Come sempre la parola di Franco arriva al centro senza tanti riguardi o esitazioni, che piaccia o meno è discutibile mentre l’immagine è di un cane, uno qualsiasi, uno dei tanti.
Morì mentre tornava a casa dopo aver fatto la spesa. Era appena caduta a terra e già un cane frugava tra le buste.
Così è un racconto. Nudo e inquietante (mi sembra un precipitato di “Bestie” di Federigo Tozzi). Amici, ho un problema con i versi, da un po’ di tempo. Un problema teorico. Non so più che cosa sono e che cosa dovrebbero essere….
Franco, te lo volevo dire da tempo: sono d’accordo con Fabio. Questi “versetti”, come anche quelli che erano apparsi su Nazione Indiana, se proposti in prosa acquistano forza e sono irresistibili e sorprendenti. In versi la forza si stempera, perché la poesia innesca in noi aspettative di altro tipo. Comunque, visto che la rete serve anche a sperimentare, anche da questo confronto trarrai certamente delle indicazioni utili.
Jung direbbe che hai un Anima ipocondriaca(primi versetti) e temi di morire all’improvviso solo senza un cane… io sono d’accordo con lui.
ma in fondo l’ipocondria non è che uno dei modi che usiamo per difenderci dal timore della morte. le due quartine psicologicamente sono legate a filo doppio
forse non avrei dovuto ma ho letto i due testi come se fossero sogni
questi testi sono stati concepiti in prosa e quando saranno pubblicati credo torneranno alla versione originaria. da soli poi non è che hanno molto senso e li ho messi proprio per valutare l’effetto. sono tessere di un mosaico. credo che bisogna leggerne almeno una trentina di seguito perché nel lettore si sedimenti qualcosa.
direi che in questo caso quindi sono più palusibili le obiezioni che i consensi.
rimane strano il fatto che la prima non abbia avuto nessun commento, neppure negativo….
f.a.
Sono d’accordo con quanto dici al n. 9, Franco. In prosa, e tutti assieme, questi testi sono molto forti. Mi riferisco naturalmente al modo di proporli, senza entrare in merito a distinzioni poesia-prosa.
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Franco, sai quanto io ti stimi. Ma questa è proprio brutta. Il cane fruga tra le buste. “Buon per lui”, aggiungerei io.
Ciao.
Franz, non sai quanto mi metta male contraddirti. Ma questi ritagli di sartoria sono bellissimi. Toglierei solo quel già.
Come sempre la parola di Franco arriva al centro senza tanti riguardi o esitazioni, che piaccia o meno è discutibile mentre l’immagine è di un cane, uno qualsiasi, uno dei tanti.
Ma è anche naturale e persino bello contraddirsi, Marino, secondo me. Ciao, buona giornata.
Morì mentre tornava a casa dopo aver fatto la spesa. Era appena caduta a terra e già un cane frugava tra le buste.
Così è un racconto. Nudo e inquietante (mi sembra un precipitato di “Bestie” di Federigo Tozzi). Amici, ho un problema con i versi, da un po’ di tempo. Un problema teorico. Non so più che cosa sono e che cosa dovrebbero essere….
Franco, te lo volevo dire da tempo: sono d’accordo con Fabio. Questi “versetti”, come anche quelli che erano apparsi su Nazione Indiana, se proposti in prosa acquistano forza e sono irresistibili e sorprendenti. In versi la forza si stempera, perché la poesia innesca in noi aspettative di altro tipo. Comunque, visto che la rete serve anche a sperimentare, anche da questo confronto trarrai certamente delle indicazioni utili.
@Fabio
io voglio leggere ancora i tuoi versi musicali e Danteschi…..
spero presto!
Un caro saluto a Franco.
🙂
Jung direbbe che hai un Anima ipocondriaca(primi versetti) e temi di morire all’improvviso solo senza un cane… io sono d’accordo con lui.
ma in fondo l’ipocondria non è che uno dei modi che usiamo per difenderci dal timore della morte. le due quartine psicologicamente sono legate a filo doppio
forse non avrei dovuto ma ho letto i due testi come se fossero sogni
saluto tutti
elena f
questi testi sono stati concepiti in prosa e quando saranno pubblicati credo torneranno alla versione originaria. da soli poi non è che hanno molto senso e li ho messi proprio per valutare l’effetto. sono tessere di un mosaico. credo che bisogna leggerne almeno una trentina di seguito perché nel lettore si sedimenti qualcosa.
direi che in questo caso quindi sono più palusibili le obiezioni che i consensi.
rimane strano il fatto che la prima non abbia avuto nessun commento, neppure negativo….
f.a.
poesia non poesia
prosa non prosa
sono faccende del nostro lavoro e non è mai inutile rifletterci
Sono d’accordo con quanto dici al n. 9, Franco. In prosa, e tutti assieme, questi testi sono molto forti. Mi riferisco naturalmente al modo di proporli, senza entrare in merito a distinzioni poesia-prosa.
A me piace molto. Concordo che sia meglio darle un costrutto in prosa.