Dedicato a Marina Pizzi

La rivelazione ti ha abbacinato ma senza stupirti. Lo sapevi da sempre.
La prova inconfutabile è questo conoscere che è un ricordare. Ora sei un Altro, e non puoi tornare indietro: l’antica dimora d’insipente innocenza ti è preclusa.
Puoi vivere con pazienza i tuoi giorni nel mondo, in attesa che si consumi lentamente la tua ultima spoglia, oppure bruciare le tappe e diventare Perfetto.
Allora ti ritrarrai lentamente dalla tua carne, come uno straniero dalla folla, e osserverai il tuo commercio col mondo da lontano. Tratterrai i tuoi sensi, negherai loro ogni appagamento finchè saranno esausti come un focolare all’alba. Sarai più forte della fame, della sete e del sonno, e l’abbraccio di un altro corpo ti sembrerà quello di un cadavere.
Illuminato dalla Vera Gnosi, risalirai per ogni vertebra l’intera colonna dell’Essere, pesce e farfalla, angelo e troia, fino al trono dell’Arconte. Getterai ai suoi piedi come un manto stracciato la vuota spoglia di ciò che fosti, e ingaggerai con lui l’ultima battaglia, che ti restituisca al pensoso regno dei figli della Luce, o almeno un colpo preciso e finale al baricentro dei tuoi pensieri: che la stralunata favola abbia fine, che l’oblio t’inghiottisca per sempre, consumato nell’immensa pira della feroce vena creativa di un’annoiato satrapo semita.

Non c’è rivelazione che possa uccidere l’innocenza, poiché l’innocenza esiste “di per sé” e neppure scalfiture ammette. neppure una.
Eppoi, in verità, incontestabile in quanto lo dico, di rivelazioni ve ne é nessuna: al massimo, enigmistiticamente (si puoò dire?), rilevazioni.
ps, Valterone,
ma non avevi detto che non avremmo più letto un solo tuo verso?!
😉
carla bariffi, se quella è una poesia (o un cumulo di versi) io sono il suo mordicchio e il mio setter otto messi assieme.
Già: la tentazione più forte per i cristiani (ma dovrei dire per i monoteisti) non è mai stata quella della carne, ma quella della gnosi. Anche il serpente in Eden ha proposto agli umani una gnosi.
mah, i cristiani hanno tante di quelle tentazioni della carne che la gnosi si ritira in preghiera per salvare il salvabile.
Mai dimenticare che Satana è spirito, non carne. E ciò che perde gli umani è la loro brama di diventare dèi.
ma satana è favorevole o contrario?
“gli uomini sono spirituali grazie alla partecipazione dello Sirito ma non grazie alla privazione ed eliminazione della carne” (Ireneo adversus haereses V,6,1)
tutta la tradizione cristiana sin dai primordi ha dovuto lottare con una falsa interpretazione della spiritualità. la gnosi è e resta l’eresia più dura a morire.
saluto tutti
elena f
scusate “grazie alla partecipazione dello Spirito” ovviamente.
di nuovo saluto tutti
elena f
satana è la scimmia di Dio
cordialmente
elena f
ciao Elena!
Vorrei che qualcuno mi spiegasse il disegno, quell’angelo nero che raffigura un cavallo imbizzarrito che disarciona una donna, credo, e sopra di lei un’altra donna adagiata su una nuvola…e quel fiore che emana raggi sullo sfondo.
Bravo Walter.
Carla, il disegno non so spiegarlo, ma è di William Blake
l’eresia è in fondo solo una scelta diversa, anche il cristianesimo è in fondo un’eresia (dell’ebraismo), come l’islam (dell’originario giudeocristianesimo) – alla fine tutto è sempre plurale, dietro ogni tentazione di riduzione all’unità…
O si può dire che ci sia un’unità più profonda, in cui tutti gli aspetti particolari sono come increspature di un’immensa superfice equorea, e in cui tutte le particolarità si dissolvono? Questa è sempre stata l’idea dei sapienti di tutte le tradizioni. Ma certo alcune onde sono più violente di altre.
quando tutto…in fondo “non è altro che” si riduce tutto a nulla…
ma, almeno per noi cristiani, Dio per primo ha ridotto a nulla le cose che sono nello scandalo della croce…
la kenosis è annullamento, svuotamento, annichilimento di sè in favore di.
chi ama così, chiunque esso sia, a qualunque religione o ateismo appartenga, consapevole o meno, è nella verità.
la vera eresia è il non amare.
saluto tutti
elena f
Come Platone aveva capito prima di tutti, le opzioni ideologiche esistenziali si riducono a due: riconoscere o non riconoscere la fondamentale bontà della creazione. La gnosi ha molte forme, idealistiche e materialistiche ed è l’altalena su cui si dondolano sia l’asceta che il libertino. Tra queste però ve n’è una altissima, di leopardiana memoria, che sprezza ogni falsa consolazione utopica e sentimentale e assume intere le conseguenze dell’assenza di Dio.
E’ per me la tentazione estrema, il culto dell’abissale aseità del soggetto, di una nobiltà pericolosa, perchè innamora.
Come Marina.