Poeta nero – di Antonin Artaud

artoyeux.jpg

Ti assilla un seno di vergine,
poeta nero,
poeta inacidito, mentre la vita bolle
e la città arde,
e il cielo si riassorbe in pioggia,
e la tua penna graffia al cuore della vita.

Foresta, foresta brulicante d’occhi
sui pinoli disseminati;
chiome di bufera, i poeti
inforcano cavalli e cani.

Gli occhi si infuriano, le lingue girano
il cielo fluisce nelle narici
come un latte nutriente e azzurro;
io sono appeso alle vostre bocche
donne, aspri cuori di aceto.

38 pensieri su “Poeta nero – di Antonin Artaud

  1. Carla

    ‘chiome di bufera, i poeti’

    un ritmo furioso sprigionano i versi
    è come cavalcare nel fitto bosco
    sentirne il respiro,
    vedere tutti quegli occhi…

    Rispondi
  2. lucaariano

    Artaud è un “maledetto” grande poeta o poeta “maledetto” grande che ho sempre apprezzato. La sua lettura mi folgorò sulla via di Parma…Grazie Franz!
    Un caro saluto

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  3. emanuelekraushaar

    Che versi! …e come dimenticare certi passaggi di “Van Gogh”… “Al paese dei Tarahumara” mi ha intrappolato e devo ancora uscirne…

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  4. Mario Ardenti

    “chiome di bufera, i poeti
    inforcano cavalli e cani.”

    ecco, sono parole come queste che (ci) ingigantiscono: nella loro assoluta insignificanza, consolano le (nostre) scritture, rinsaldano la (nostra) vanità, leniscono le (nostre)sconfitte.

    balsamo divino: se dio non esiste, basta assemblarselo.

    buona cena.

    Rispondi
  5. cara polvere

    perchè Artaud aspetta di essere riconosciuto tot- al- mente in mezzo a mille. e mille. e mille.
    poi torno.
    p.

    Rispondi
  6. fabry2007

    nell’arte, la follia è spesso buona consigliera. lo sento vicinissimo a Campana, e non solo per motivi neurologici (“io poeta notturno…”)
    grazie, Franz.
    fabrizio

    Rispondi
  7. massimo

    Il cielo torna liquido e la vita
    bolle, la città brucia e la poesia
    graffia la vita! Un seno verginale
    ora ti assilla.

    Foresta, massa di occhi, ed esaltata
    la moltiplicazione dei pinoli;
    chiome barbare, voi poeti sopra
    cavalli e cani!

    L’occhio infuria, gira la lingua, il cielo
    alle narici vola come latte
    blu: dalla vostra bocca, cuori acidi,
    donne, io pendo.

    ***

    grazie, Franz. questa, qui sopra, è un’imitazione della stessa poesia, di qualche anno fa, che era nell’ebook nel sito di Cagnone, e poi rimosso. l’avevo dimenticata… Artaud è un mistico, non riesco a dire meglio; e lo è proprio nella sua lotta contro l’io… (il suo, il proprio, prima di tutto)

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  8. mmerisi

    mario ardenti mi ha preceduto, avrei scritto esattamente le stesse cose.
    sul balsamo divino: si trova all’ikea, giusto?
    un saluto i naviganti.

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  9. Francesca Matteoni

    Fraaaanz!

    ma il traduttore???? Non mi dire che lo hai tradotto te, che questa poesia sa tanto di librino azzurrino 32 pagine, carta vergatina avorio.

    Sei un arruffapopoli!

    Artaud invece è meraviglioso.

    Complimenti a Merisi e Ardenti, che devo di’.

    Rispondi
  10. fabry2007

    sì, Alessandro, il tipografo di Marradi non sapeva chi stava stampando. ma Soffici e Papini se la sono vista brutta: quando a Dino prendevano i cinque minuti…

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  11. cara polvere

    @Emanuelek:
    e “Succubi e supplizi”
    lì, oltre le trappole, vedi anche i topi.
    poi torno.
    p.

    Rispondi
  12. franzk

    Comunque: la traduzione è di Pasquale di Palmo, non mia. Così qualcuno puo’ dormire sonni tranquilli.
    Grazie.

