Primo maggio e due giugno…

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Primo maggio e due giugno.
La grandezza dei colpi di martello.
Un corpo fatto a pezzi e ricucito
ci saluta ogni anno, più magro
per degenza infinita.
Applausi e basso tuba coprono
colpi, ormai, che non si contano. Non
tanto le penne d’alpino
ammainate dal tempo.
Ma le pene del reduce di oggi,
d’ora in ora sopraffatto.
Nubi di ghisa non lasciano
salire un corpo orante
se pane, solo, vuole.

Da: “In terza persona” – Manni, 2006

10 pensieri su “Primo maggio e due giugno…

  1. lucaariano

    Realistica e doveroso “omaggio” anche se amaro a due giorni importanti per la Nostra democrazia. Complimenti!
    Un caro saluto

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  2. fk

    Mi piace questo andare tra passato e presente, il tema dl reduce, del pane, delle pene. Avevo letto l’intera silloge, l’avevo trovata eccellente. Complimenti.

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  3. Marco Saya

    Reduci di oggi, d’ora in ora sopraffatti. Una democrazia sempre più in bilico! Una guerra tra poveri che si accaniscono per qualche briciola di pane e il potere sforna i propri “panettieri”.

    Marco

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  4. Giovanni Nuscis

    Fabio, Carla, Luca, Franz e Marco vi ringrazio: la materia è alquanto impoetica e alto è il rischio di retorica, non meno di quella che si vorrebbe evidenziare e scongiurare, coi versi.
    Giovanni

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  5. Roberto Rossi Testa

    “Un corpo fatto a pezzi e ricucito
    ci saluta ogni anno, più magro
    per degenza infinita.
    Applausi e basso tuba coprono
    colpi, ormai, che non si contano.”
    Teniamo bene presente che questi sono (bei) versi di un poeta laureato in giurisprudenza e che lavora nell’Amministrazione giudiziaria.
    La cosa, mi pare, non è senza significato.
    Un caro saluto,
    Roberto

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