Ho sognato che mi trovavo a bordo d’un autobus dove stava avvenendo una rivolta dei passeggeri italiani contro quelli stranieri.
Una strana rivolta: non che gli italiani volessero far scendere gli altri, anzi volevano scendere loro, e a tal fine gridavano e battevano i pugni contro le porte.
Io, fermo e zitto però in prima fila davanti alla discesa, ero imbarazzatissimo: non volevo rimanere con gli stranieri né scendere con i miei connazionali: volevo far parte a me stesso, non certo su quell’autobus.
Che sogno! Sembrava vero.
Poi con una pacca sulla spalla Pedro* mi ha svegliato, giusto in tempo per scendere alla nostra fermata.
* Il mio amico Pedro Calderón, idraulico e filosofo. A suo tempo, mentre mi sistemava il bagno, mi fece conoscere le opere del suo connazionale Nicolás Gómez Dávila.

mi piacerebbe conoscere il tuo amico Pedro Calderòn…
non mi pare che faccia parte del sogno,
ma sicuramente di un libro di Garcia Marquez che mi porto sempre nel cuore…..
Cara Carla,
che strane coincidenze: nella grande biblioteca di Nicolás Gómez Dávila non si trovava nemmeno un libro di Gabriel García Márquez, e non certo a caso…
Un saluto,
Roberto
Locus clausus: isola, castello, camera, autobus, giardino. Un gruppo umano che si divide, metafora di crisi fra gruppi più ampi. La possibilità della violenza sempre latente.
Ma quello che mi suggestiona è il filosofo idraulico (o viceversa). Cosa faremmo senza il greco? Mi son venuti in mente un possibile IDROSOFO, un possibile FILOIDRO…