
(foto di Paola Pluchino)
sapessi le preghiere
sapessi le recite e i salmi che ho cantato
canterei ancora e ancora canto
le lodi al sommo sapessi
le parole sgranerei con ritmi sincopati
morbidi
descriverei ricchezze in carte azzurre
(foto di Paola Pluchino)
Si scioglie il marmo
si modella la fronte
s’inarca il naso, piega la foglia
ripiega il velo
trucioli, polveri, scaglie
giunte le palme
prega la bocca in salmi
bulino sfronda
flessa la forma
armo scalpello orma
fisso lo sguardo
s’impietra in pietra
l’attesa è uno scendere a patti
oppure morirne
slavarsi e dall’averno
tornare a refluire


hey,
quì c’è da perdersi…
nel bianco marmoreo
sgranato.
Grazie Antonella,
per questa emozione che cala un silenzio sacrale
su versi che
sanno di lacrime e attesa.
Si scioglie il marmo
quast’immagine legata alla preghiera mi fa venire in mente la promessa del libro di Ezechiele
“toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne”
un’ attesa mai finita.
grazie antonella
saluto tutti
elena f
belli questi versi marmorei. sanno di freddo e di silenzio. quando tocchi il marmo, hai l’impressione che la bellezza non sia altro che gelo. gli scrittori descrivono l’inferno senza fiamme, ma immerso in un freddo glaciale. qui fuori è primavera, ma piove. valla a capire la vita, certe volte.
brava, Anto.
fabrizio
Questa è la Pizzo che preferisco. Che gioca scopertamente con le parole; in un gioco pericoloso, rischioso. E il suono si fa verso e significato di una difficoltà, di un dolore, di una *disperata* vitalità.
Ho saputo che la Paola autrice della foto è molto ma molto imparentata con l’autrice dei versi, e allora ho guardato meglio la foto e ho notato lo stesso talento della mamma, ecco.