di Fabrizio Centofanti
la polvere e i colpi, michelino.
il padre, ancora, davanti a quella porta lo strisciare
dei serpenti, il terrore di un gruppo di bambini
tra cui io, nel bosco,
l’uscita con riflesso di un paterno
sorriso, ed il silenzio:
ginocchioni spingevo le biglie dei ciclisti
e il disco luglio, col bene che ti voglio
nell’acre odore della stanza buona
cassetti lignei di arcane cioccolate,
Manzetti e il vialetto di Pasteur
i sogni di bambino.
il nulla, ancora,
l’alba: a capo chino.

i sogni di bambino
il nulla, ancora,
l’alba: a capo chino.
abbiamo tutti bisogno di ritrovare quel bambino che sogna in ciascuno di noi.
questa poesia è un dono speciale
grazie di cuore
saluto tutti
elena f
C’è quel realismo intimo che tanto apprezzo in un poeta e nella poesia di Fabrizio. Complimenti, altro tocco in punta di fioretto ma che ferisce con acume e vigore. La dolcezza del verso non viene mai meno…Questo è il Centofanti che preferisco. (poeticamente s’intende!)
Un caro saluto
concordo con Luca sulla dolcezza del verso: apertura e chiusura che colpiscono (di fioretto) e lasciano il segno
Il nulla mi piace sempre, bella chiusa.
dolcezza a parte: ci narri il sogno “vero” o inventato? i riferimenti nominali, per es.
grazie, marina
grazie a Elena, Luca, Emanuele, Antonella, Fabio e Marina.
non racconto mai il contenuto delle mie poesie, perché credo poco a un suo isolamento dal contesto formale. questo testo è un po’ particolare, comunque, perché tratta chiaramente (per me) di cose vere. dico solo che Michelino è un cugino che riusciva sempre a farci picchiare da nostro padre. poi c’erano dei rumori nel bosco dove trascorrevamo le vacanze e pensavamo fossero serpenti che volevano entrare in casa.
le biglie e la stanza buona si capiscono meglio.
Manzetti e viale Pasteur sono all’Eur (Roma sud) dove abitavo.
il finale si ribella ad ogni cronaca, come ha intuito Fabio.
ma tutto, in ogni poesia, si ribella alla cronaca.
un abbraccio a tutti.
fabrizio
tutto si ribella alla cronaca ed è bene non narrare la sintesi del narrare da dove, a volte, può saltare la poesia.
forse che: “nell’acre odore della stanza buona/
cassetti lignei di arcane cioccolate,/” l’iniziazione o il sospetto di…
il contesto formale è senza importanza di riferimento, altrimenti la frittata e lo straccio da spolvero per la pattumiera!
scusa questa intrusione un po’ impudica ma affettuosa nei tuoi dì! ma l’affetto per un amico a volta rende avvolgenti.
“il nulla, ancora,
l’alba: a capo chino.”: anche qui l’alba, la tua, non è ancora sorta.
ciao, fabrizio, grazie a te da marina.
certo che non si fa, ma l’affetuosa “sapienza” verso l’altro dove la metti? ciao, marina
[in poesia è tutto superfluo, tranne i versi che la compongono golette al vortice].
mai una parola in più, nella poesia di fabrizio.
noto con piacere che hai anche materiale fresco di giornata (caro corsaro). calca pure la mano sul foglio, quanto vuoi,
gli impegni, tanto, non ti scalfiranno mai.
un saluto a tutti
roberto
da bambina giocavo al corsaro nero con le mie sorelle; da grande il Corsaro si è materializzato nella poesia, purtroppo!
ciao da marina
Una delle più belle cose che ho letto del nostro magnifico Don!
caro Fabrizio…
Questa bellissima poesia
smuove le emozioni più intime…
si riesce a vedere il bambino…
un caro saluto
carla
grazie ancora: a Marina (anche per l’affetto), ad Antonella (Calvino & Calvino) a Roberto (pure per l’ospitalità nell’Oboe sommerso), a Franz (complimenti a te per la Milano di Ni) e a Carla (finché il bambino è visibile, c’è ancora speranza).
per la stessa ragione del viaggio, viaggiare (diceva l’altro Fabrizio).
a capo chino
l’ora delle braci
presque nocturnes
le lampare sul mare
lucciole a galla
sul futuro a minacciarci
p.s. ciao, ENRICO –
(posso dire d’essermi commosso?)
grazie, Enrico: certi viaggi servono anche a questo.
un abbraccio
fabrizio
grazie, Fabrizio.
Belli questi viaggi e quelle avventure.
“un evento essenziale per la nostra vita – incontro, illuminazione – lo riconosceremo prima di tutto alla luce d’infanzia e di fiaba che lo investe” (Cristina Campo, Gli imperdonabili)
grazie a Carla e Giorgio. la Campo ci sta benissimo: ho quasi l’opera omnia di Marie-Louise von Franz.