    Rispondi
  13. Stella Maria

    I poeti neri, i maledetti, sono fra i miei preferiti ma Artaud non lo conoscevo, che vuoi mi piace la poesia ma non sono un’esperta.
    Mi suggerisci il titolo del libro da dove hai tratto la poesia che non hai tradotto?
    grazie Franz
    un abbraccio
    Stella

    Rispondi
  14. lorenzo carlucci

    ma questo testo di quand’è? come tanti altri d’artaud pare un mix manieristico da baudelaire a lautréamont con una non indifferente spruzzatina di hugo. come poeta-poeta artaud è piuttosto mediocre. ma i suoi libri sono interessanti, anche quelli brutti. come mai? secondo me c’è molto da riflettere – oltre ai meriti evidentissimi di libri come éliogabale e van gogh – sulla caratteristica essenziale di questa voce. perché non può essere un poeta maledetto (è in ritardo) e non può essere un surrealista (è in anticipo su di essi, e già oltre). quale è la radice del fascino di questa voce spesso goffa, spesso meccanica, scattosa, ultra indulgente?

    ciao,
    lorenzo

    Rispondi
  15. emanuelekraushaar

    @ cara polvere
    succubi lo tengo lì accanto agli altri, ma non mi ci sono (ancora) mai addentrato del tutto.
    io ho cominciato con eliogabalo, mi ha folgorato van gogh e tarahumara mi affascina molto.

    Rispondi
  16. fk

    Artaud “poeta-poeta” mediocre? Ah ah ah ah ah!!! (Posso andare avanti a ridere per tutto il giorno).

    Cara Stella, il libro è “Poeta nero e altre poesie”, Via del Vento Edizioni.
    Ti mando un abbraccio.

    Rispondi
  17. massimo

    cari, a suo tempo, due o tre anni fa scrissi un’imitazione di questa poesia, in forma di ode saffica. non bisogna temere Artaud – vi abbraccio forte,
    massimo

    ***

    Il cielo torna liquido e la vita
    bolle, la città brucia e la poesia
    graffia la vita! Un seno verginale
    ora ti assilla.

    Foresta, massa di occhi, ed esaltata
    la moltiplicazione dei pinoli;
    chiome barbare, voi poeti sopra
    cavalli e cani!

    L’occhio infuria, gira la lingua, il cielo
    alle narici vola come latte
    blu: dalla vostra bocca, cuori acidi,
    donne, io pendo.

    Rispondi
  18. molesini

    Si. Ad esempio: cosa c’è di mediocre in questa poesia? Prendiamo pure la traduzione dell’a me sconosciuto (ma non sono una gran colta) di Palmo, che è poi quella proposta da franzk (secondo me migliore dell’altra, troppo pomposa, retorica e piena di vezzi tecnici per rappresentare l’artista matto del teatro della crudeltà).

    Rispondi
  19. lorenzo carlucci

    molesini, lo chiedi a me? è il mondo alla rovescia quello in cui bisogna giustificare la mediocrità (che è la norma) e prender per buona la grandezza (folgorante)? comunque ho accennato sopra al motivo che mi fa trovare mediocre questa poesia (che in francese fila naturalmente meglio): potrebbero averla scritto altri venti poeti. potrebbe averla scritta un rimbaudiano minore e dimenticato. potrebbe averla scritta chlebnikov, addirittura puskin. potrebbe averla scritta anche hugo. e invece è di artaud ed è del 1929. artaud come poeta è uno che ha ramazzato stanze vecchie. “poète aigri”. ripeto: ha scritto grandi libri e l’insieme della sua opera giustifica pienamente l’interesse per il suo lavoro poetico.

    saluti,
    lorenzo

    Et lui, se promenait dans ce jardin, à l’ombre, au soleil; sous l’enchantement des verdures; lui, soupirait après l’eau de
    cette fontaine; lui, habitait le bel intérieur de Marie, s’y appuyant, s’y cachant, s’y perdant sans réserve, buvant le lait
    d’amour infini qui tombait goutte à goutte de ce sein virginal.
    E.Z., La Faute De L’abbé Mouret

    Rispondi
  20. lorenzo carlucci

    bon… for reference:

    Poète noir, un sein de pucelle
    te hante,
    poète aigri, la vie bout
    et la ville brûle,
    et le ciel se résorbe en pluie,
    ta plume gratte au coeur de la vie.
    Forêt, forêt, des yeux fourmillent
    sur les pignons multipliés;
    cheveux d’orage, les poètes
    enfourchent des chevaux, des chiens.
    Les yeux ragent, les langues tournent
    le ciel afflue dans les narines
    comme un lait nourricier et bleu;
    je suis suspendu à vos bouches
    femmes, coeurs de vinaigre durs.

