ultima poesia di Anna

L’andamento a fanculo della vita
relax-relais, davvero molto lieve
quando vuole sviare dai discorsi
ticchettando discreto come un Rolex.
L’andamento a fanculo della sera
relitto arrugginito sulla spiaggia
che si sfarina come cocaina
bucando cartilagini di chiglia.
L’andamento a fanculo di me stessa
che non trattengo quel che mi si dice,
senza ambizioni e con la casa a pezzi,
e che non voglio altro che dormire.
Che ne farò di tutto il mio guardare,
di tanta incontinenza luminosa?
Elementi ordinali e cardinali
per mandare le navi ai quattro venti?
Caramelle di vetro scure e chiare
da tirare sugli abiti da sposa?
Fumo di sigarette da soffiare
come se fosse profumo di rosa?
Che ne farò di tutto il mio andamento
l’affanculite persa nello spazio
che dissolve momento su momento…
che ne farò di tutto quel che sento?

37 pensieri su “ultima poesia di Anna

  1. vbinaghi

    Che ne farò di tutto quel che sento?

    Una preghiera?
    Un messaggio nella bottiglia?
    Un monumento alla propria solitudine?

    Tutt’e tre queste cose è una poesia.

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  2. Francesco De Girolamo

    Pane al pane…senza fronzoli o mezzi termini.
    Questa sì che è poesia. Poesia di oggi…
    Basta con le melensaggini ben costruite e vacue.
    Viva Anna!

    francesco (de girolamo)

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  3. Francesco De Girolamo

    Come sei ortodosso ed “ecumenico”, Marco…
    Forse un po’ di azzardo non ti farebbe male.
    E magari anche un po’ di vino…

    francesco

    Rispondi
  4. ludovica de paganis settembrinis allupeci

    con tutta la buona volontà, penso che quest’ultimo commento sarebbe da mandare afanculo. il commento, non la persona. sono umana, io…

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  5. mauro baldrati

    Ora farò una confessione: di fronte alla poesia io mi sento come depauperato, guardo i versi con gli occhi un po’ sbarrati, intimidito da tutti quei codici e controcodici che si nascondono tra e nelle parole, parole scelte, sceltissime, superscremate e mondate di ogni scoria o significato secondario. Un mistero, ostile perdipiù. Leggevo le poesie anni sessanta e settanta, o le poesie beat, perché ci trovavo della vita, una fetta di realtà per me raggiungibile, anche come lingua. Poi, tornavo alla mia più rassicurante e comprensibile e consolatoria e avventurosa narrativa.
    Questa è una di quelle poesie che riesco a leggere senza avvertire un senso di minaccia.

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  6. gianni biondillo

    Adorabile Anna,
    ti scrivo di corsa dalla corsica [e se era dalla sardegna ti scrivevo di sarda] per compiacermi della tua presenza qui – più lambertibocconi per tutti! – e poi per chiederti, è una mia fissa: non puoi scrivere “affanculo” al posto dell’usurato “a fanculo”? – poi a milano, con un’altra tastiera che non mi faccia impazzire, te lo spiego meglio –

    baci, Gianni

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  7. ludovica de paganis settembrinis allupeci

    cara signora via delle belle donne, lei allora ha capito il commento della signora paola, io invece non avevo capito, mi scusi. però la poesia della signora anna mi sembra una poesia, non mi sembra quello che sembra a lei, una canzoncina. io non sono preparata come soluzione shoum come lei, io più keramine h, poi guardi lei puo’ dire quello che vuole, afanculo il mio commento ci vada pure lei, ecco. quello è il signor biondillo come io sono una belladonna cioè lei, buonasera cara, vada, cara, vada, ehm, vada.

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  8. cara polvere

    va bene. sono assolutamente sconcertata.
    prego anzi imploro (potrei anche esigerlo con educazione) di cancellare il mio commento alla poesia della signora Lamberti Bocconi.
    se la signora non lo avesse ancora letto e qualcuno la mettesse al corrente che io ho scritto un commento alla sua che ha fomentato
    sciocche fibrillazioni e la signora per cuoriosità volesse leggerlo me lo facci sapere che ne conservo una copia.

    prego e sollecito chi è abilitato a cancellare il commento “negativo” al testo “ultima poesia di anna)
    grazie.
    un saluto
    paola

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  9. Vittoria Roba

    “….che ne farò di tutto quel che sento?”
    Comunicacelo con le tue poesie e a fanculo la pacatezza rassicurante dei toni bassi.
    Che potenza trasmette Anna!
    Vittoria.

