Nino Zichella non fa un lavoro preciso, è sempre inserito in qualche progetto pilota.
Nino Franciosi ha fatto la scuola per diventare tecnico della produzione di pacchetti turistici multimediali.
Elena Franciosi mi ha detto che ha preso la qualifica di estetista ai sensi della legge 1/80, art. 3 comma 1 lettera a. Ancora non ha aperto lo studio. Per allenarsi si occupa della bellezza delle sue amiche.
Vito Vesce vuole fare il ludotecario.
Carletto Chirico andò in India. Si era messo in testa l’idea di diventare un vegetale. Al ritorno al paese smise di lavarsi per non perdere le vitamine.
Pure lui se n’è andato a Modena. Qua faceva due lavori. Il primo era comprare medicine alla madre. Il secondo era aiutare la maestra Frino a mettere l’auto nel garage.
Aldo Zichella a Rimini faceva l’aiuto barbiere (gli facevano fare solo le barbe e gli sciampi). Adesso si qualifica come operatore di tatuaggi e piercing.
Nicola ha un fratello falegname e un altro parrucchiere. Lui è webmaster e piccolo spacciatore.
Vito Cuozzo ha fatto un corso di formazione professionale che lo ha qualificato addetto a rifugi e canili.
Florinda Capossela da poco ha preso la patente europea del computer, ma ha perso il fidanzato.
È andato a fare il piastrellista a Reggio Emilia perché non potevo più mantenere la mia Bmw di seconda mano.
Quello che è bravissimo a usare il computer, ma il professore gli ha messo il voto più basso perché il professore quando loro usano il computer parla al telefono o legge il giornale.
Claudia la figlia del meccanico vuole fare la psicologa. Si è fidanzata col figlio del benzinaio che per lei ha altri progetti. Nicola vive a Milano vendendo un po’ di fumo. Quando viene qui sta sempre a giocare a biliardo. Dopo ogni tiro si sistema i capelli come se fosse appena sceso da un elicottero.

Non ho ancora letto una parola del testo, MA il TITOLO è COMICO da morire! sto ridendo a crepapelle! GRAZIE! Franco, adesso, sùbito, leggo. ciao, cerca di stare lieto, marina
ora ti ringrazio un’altra volta per un altro più da/di questo “meno” che sai così partecipare e rendere: il tremore nel resto del sorriso. a presto, franco, ti bacio con tenerezza, marina
Lette tutte di seguito queste frasi, e le altre che compongono questo libro, sono di una comicità irrefrenabile, tragicomica: c’è da piangere e ridere insieme.
Ciao Franco ho letto con interesse e partecipazione questi tuoi piccoli ritratti in quanto per diversi anni ho lavorato come cassiera in un supermercato (senti, senti…) e ti assicuro che pur essendo un lavoro che, come puoi immaginare, non mi ero scelto nè amavo,è stato davvero molto importante dal lato umano. Era davvero un ottimo punto di osservazione e riflessione. Ne ho scritto qualcosa, piccole “stanze” tra prosa e poesia. Mi piace l’umana ironia del tuo sguardo… Lucianna Argentino
Uno spasso, davvero. Vien voglia di arricchire la galleria con altri ritratti e mestieri. Posso proporti una sorella che fa la trainer a corsi di programmazione neurolinguistica per assicuratori. Non a tempo pieno, ovviamente.