Thomas L. – uno

di Emanuele Kraushaar

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Thomas L. è il mio più grande amico e per questo vado all’Aurelia Hospital a trovarlo e mi si spezza il cuore a vederlo su una sedia con le ruote lui invece allarga la bocca e sembra una maschera da commedia greca

Thomas L. è sempre stato un grande sono da sempre suo amico sempre nel senso dalla prima volta che l’ho visto quella volta al mare che c’erano i cavalloni ed era pieno di bagnanti che schiamazzavano in acqua lui ecco sì mi sembra ieri ce l’ho quasi davanti agli occhi lui si leggeva un libro in santa pace di colpo si è alzato e ha incominciato a gridare verso i bagnanti che gli rompevano l’anima con tutte quelle urla da oche schiamazzanti e così ha detto più o meno come fate ad eccitarvi per quattro onde perchè non ve le godete dalla spiaggia perché perché siete così idioti un tipo enorme gli si è buttato addosso schizzando l’acqua sul suo libro e gli ha detto a chi dici idiota

ecco lì Thomas L. mi è sembrato un eroe della tranquillità da spiaggia la stessa tranquillità che cercavo io che me ne stavo sdraiato accanto alla mia ragazza così anche lei ha sorriso quando Thomas L. ha mollato un gancio sul pancione del tipo e poi quello non si è rialzato è come sprofondato nella sabbia e la gente spaventata usciva dall’acqua e poi ha smesso di far casino e io mi sono avvicinato a Thomas L. e lì ci siamo presentati mentre un bagnino cercava di far rialzare quello che aveva preso il ko perché poi Thomas L. era alto e robusto e con le mani spaccava anche le noci più dure e poi era chiaro che avrebbe spaccato anche la vita se la vita stessa non avesse inchiodato lui a quella sedia

mentre gli sono davanti nella stanza d’ospedale e mi sorride dannazione lui inchiodato sorride a me che sono sembro accidenti libero ecco che mi viene in mente quella serata all’Isola del Liri quel paesino dalle parti di Frosinone una serata dedicata alla musica jazz anzi una settimana o forse più sul modello di Umbria Jazz e noi prima eravamo stati a Frosinone ed io mi ero ricordato di quel racconto di Tommaso Landolfi che ironizzava su Frosinone e intanto mi era guizzato nella mente che Thomas L. aveva le stesse iniziali di Tommaso Landolfi e così forse ad un certo punto avevo pure sorriso

abbiamo poi chiesto a dei ragazzi dove era la piazza principale della città e loro ci avevano detto uno dei due l’altro rideva che non c’erano piazze principali ma solo piazze da quattro soldi e allora accidenti a noi siamo finiti credo nella più brutta delle piazze da quattro soldi perché sì quella piazza era veramente uno schifo ma comunque niente da fare ci siamo presi un panino in un bar e poi subito siamo scappati da quella specie di paese monco e siamo andati all’Isola del Liri che è un posto assurdo che mi ha sorpreso e pure Thomas L. sembrava contento di stare lì lui che aveva girato il mondo in lungo e in largo e spesso mi arrivavano cartoline sue dal Canada o dalla Thailandia e a proposito quando ci fu lo tsunami pensavo che il mare si fosse inghiottito pure lui dato che non riuscivo a sentirlo al telefono e quella volta mi era venuta la paura che fosse morto e mi era preso un vuoto incredibile e adesso quello me lo ritrovo su una sedia a rotelle e mi risorprende quel vuoto che stacca mani e belle intenzioni perché la vita è fatta così a volte è una lama che ti taglia in due all’improvviso e non ti lascia scampo comunque quella serata fu memorabile perché doveva suonare un gruppo incredibile di avanguardia jazz

i Piramide Capovolta si chiamavano e gli davano giù con le loro trombe quei ragazzi e il sassofonista era un giapponese che prima si era bevuto una birra con noi e c’aveva una specie di tic all’occhio sinistro che ogni tanto chiudeva di colpo e lo teneva chiuso per qualche secondo e faceva ridere ma Thomas L. quando parlava di musica diventava serio e sembrava che parlasse di cose che lo riguardavano in prima persona anche se ma non potrei giurarlo non aveva mai messo le mani su uno strumento e poi mentre i Piramide Capovolta suonavano ogni tanto diceva roba da non credere oppure fanno male questi ragazzi e poi faceva una smorfia di godimento o di sofferenza vallo a capire quello cosa gli passava per la testa in quel momento

2 pensieri su “Thomas L. – uno

  1. Carla

    incredibile come tralasciare una semplice punteggiatura possa rendere uno scritto così libero
    proprio come un respiro e si può vedere la bocca di Thomas che si allarga in un sorriso e si può sentire tutta la carica l’impotenza la rabbia l’accettazione di condizioni che la vita ci riserva spalancandoci porte mai immaginate nascoste .

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  2. fabry2007

    Thomas L. è un po’ questa vita che promette allor e a volte rende poco. da quella sedia possono venire fuori cose più grandi (ma questa è una mia storia personale).
    ciao Emanuele.

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