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  10. ludovica de paganis settembrinis allupeci

    signora paola, scusi, ma lei tira la sassata e poi nasconde la gelida mano? abbi il coraggio delle sue azioni, per favore! non abbi paura! vadi avanti! lei è tutti noi, sa? come la signoradellebelledonne. sapete signore che fuori c’è lo strega? sapete chi è nicola amannitti? io sì! è quello che ha scritto con salvadors un film di abatantonio.
    lei signora paola longari mi è un po’ caduta, beh. scusi se disturbo. se spingo, neh.

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  11. cara polvere

    guardi. non ho tirato sassate. la poesia non è una poesia a parer mio. è una litania frusta. ripeto – il: qualcuno batta un colpo – non ha smosso le dita del medium-
    ho implorato la cancellazione del commento – prima volta che succede da quando sto in rete – perchè sono stanca di tipi come lei e proprio per darle tutto lo spazio volto e teso – come non accorgersene – all’ascolto poetico e alla discussione come ben sa fare.

    “con tutta la buona volontà, penso che quest’ultimo commento sarebbe da mandare afanculo. il commento, non la persona. sono umana, io…”

    non lo ha scritto lei questo commento in risposta al mio che ho fatto togliere?
    beh, un esercizio letterario mica da ridere. se lo goda tutto da solo.

    se la signora alla quale ho commentato farà piacere sapere cosa ne penso della sua – le mie quattro parole proprio quattro – un bisbiglio sa – nulla d’importante – una lettura personale – e me lo chiederà, riscriverò paro paro più o meno il commento-
    saluti
    paola

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  12. Gian Ruggero Manzoni

    Io, Paola, sono curioso, a questo punto, di leggere il commento che avevi scritto e che hai domandato di togliere… seppure non sia Anna, ma un semplice lettore, in modo che possa rendermi conto del tutto e poter dire la mia riguardo “ultima poesia di Anna”. Grazie.

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  13. anna lamberti bocconi

    Non ho problemi a leggere nessun commento, basta che non sia stupidamente violento/volgare/sessista/ecc. ecc. (esperienze precedenti). Cara Cara Polvere perciò, manda, rimanda e la gallina canta (urca, non sono più capace neanche di fare le canzonette, che era la mia specialità!).
    A dire il vero, non trovo poi così avvilente l’idea di una piacevole canzonetta. E’ una forma lieve con cui si può dire di tutto. Anche che “un giorno dopo l’altro la vita se ne va” (cito da uno che scriveva bellissime canzonette, peccato che a 29 anni si sia sparato).
    Buenos dias, me ne vo affà alle Poste (ho ricevuto 370 euro di tasse arretrate sulla spazzatura e non so se pagarli o meno; non mi ero accorta di questo spaventoso accumulo di ruffo sulla mia testa, e peraltro non trovo più le ricevute; in un inane tentativo cercherò quindi di andare a parlamentare alle Poste: mi invidiate?)

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  14. francesca genti

    È una notevole poesia.

    Ma se devo definirla in un altro modo, più che una canzonetta, la vedo come una ballata di Bob Dylan.

    ciao

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  15. franzk

    D’accordo con Francesca Genti. Antonella, vedo che non ti limiti a disturbarmi sulla posta, attacchi anche qui. Guarda che scorrerà il “sangue”, se mi ci metto.
    Con te sono stato fin troppo paziente. Lasciami perdere, è meglio.

