di Stefanie Golisch
Ted Kooser (Ames, Iowa, 1939), vincitore del premio Pulitzer 2005 è il poeta delle piccole cose, degli sguardi veloci, della quotidianità. La sua poesia nasce in mezzo alla vita, in un ristorante cinese, lavorando in giardino, facendo una passeggiata serale con il cane. Kooser aggiunge poco al vissuto, le cose, sembra che voglia dire, stanno come stanno. Non è per niente grandiosa la vita, ma d’altronde per fare poesia non occorre grandiosità. Basta rendersi – poeti e non poeti – permeabili per quegli attimi in cui la poesia entra nella vita quando meno la si aspetta.
Oggi, 25.4.2007, Ted Kooser compie 68 anni.
La sua poesia non è ancora stata tradotta in Italiano.
Per maggiori informazioni sull’autore: www.tedkooser.com
Selecting a reader
First, I would have her be beautiful,
and walking carefully up on my poetry
at the loneliest moment of an afternoon,
her hair still damp at the neck
from washing it. She should be wearing
a raincoat, an old one, dirty
from not having money enough for the cleaners.
She will take out her glasses, and there
in the bookstore, she will thumb
over my poems, then put the book back
up on its shelf. She will say to herself,
“For that kind of money, I can get
my raincoat cleaned.” And she will
Scegliere una lettrice
Prima di tutto, la vorrei bella
e giungere cauta verso la mia poesia
nel momento più solo di un pomeriggio,
i suoi capelli appena lavati, umidi ancora
sul collo. Indosserebbe
un impermeabile, uno vecchio, sporco
perché non ha soldi abbastanza per la tintoria.
Prenderà i suoi occhiali, e là,
in libreria, sfoglierà
le mie poesie, poi rimetterà
il libro nello scafale. Dirà a sé stessa,
“Per questa cifra posso far lavare
il mio impermeabile.” E lo farà.
( traduzione di Stefanie Golisch)

da un grande senso di emozione, pensare all’immagine di quella donna, al suo sfogliare piano le poesie, entrando così in intimità con lo scrittore, anche solo per pochi ma intensi minuti….
il resto è vita quotidiana.
She was all in black but for a yellow pony tail
that trailed from her cap, and bright blue gloves
that she held out wide, the feathery fingers spread,
as surely she stepped, click-clack, onto the frozen
top of the world. And there, with a clatter of blades,
she began to braid a loose path that broadened
into a meadow of curls. Across the ice she swooped
and then turned back and, halfway, bent her legs
and leapt into the air the way a crane leaps, blue gloves
lifting her lightly, and turned a snappy half-turn
there in the wind before coming down, arms wide,
skating backward right out of that moment, smiling back
at the woman she’d been just an instant before.
(da Delights & Shadows, Port Townsend, WA, 2004. Questo è un poeta piuttosto importante, lascia stare che l’abbian laureato o no. Peccato si porti così male i suoi anni. Creme antirughe no, eh? Trattamenti ad hoc, pure)
Questo grande poeta delle piccole cose, ha qualcosa nel viso che mi ricorda Hermann Hesse.
@ giovannichoukhadarian
molto bella anche questa poesia che non conoscevo! un altro attimo! grazie!
Today, from a distance, I saw you
walking away, and without a sound
the glittering face of a glacier
slid into the sea. An ancient oak
fell in the Cumberlands, holding only
a handful of leaves, and an old woman
scattering corn to her chickens looked up
for an instant. At the other side
of the galaxy, a star thirty-five times
the size of our own sun exploded
and vanished, leaving a small green spot
on the astronomer’s retina
as he stood on the great open dome
of my heart with no one to tell.
(sa essere smielato il giusto, ‘st’impunìto. Strano che in Italia nessuno l’abbia mai tradotto, credo di parlarne presto con chi di dovere)
E’ una meraviglia. Chouk e se me le traducessi le altre? Se ne possono leggere altre Stefanie? grazie. Ne ho bisogno. Che bellezza la misura, la freschezza e il colpo di coda autoironico. Senza l’eterno lamento del poeta megalomane. Ted Kooser. La grazia. Che bella scoperta.
Gianca’, c’ho grosso pobblèma. 1) devo ancora prendere l’aperitivo lungo delle 6:30pm 1.1) non sono ancora le 6:30pm 2) g’ò de laurà 3) non son buono di tradurre la poesia. Stefanie sì, con quel nome da principessa che s’aritròva. A lei l’arduo e ardito compito
la traduzione servirebbe anche a me, grazie mille già da adesso!
a presto!
signor Tramutoli, mi permetta, ma nessuno la costringe a leggere quei poeti. o si? c’è vasta scelta. vaste ottime traduzioni senza che lei abbia bisogno di supplicarne una o più.
si scelga quelli che aggradano al suo stato d’animo e piuttosto non aggiunga lamento inutile ai già moltissimi lamenti poetici di cui parla e se proprio non si contiene sia più argomentativo perchè leggerla così è come mangiare una pizza senza pomodoro nè mozzarella e a pensarci bene senza nemmeno la pizza.
cordialmente
paola
Cara Polvere, parlavo di Ted Kooser…
che non conoscevo. Quale lamento? Un maalox e le passa tutto. Che oggi è la giornata della Liberazione. Si vede che l’ironia non la sfiora. La polvere.
Chouk, capisco. Buon aperitivo.
Che bella e tenera questa poesia. grazie Giulia
proverò a tradurre anche qualche altra poesia di kooser!
grazie Stefanie, sarà un piacere leggerti.
ben arrivata.
un saluto
paola
@l signor Tramutoli.
niente maalox.
prenderò un’alka seltzer.
grazie lo stesso della prescrizione gratuita
e dell’interesse per il mio stomaco.
un saluto a chiusa.
paola
Stefanie è brava proprio a tradurre (e proporre). E Franz ci ruba i collaboratori!!!
🙁
😉
ciao Gianni!
🙂
grazie, Stefanie. la tua presenza qui sarà preziosa. mi piacerebbe che ci parlassi un giorno di Sarah Kirsch, che mi sembra affine, in qualche modo, a Kooser.
fabrizio
Poeta che non conoscevo. Grazie.
folgorante!
unica pecca: “…la vorrei bella”
posso intendere, tanto per scampare, la bellezza interiore, ecc. ecc. (si dice sempre così di una donna non bella di fisico)
Bellissima, e inedito per me, il poeta!
E bravo Franzk. Aspettimao le altre, MPia
Mariapia, il merito è di Stefanie Golisch, io ho solamente postato il pezzo perchè lei non aveva la password. Comunque grazie per il grazie !:-)
Grazie ugualmente per l’iniziativa: il merito va segnalato, di Stefanie Golish, sempre aspettando leggerne ancora.
Salute ai poeti inaspettati! Maria Pia