La tata e la becchina, di Marina Pizzi

*
babbeo motel credere all’amore
(babbeo motel credere l’amore)
mugghia la ghirlanda
il dolo del fiore che le smuore
gloria di dio dicono
a dio coronano dio
nel guano senza fosso
di dar paura all’angelo.
*
l’assedio del senso suda il tavolino
la postazione geme quale un’inedia
di abbuffata spazio di darsena
senna nel tevere tamigi nel nilo
odissea le stasi singole gole.
*
bestiole assassinate in via cruenta
nell’io del sangue il pieno.
 
la poesia è diventata la becchina
di tutti.
 
ti copri assassinato e la scienza
fumeggia alveari di didascalie.
 
con la scansione lo zaino non
si snoda un po’ più leggero
è la legge del peso che cade.
 
nel rimessaggio di tutte le vacanze
le ruggini del sale delle docce
i camping giurati per le masse.
*

[da Pecca di espianto, 2007]

Un pensiero su “La tata e la becchina, di Marina Pizzi

  1. Chiara Daino

    “nell’io del sangue il pieno” – è vertice.
    Un punto che cambia, come una sillaba – il senso:

    babbeo motel credere all’amore
    (babbeo motel credere l’amore)

    Amo e vivo di questo,
    grazie

    Chiara

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