di Mauro Baldrati
I morti sul lavoro, soprattutto nei cantieri edili, stanno assumendo le dimensioni di una vera e propria strage (l’Eurispes ha reso noto che dall’aprile 2003 all’aprile 2007 i morti sono stati 5.252). Si invocano nuove leggi, ma già esistono leggi efficaci, come la 626/94 che, in attuazione di direttive europee, introduce importanti novità sulle responsabilità dei datori di lavoro, sull’obbligo di nominare dei responsabili della sicurezza sui luoghi di lavoro ecc; tuttavia, essendo la materia abbastanza dispersa in una serie di decreti – alcuni molto importanti, come il 276/03, che sottolinea l’obbligo della regolarità contributiva – sarebbe opportuna la stesura di un Testo Unico, promesso da questo governo, che raccolga in maniera organica tutta la normativa vigente. Non è quindi la legge ad essere carente, ma la sua applicazione, come spesso accade. Da molte parti giungono appelli perché cessi la dissennata politica di molte amministrazioni locali di bandire gare d’appalto al massimo ribasso, perché partecipano aziende disposte a tutto, anche a infrangere le normative (per esempio, è molto raro che i controlli avvengano nei giorni festivi o di notte); inoltre vi sono difficoltà logistiche che farebbero sbellicare dalle risate, se la materia non fosse tragica. Ecco un passo del verbale di un incontro avvenuto qualche giorno fa tra l’Assessore al Lavoro della Provincia di Bologna, il Direttore della Direzione Provinciale del Lavoro e i Segretari territoriali confederali Cgil, Cisl e Uil:
“Essendo l’Ispettorato non più dotato di proprie autovetture, da quando è stata ritirata l’ultima dal precedente Governo, la mobilità sul territorio degli ispettori è demandata alla loro disponibilità a mettere a disposizione la propria autovettura per uso di servizio. Ciò condiziona oltremodo la vigilanza sul territorio che è resa possibile prevalentemente dalla fruizione dei mezzi pubblici di trasporto, con inevitabili perdite di tempo, e rende impraticabili le missioni in località non servite dai mezzi stessi.”
Insomma, gli ispettori devono muoversi con la propria auto, o in autobus, ammesso che arrivi nei siti da controllare. Tutto questo in un paese dove vi è un parco di auto blu immenso, e alla Regione Puglia, poco prima di perdere le elezioni, Fitto & company si sono votati questa disposizione-smart: “I Presidenti della giunta e del Consiglio Regionale, per le alte funzioni svolte, hanno diritto ad usufruire dell’abbonamento, dell’autista e dell’auto di servizio anche per i cinque anni immediatamente successivi alla cessazione delle funzioni”.

il lavoro distrugge i corpi immediatamente (le “morti bianche”) e nel tempo.
non solo esiste la piaga degli incidenti sul lavoro = assassinio regolarmente tollerato, ma esiste un’incuria e indifferenza più generale – anch’essa sistematica – nei confronti dei lavori che logorano il corpo. quale ispettore potrebbe seguire nel tempo le migliaia di lavoratori di aziende chimiche, o gli operai che si sfasciano muscoli e ossa in anni e anni di orari massacranti e paghe da fame? (ma: quale “paga” ha senso, di fronte alla morte?).
questa civiltà è alacremente oliata dal sangue di milioni di persone senza diritto e senza storia, e soprattutto senza una prospettiva di difesa politica anche solo pensabile entro i tempi e termini di una vita.
Trovo veramente opportuno che in un blog letterario ci sia spazio per un post come questo.
Considero sempre con sospetto l’arte cosiddetta civile: non credo che gli artisti nel loro operare debbano confrontarsi direttamente con la cronaca.
Ma ciò non vuol dire affatto che come uomini e cittadini non se ne debbano occupare, anzi.
Quanto al contenuto specifico del post, essendo dipendente pubblico esso fa purtroppo parte della mia “normale” esperienza quotidiana.
Un caro saluto,
Roberto
Ho trovato in rete questa poesia di Vincenzo Guerrazzi:
“Il sangue della rivoluzione
Oh fabbrica, tetra
come un cielo grigio d’autunno.
Oh macchine, tormento della natura.
Oh vita arida schiacciata
dalle lotte degli anni.
Tu fabbrica chiudi nel ventre
il contadino che coltivava la terra
e come un serpe velenoso
ne suggi il sangue.
I tuoi utensili sono come il becco delle aquile
che strappano la carne dalle ossa
e il suo sangue scorrendo sulla bruna terra
fa nascere il rosso papavero.
Il papavero è il tesoro del grano
che lo fa risplendere nel sole di maggio.”
Se poi uno deve anche morire, per di più in solitudine…
Gran bel post Mauro. Complimenti!
Pasquale
Anch’io ti ringrazio per questo post, Mauro.
E’ importante, ineludibile, fa venir voglia di politica, quella vera, persino a un disilluso come me.
michelangelo per dipingere il soffitto della sistina si è dovuto prima progettare e costruire le centine del ponteggio che gli avrebbero consentito di lavorare agevolmente e se non ricordo male almeno una volta è volato giù. argomento più che congruo visto che i ponteggi sono strumento per realizzare pure ‘opere d’arte’ oltre che delle emerite.. e in ogni caso è forte problema sociale. la sicurezza vive il problema che in italia vive la legislazione tutta, un eccesso e sovrapposizione di norme che alla fine le rende inutilizzabili, di contro le imprese hanno tutto l’interesse a non mettere in ‘regola, un operaio in regola costerebbe al giorno intorno ai duecento euro, ma la cosa più tragica che spesso vengono messi in regola ma a pagare sono loro cioè gli operai stessi e chi ha orecchie per intendere intenda. le responsabilità sono di più soggetti sono dell’impresa, del direttore dei lavori, del coordinatore della sicurezza, quando c’è, e del committente. dove finisce l’una dove comincia l’altra non chiedetemelo sto appena scendendo da un ponteggio 🙂
Sottoscrivo parola per parola il commento di Marco.
