
Oggi dio non osa
aguzzi
frammenti d’anima
gli si sono
conficcati nel cuore
si è uccisa una donna
dio non c’era
(e perché
pensava a qualcosa
che si spezza?)
milioni d’uccelli gridavano
nell’aria liquefatta
(non sono stati creduti)
si destavano le madri
delle acque di palude
segnando l’aria
di enigmi terribili
oggi
dio non osa
si lascia calpestare
come una pratolina
una donna si è uccisa
ci saranno bisbigli
(quel suo cane
cieco da tempo
forse
l’ha portata lontano…)

15.
nella stanza c’è un’aria un po’ predata
sconfitta dalle aureole dei sogni
è attenta l’alunna come una falena
una dispensa al seme e la prima
fidanza appena sotto un peso
di conchiglia o di ginestra
del deserto quella sua è
una mangiata di persiana.
da “Arsenici”, 2007-
M.P.
La pioggia
( a macchie )
inonda il mondo
Si dimentica di chi ha sete
un Dio distratto
( uno dei tanti giullari della nostra Mente )
bagna le sue piante
Sempre le stesse
Ma…non bisognava dar da bere agli assetati…?
Di(o)strazione – 2002
il finale taglia l’aria.
(quel suo cane
cieco da tempo
forse
l’ha portata lontano…) –
davvero una chiusa splendida- e poi, il dio che è sconfitto, demiurgo della propria im-potenza …
respiro sospeso da incipit ad explicit.
Eppure non trattenevo.
bella poesia,
chi di noi nella sua vita non ha fatto a pugni con Dio? chi non lo ha sfidato? e gli ha urlato contro?
Simbolo di un nostro malessere. Ma se invece ci prendessimo le nostre responsabilità, facessimo autoanalisi e prima di scagliare le frecce contro Dio ci preoccupassimo di conoscerlo da vicino, forse ci renderemmo conto che non si è distratto, che ci prende in braccio anche quando tiriamo calci e sputiamo fuoco. Sicuramente è più presente di noi che lo ignoriamo da sempre e l’oscuro male di vivere sparirebbe.
Spero amici miei che il vostro sia solo il malessere di un attimo e che una gioia immensa possa presto farvi riscoprire il Dio onnipotente e presente, il Suo amore assoluto e senza condizioni, esattamente l’opposto del nostro modo di amare. Solo così ci renderemmo conto che la fonte d’acqua pura è vicina e siamo così ciechi da non vederla e non saziare la nostra sete.
Stella Maria
Non conoscevo il poeta. Grazie della proposta. Bella scoperta.
Il poeta è mia moglie, Roberta Borsani, che ringrazia.
Ci vediamo a Camaldoli, Gian Ruggero.
l’ho subito immaginato, una persona vicina. non l’ho detto per non rovinare il gioco. ho anche pensato ad una tua amicizia vicina. a parte la tematica, la “poesia” non si accresce anche se, detto senza nessuna spocchia o supponenza o cattiva coscienza o altro di negativo, è leggibile o fruibile o amichevole o si interfaccia bene… a te o a lei giudicare, se vorrete, i miei versi per vendetta o risposta o quello che volete: fate e siate!.
Che rivelazione, Valter, due volte complimenti.
A Camaldoli, causa motivi di famiglia, ci sarò solo il 19, ma avremo modo di parlarci. Un abbraccio.
due volte non complimenti
Marina, pensi che attribuire una poccola lode a qualcuno significhi per forza toglierne a qualcun altro. magari anche molto meritevole? E’ avidità, non poesia.
Ecco un buon modo per rendersi infelici.
è solo una brutta poesia e l’immagine è ben peggiore.
scrivete e moltiplicatevi con tutti i mezzi a disposizione voi umani che credete di amarvi e di lodare dio e, soprattutto, insegnate agli altri tutta la vostra presunzione.
sono infelice con o senza il tuo giudizio.
tieniti tutte le avidità del mondo: ho molti difetti, ma non sono avida, anzi e la mia vita lo dimostra, caro cronista.