
Non sarà necessario
scacciare il cardo dal giardino
o impregnare
le cornute lumache
di intrugli letali
neanche
oseranno affacciarsi
graffiare l’aria
segnare di bave le porte
che vanno al mondo sotterraneo
delle radici assetate
sarà come all’inizio
nudità delle forme
grondanti
di succhi dolcissimi
uccelli mansueti
e pacifiche bisce
nel regno
degli alberi da frutto
sarà come all’inizio
un uomo e una donna
più chiari della luce
com’era dal principio
nei secoli
dei secoli

Delicatissima questa poesia….
eppure c’è una forza nell’attesa che supera ogni “ago di cardo”,
la certezza di tornare
alla purezza di un giardino
custodito da sempre.
E’ vero, le cornute lumache non oseranno segnare di bava le porte, ma prima le porte andranno segnate di sangue, per uscire indenni (?) dall’ira. E l’Eden cui alla fine si tornerà, simile ma non identico a quello del principio,
non riguarderà che un piccolo resto.
Non che mi sia svegliato di umore peggiore del solito, semplicemente penso che le cose stiano in questo modo; lasciando però, com’è ovvio, tutto lo spazio che loro compete alla Provvidenza e alla Misericordia divine, cosa che questa bella poesia ha il merito di adombrare.
Un saluto,
Roberto
Mi viene in mente la musica del “Giardino incantato” di Geminiani.
Ma ieri, durante la mia passeggiata, nell’acqua di un fossatello ho visto una piccola biscia che, afferrato un ghiozzetto, stava tentando di ingoiarlo, vivo, mentre quello con tutte le forze cercava di liberarsi. Questo è il mondo di Dio.
Sarebbe buffo questo voyeurismo velato di sadismo di Brotto, che attribuisce (lui che le cose le sa) la violenza del mondo a Dio. Sarebbe buffo se non avesse un che di tragico, perché in nome di Dio, sempre in nome di Dio, distruggono il pianeta.
Bella poesia, aperta a più letture.
amen. beata speranza. i buoni e i cattivi da premiare da punire. la solita buonaviolenza (non benevolenza).
esclusa la terzina finale, la poesia è unta bene.
caro Brotto questo mondo di dio io lo vomito.
con cordialità, fuori dal coro
marina
Cara Marina, lo so che sei catara, e come tutti i catari, in fondo, violenta. Cosa c’è di più violento che vomitare il mondo intero perché è violento?
morire e nascere nel/per vomito.
catara?! se lo dice Lei che ne studia.!…
sono solo una bestiola che spera di essere uccisa con bontà.
ciao, Brotto, marina
6.
anzi ed anche, lo vò in mito