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25.
incantesimo di vetro la passeggiata
vetrigna al tocco di perir sfiorata
d’apice rantolo galeotto più forzato,
imperio il rivo torto alla condanna
bracconiere il secco della specie.
in meno di un permesso si serrò
il gigante del portone sull’alloggio.
26.
Rampe per alienati
inutilità di divario.
Attorno attorno ti rivedo attorno
sillabante maniglie che non aprono
né chiudono nel dono della morte.
Raduno di conchiglie persiane giù
giunonico albore, questo
dislivello del mare che c’ingiunge
ben più buona, bella la linea del sonno.
27.
predata dal Diavolo dicono
e invece sono un Angelo
nemmeno caduto
caduco.
28.
oh dammi sul traguardo il primo involucro
cremato dall’origine di stagno
il suo cortile inutile al verdetto
quella gimcana candida di rondine
svenduta nelle marche delle scarpe.
29.
mandami una novità
ch’io possa il mito della darsena
la rotta eclisse e la vestizione
di uno stipite per dite.
questo canestro di scempio
pio alla rondine che non si salva
né vola più sul vanesio intrigo.
30.
miserando elemosine di senso
alluvioni delle vie maestre
queste piastrelle resine di sibili
cortissime al Colosseo per la bellezza,
belle e consistenti al pianoterra
oggi nei vicini pianti degli stenti.
31.
nella riviera di silenzio
il riccio di silenzio:
la Tata arriva al mare e per far gioco
con la carrozzina dell’infante
insabbia il riccio che, da buon io,
forse riemerge o forse no.
32.
garzone ritenne necessità
androne senza casa
apice del nodo
colla di addobbo per i condannati.
zona di limitrofo lo prese
secondo il coma di starsene
vivo nel comando di qualcosa.
salì sul tram per dispersione di sonno
normalizzò la rotaia con il corpo.
33.
i muri a secco delle colonie estive
quando il padrone mandava in vacanza
i figli dei dipendenti vestiti di bianco
vestiti di bianco per una cedola
docile d’ingiustizia:
odiavo il mare e la cornucopia dell’amore
quell’elemosina buona quanto un veleno
letargo di bandiera comunque.
il latte è smunto e nel gomito s’intana
l’ultima meringa della frottola.
34.
appenami di un sopruso che sia la gioia
la manica larga che sia la fine
del cruciverba batterico collerico
quale un baccano in far di grandinata,
appesami alla gronda del sillabario
gli accenti acuti di nature ree
per le scorribande di altari, le sempre
materiali di secolarità.
35.

Quelle porte bianche
smarriscono i miei passi
negli antri scuri
senza uscita