undecent/indecente di Charles Bukowski

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brisk, brisk, brisk./bullets and lives./shot.//as the blackbird/sits on the/wire.//as department/store neckties/wait to be sold.//as you think of/something/as nothing/thinks of you.//the kite floats/in the wind/and the mad-/man/is right.

*

ritmo, ritmo, ritmo./vite e pallottole./uno sparo.//mentre il merlo/siede/sul filo.//mentre cravatte/aspettano d’essere vendute/ai grandi magazzini.//mentre tu pensi/a qualcosa/mentre niente/pensa a te.//l’aquilone vola/nel vento/e la ragione/è del/pazzo.

(traduzione di Enrico Franceschini, da La canzone dei folli. Poesie II, Feltrinelli, 2007, 5a ed.)

2 pensieri su “undecent/indecente di Charles Bukowski

  1. Mario Ardenti

    Non dirò io di Bukowski, sarei solo patetico.
    Soltanto che mi piace, questa “follia” che in vero non c’è, composta pur se ubriaca, perché certo non è folle chi scrisse:

    Il sogno di un uomo
    è una puttana con un dente d’oro
    e il reggicalze,
    profumata
    con ciglia finte
    rimmel
    orecchini
    mutandine rosa
    l’alito che sa di salame
    tacchi alti
    calze con una piccolissima smagliatura
    sul polpaccio sinistro,
    un po’ grassa,
    un po’ sbronza,
    un po’ sciocca e un po’ matta
    che non racconta barzellette sconce
    e ha tre verruche sulla schiena
    e finge di apprezzare la musica sinfonica
    e che si ferma una settimana
    solo una settimana
    e lava i piatti e fa da mangiare
    e scopa e fa i pompini
    e lava il pavimento della cucina
    e non mostra le foto dei suoi figli
    né parla del marito o ex-marito
    di dove è andata a scuola o di dove è nata
    o perché l’ultima volta è finita in prigione
    o di chi è innamorata,
    si ferma solo una settimana
    solo una settimana
    e fa quello che deve fare
    poi se ne va e non torna più indietro
    a prendere l’orecchino dimenticato sul comò.”

    Salutando

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