
Era pensabile sul luogo un’influenza,
quasi ereticale, di agostiniani, di
residue presenze basiliane,
forti di architetture policrome?
L’acqua della fontana era sufficiente
alle tessiture, ai setifici
di cui scrive l’erudito insano?
L’anacoreta eletto a nuovo patrono
forse rappresentava l’affermazione
chisciottesca del regno del feudo,
l’annichilirsi delle ultime libertà civiche?
O, forse, dalla sua presenza, in alto,
si disponeva la fierezza di un nuovo ceto
di eroi discreti, una massoneria
dello spirito e della rendita agraria?
Al padre ed al bastione, piazza
antemarina, il maggio gaudioso
della smemoratezza che ci peggiora.
Domande in paese
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