    Rispondi
  21. mariapia

    Contrarissima, caro Carlucci, al gioco dei birilli, adesso butto giù Artaud ..o altro.
    ma non scherziamo, non siamo qui per giocare a pollice recto,dal nostro banco di s cuola, suvvia.

    Ricordo, lo faccio ancora: il bellissimo saggio, ispirato ad Ungaretti, di Andrea Zanzotto, (in “Fantasie di avvicinamento”)sulla linea del moderno in Europa che corre appunto tra Mallarmé e Artaud, come intrinseca linea di sangue, e chiave di lettura, pe r tutta la poesia europea ed italiana che ne segue.
    Le discendenze, appunto, indagate benissimo.
    (Dalla scrittura ri-corporalizzzata al massimo, alla levitazioene e viceversa, ma è meglio leggerselo, è bellissimo)

    Intanto, grazie, FrankK!

    da Maria Pia Quintavalla

    Rispondi
  22. molesini

    E Rimbaud, unico tra i nominati da chi sostiene mediocrità che io conosca bene (ma Hugo! scriveva poesia così Hugo?), l’avrebbe fatta molto meno scabra.

    Io leggo quello che ho davanti. La grandezza non è sempre folgorante. La grandezza è saper dire le cose, indirizzarne un possibile senso, sovvertirlo, animarlo (la vie bout et la ville brule)(et le ciel se résorbe en pluie)(les pignons multipliès)(le ciel afflue dans les narines)(comme un lait nourricier et bleu)(femmes, coeurs de vinaigre durs).

    Comunque non m’impunto. Ha fatto altro meglio? Meglio.
    Quanto leggo mi basta, ecco. E nulla è mediocre, qui.

    Rispondi
  23. cara polvere

    @Carlucci
    Artaud ti espellerebbe con uno dei suoi esorcismi che erano solo da abbracciare
    da baciare
    artaud sentiva colare delle medicine azzurre e amare dalla sua fronte e dal suo naso e le fece poesia
    i suoi denti persi contro le molle e le cinghie con le quali fu bucato e legato
    sono polverismi sottili su cui soffia il niente nostro
    il niente del veleno delle nostre orecchie
    il nostro giudizio ignorante che crediamo di sapere e di saperci.

    va tutto così male. e artaud di nero aveva solo gli occhi
    piuttosto un buco crudele gli rese visibile la putrefazione umana.
    forse l’insulina lo rese dio-
    forse l’insulina lo disfò a favore di quattro acchiappagalline.
    e lui diede il meglio di se-
    pieno di febbre sdentato fiducioso
    come una banderuola perchè cotto nel brodo ebbro dell’ipocrisia.
    mai salvo. mai condannato.
    ma certo. una cosa mi solleva: che morì seduto.
    e Carlucci.
    leggiti Artaud. se ci riesci.
    se ci arrivi senza distrarti
    se ci arrivi senza farti distrarre
    se ci arrivi tutto intero
    fatti prendere in pieno con le mani aperte altalene e scivoli tutti per te e vuoti in carrellata frontale.
    artaud tiene in mano gli anelli di nuvole che sposano le montagne
    e le chiudono – anello è diminutivo di
    ano – artaud tiene l’ano del mondo soggiogato dal suo speculum
    arto folgora ammala ti tiene intorno a se
    lo puoi solo evitare se riesci a chiudere i suoi libri prima di farti mangiare.

    da abbracciare con la testa la scrittura di artaud – con un occhio ai fulmini.
    un saluto
    paola

    ps: e dopo Artaud, van Gogh
    suo fratello di elettroshock.
    suo fratello di azzurri.

    Rispondi
  24. lorenzo carlucci

    cara cara polvere, tu che mi dici: “e Carlucci. leggiti Artaud. se ci riesci.” tu non sai che io giovinetto m’impuntai per portare Eliogabalo di Artaud (e L’Amour Absolu di Jarry) come testi extra all’esame di maturità. tu che dici tante cose sulla sua pazzia e i suoi buchi, non dici nulla sul valore di questa poesia, che è mediocre.

    maria pia, che come tutti non sa far altro che rimandare alla bibliografia: il gioco dei birilli lo faccia lei, se si diverte.
    io non butto giù nessuno, esprimo un giudizio letterario. lei tenga gli applausi e le pacche sulla spalla.