Grazie per questo post.
fm
una considerazione dimenticata ma sarebbero davvero tante..come mai ciò succede anche nei lavori pubblici, visto che pur consentendo ‘gare’ di appalto al minor ribasso (anche questa ovvia corbelleria), i costi di tutto sono tutti al top e riferiti ai prezziari più aggiornati e aggiornabili in tutti i possibili concordamenti nuovi prezzi, che in corso d’opera avvengono, come mai succedono incidenti? visto che anche i tecnici che gestiscono i cantieri vengono remunerati con tariffe aggiornate e rimaste in vigore solo per i lavori pubblici. e con i privati invece si può risparmiare su tutto ? ma perchè il privato, che ha facoltà di non fare una cosa, deve poter pagare di meno di quello che costa un opera ‘necessaria’ e di pubblica utilità? ma non pensate che forse dovrebbero capovolgersi i termini di questi curiose impostazioni..e infine il dato delle migliaia di morti è attendibile perchè dato ineluttabile ma è il dato reale ?.. e quanti quelli che non muoiono? ma quelli forse si può dire che cascano in casa o no
La 626 in particolare è fallita prima di nascere. Ma mi domando quale legge in Italia non sia un fallimento.
“L’economia è in ripresa – ha detto il sig. Luca Cordero di Montezemolo – grazie al sacrificio degli imprenditori”.
“Bisogna subito innalzare l’età pensionabile”, borbotta il ministro Padoa Schioppa.
Gli imprenditori si “sacrificano” ma come sempre a crepare sono gli operai per 1000 miserabili euro al mese. Gli operai hanno una vita media inferiore di 10/15 anni rispetto ad impiegati e liberi professionisti eppure si ritiene che mandarli in pensione a 60 anni, dopo 40 anni di lavoro, a salario dimezzato tra qualche anno, è troppo presto.
La riforma Dini ha decurtato i coefficienti pensionistici, cioè ha ridotto la perceentuale del salario che costituirà il mensile pensionistico. Chi ha sui 40 anni ora andrà in pensione col 55/60% del salario/stipendio. Chi inizia a lavorare oggi rischia di percepire una pensione che ammonterà a meno del 50% dell’ultimo salario/stipendio.
In compenso si è pensato di “costringere” i lavoratori dipendenti ad investire il Tfr o Tfs in fondi azionari o pensionistici. Già, credo che i sindacati abbiano fatto un bel regalo ai propri iscritti: chi non sogna di investire il proprio Tfr/Tfs in bond Parmalat o simili e di farli gestire ad un sistema bancario trasparente come quello italiano?
La 626? siamo siccuri che tutti gli ispettori agiscano con trasparenza e senza alcuna sudditanza nei confronti dei grandi datori di lavoro?
Io guadagno 1400 euro al mese e vedo persone che guadagnano altrettanto che abitano in ville e girano con auto da 50/60.000.
Sono tutti fortunati scommettitori del lotto o del totocalcio?
Ho sempre più sospetti, ogni giorno, e tendo a pensar male.
“A pensar male si fa peccato – dice/va Andreotti – però spesso si indovina”.
Grazie Marco per il post e scusate tutti per lo sfogo.
Enrico
Mi trovo d’accordo con lo sfogo di Enrico. Ma davvero in questo assurdo Paese quale legge viene rispettata? Mi viene in mente una frase di Montanelli che l’altra sera Travaglio ha citato in Annozero da Santoro:”In Italia la corruzione è endemica, come certe malattie in Africa”. Ho citato a memoria ma il senso è proprio quello. Vige l’arte di arrangiarsi, di fare i “furbetti” del rione, del quartierino, della città, del palazzo, ecc..Davvero finchè l’italiano non cambierà mentalità difficilmente si potranno evitare i morti sul lavoro e tante piaghe che affliggono il mercato del lavoro ma non solo…Vogliamo parlare dei precari e dei vari Co.Co.Co.Pro.ecc…Guarda caso il giorno prima delle amministrative Prodi dice che bisogna affrontare questo problema. Dopo oltre un anno di governo…Il giorno dopo silenzio. Ma davvero i politici pensano che siamo tutti pecore? Non è un caso un certo astensionismo….
Un caro saluto
Nella foga mi sono dimenticato di ringraziare Mauro per il bel post!!!
E io ringrazio tutti voi per la sensibilità dimostrata su un argomento come questo.
Sei un grande, Mauro!
con un nome cosi, non si può che essere grandi 🙂 viene da lontane terre d’oriente ed ha pelle color d’ambra. bel nome mauro
a me questi discorsi fanno vennire una gran volglia di menare le mani. la politica è oggi in gran parte populismo e demagogia, e soggiace alle direttive economiche europee vanificando la sua funzione. io sono figlio di operai e non sapete con quale pietà vedo i miei genitori lavorare come lavoravano venti anni fa. vorrei tanto aiutarli ma ancora grazie che riesco a mantenermi e a pagare il mutuo della casa assieme a mia moglie. ogni volta che sento il termine “posticipazione dell’età pensionabile” mi viene una fitta al cuore vedendo mio padre che cinquantenne zoppica dal troppo lavoro. siamo impotenti
Non siamo impotenti, caro Domenico, siamo istupiditi, ed è peggio.
Enrico