.
non ho idea di quali siano le cose di prima e di seconda scelta (ma no, dai, come la frutta!)ma ad ogni modo fino ad ora quello che ho letto e in prosa e in poesia su NI e sporadicamente qui mi sembrano testi forti e potenti (certo nella quantità – perchè davvero franco deve avere scritto moltissimo – ci sono delle dispersioni – ma lo sa anche franco – nel senso più volto all’appunto di un pensiero, o di fermare frettolosamente un’immagine o di descrivere senza badare troppo alla forma delle sensazioni immediate. questo appartiene a tutti gli scrittori e di narrativa e di poesia, immagino.-
per quanto riguarda questi versi erotici – i primi che franco pubblica, mi sembra – a me sono piaciuti – piaciuto l’erotismo potente che ferma la vanitas dell’attimo – i tempi (potenti) allentati e subito stretti con i quali franco sapientemente evoca in calligrafia pulita e seducente la mano che dalla rosa sul tappeto poi divampa in altri luoghi come accompagnante una resurrezione e facendo parte di una resurrezione tutta – e mi è piaciuta la capacità delicata e sensuale nel dire e fondere (non è facile addentrare la penna nell’erotico e saperne d i r e senza sversare in commestibilità da ipermarcato e ipermercato) l’intreccio di riferimenti cari all’uomo quali la casa l’universo la foresta – dove l’amore e il sesso diventano finita bellezza terrena (finita come dire matura) quando toccano e si annullano in quella totale (bellezza) infinita e incessantemente cosmogonica che ci contiene e lì si placano nell’immacolato e nel leggero (una visione calma – dolce – di pace, questa ) parti di tutto parte di tutti parti di UNO senza però che questo annullamento cancelli l’atto corporale e il loro ansito e ansimare vivo.
un saluto a voi
paola
: mi scuso per eventuali errori
correzione: no :e il loro ansito e ansimare vivo.
ma: e il suo ansito e ansimare vivo-(dell’atto)
p.