    ditemi voi, “femmes, coeurs de vinaigre durs”, dov’è la grandezza di questa poesiola, pendo dalle vostre bocche. ché è una fantasmagoria e pure di maniera e cosa dice di tanto grande?

    ciao,
    lorenzo

    Rispondi
  25. lorenzo carlucci

    comunque, in omaggio alla memoria bestemmiata di a.a., aggiungo un’altra traduzione del testo, en impromptu.

    poeta nero, ossessionato
    dal seno di una ragazzina
    bolle la vita, poeta inacidito,
    la città brucia,
    e il cielo in pioggia è riassorbito.
    la penna gratti al cuore della vita.

    foresta d’occhi foresta formicaio
    d’occhi moltiplicati sui pinoli;
    ciocche piovasche, ecco i poeti
    sopra ai cavalli, in groppa ai cani.

    sfuriano gli occhi, la lingua gira
    il cielo scorre alle narici
    è come un latte nutriente e azzurro;
    io pendo, donne, dalle vostre bocche,
    cuori d’aceto duri.

    transl. 18.05.07

    Rispondi
  26. cara polvere

    @a Lorenzo Carlucci
    premesso che non è mia intenzione farti
    cambiare idea sul “mediocre” da te espresso – il che sarebbe anche stupido
    da parte mia – mi permetto semplicemente di osservare che tutta la dolorosissima
    ricerca poetica (in toto la sua vita disperata) di Artaud tende a – uso parole sue:
    «colpire lo spirito con una sorta di folgorante armonia visuale, la cui acutezza agisce di prepotenza e si scarica in una sola occhiata ”

    e lo fa indagando pericolosamente i confini estremi dell’immagine: fu iniziato all’arte figurativa dai disegni di Edvard Munch, Picasso e in seguito Ferdinand Hodler: paesaggi di una scarnità pietrosa – personaggi dal granio di ossi avvoltoi dello spirito: oltre la carne, poi ancora Fraye,Kisling e poi invitabilmente e “pericolosamente”
    (fino alla censura) i confini della parola sull’immagine, che crea la scena dell’immagine (uso ancora parole sue) :
    “trovare le parole, di trovare le immagini che facciano venire le parole”
    ma il discorso si farebbe molto lungo.

    quindi essendo “mediocre” cio che sta in mezzo agli estremi, non mi pareva il termine adatto.
    ecco.
    un saluto
    paola

    Rispondi
  27. cara polvere

    e questa poesia va letta con la mente oscena da ogni riferimento terreno comune ai mortali e nello stesso tempo letta tenendosi ben stretti ai caplli dei morti – del resto quelli che si conservano meglio).
    va deflagrata e ricomposta.
    un po’ come fa lo stomaco con il cibo.
    e poi va fatta morire seduta.
    (lo so lo so – mi faccio i miei voli… )
    p.

    Rispondi
  28. mariapia

    Mediocre non pareva a nessuno un giudizio letterario, ma di valore. Portare un’altra traduzione invece, è un contributo.

    Mi sembrava fosse l’amore per Antonin Artaud a tenerci qui, insieme;io, di pacche sulle spalle, non ne prendo in genere.
    E se qualcuno non è d’accordo con me, non penso cerchi gli applausi, anzi è un esporsi.

    Maria Pia Quintavalla

    Rispondi
  29. ibort

    Per Lorenzo Carlucci: non credo che riusciresti a fare neanche la metà di ciò che Artaud fece. Perciò sputare giudizi in questo modo, calpestare così semplicemente l’operato, smontare così il lavoro di Artaud, (questo lavoro) mi sembra, diciamo, sottilmente infantile.
    Mi sta bene che ad un individuo non possa piacere una determinata cosa; infatti dicendo “beh io, personalmente, non apprezzo quest’opera” si esprime un parere personale, tollerabile proprio perchè soggettivo; ma se un tale si permette di giudicare in maniera oggettiva, pretendendo che ciò che dica sia la verità, ecco, questo non è un comportamento accettabile, secondo il mio modesto parere. E poi, proprio perchè trovi mediocre questa poesia di Artaud, potevi benissimo estenerti dal commentare.
    saluti.

    Rispondi
  30. Giuseppe

    Una poesia “oscura”, perlomeno a me “oscura” e’ “Allegoria”…
    Sapreste decifrarne la “chiave di lettura”?

    Rispondi

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