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  16. ALDO FERRARIS

    Vorrei segnalare un poeta spagnolo, Leopoldo Maria Panero, attualmente ricoverato presso l’istituto psichiatrico di Las Palmas.
    Di lui sono stati pubblicati due libri, ambedue dalla casa editrice Azimut di Roma. Il secondo, intitolato: Dal manicomio di Mondragon, raccoglie le ultime poesie, generate dalla sua attuale situazione sia fisica che mentale e sono di una bellezza straziante. Vorrei proporsi solo due esempi:
    *
    Un pazzo toccato dalla maledizione del cielo
    canta umiliato in un angolo
    le sue canzoni parlano di angeli e cose
    che costano la vita all’occhio umano
    la vita marcisce ai suoi piedi come una rosa
    e ormai prossimo alla tomba, gli passa a fianco
    una Principessa.

    *
    Nella lotta tra le coscienze qualcosa cadde al suolo
    e il fragore dei cristalli rallentò l’adunanza.
    Da allora abito tra gli Immortali
    dove un re mangia dinanzi all’Angelo caduto
    e simili a fiori la morte ci sfoglia
    e ci scaglia nel giardino dove cresciamo
    temendo che ci giunga il ricordo degli uomini.

    Rispondi
  17. Gian Ruggero Manzoni

    Cara Antonella posso indubbiamente dire sulla poesia anche senza leggere il commento tolto di Paola, ma m’interessava poter dire in funzione, anche, di quel che dicono gli altri, in bene o in male. Reputo che questa sia una delle prime prerogative di un blog… o sbaglio? Del resto anche tu, molte volte, sei scesa in campo nei commenti (da quel che ben ricordo-ricordiamo) per dire non sul post ma sui commentatori-commenti stessi… (una delle mie prerogative è quella di avere la memoria lunga – poi Paola saprà pur lei cosa fare, non trovi? Ora anche Anna vuole che il commento in questione venga rimesso… quindi?!). Cmq la poesia di Anna la trovo una piacevole provocazione che, guarda caso, sta portando i suoi frutti, visto che vi state mandando l’un l’altro a culo… con mio sommo piacere (vi dirò). Quindi buon trampolino per regolare certi conti in sospeso. E i conti vanno sempre regolati, possibilmente in pubblico, altrimenti ci privereste del 50% dello stare in web 🙂 Grazie Anna.

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  18. Marco Saya

    non penso, a mio modesto avviso, che sia una poesia notevole! Notevoli sono, al contrario, le tredici che sono state postate nei giorni scorsi, questa no! e Bob Dylan proprio non lo vedo…

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  19. cara polvere

    appunto, signora Anna. il problema è tanto mio quanto suo a leggere commenti violenti.
    ma va bene lo stesso.
    il suo testo (non mi arruginerò a parlare di tecnica, dalla quale me ne scampo volentieri non avendo e non volendo avere strumenti per farlo ) non mi è piaciuto perchè piacere non ve n’è stato nel leggerlo – non trovo il ballo della ballata, nè la poesia della poesia, nè il divertimento nel divertissement, se di divertissement vogliamo parlare. non sento in quanto scrive

    “L’andamento a fanculo di me stessa
    che non trattengo quel che mi si dice”

    per scorgere l’andamento fanculistico e parlare a fanculo di esso tutto, è necessaria una certa rabbia sarcastica e ironica, che non scorgo. piuttosto scritta punto per contestualizzare un’originalità che sembra voglia imporsi piuttosto che mostrarsi nuda e bella nella semplicità motus proprio di un apparente sfogo vuoi rabbioso appunto vuoi goliardico o vuoi intimamente e sinceramente espresso.
    ma per escogitare l’andamento a fanculo di tutto bisogna sentire le molle del proprio culo parecchio a disagio, bisogna sentire la vita calarsi i suoi più allucinati risvolti almeno sfarinati di striscio. poi si. anche un giochetto di parole sciatto va bene. anche un pour parler annoiato ci sta. lo prendo per tale. ma non ha sapore, altro che Bob Dylan, suvvia.
    tutto qui.
    la saluto e grazie
    paola

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  20. cara polvere

    @Gian Ruggero
    non è la poesia ad avere il “merito” di avere scatenato tutto questo.
    è il commento nel quale si manda a fanculo un mio commento presumo perchè l’unico negativo.
    e la cosa Gian Ruggero, se veramente ami la poesia, dovrebbe schifarti, semmai.
    invece ci godi.
    buon per te.
    un saluto
    paola

    Rispondi
  21. franzk

    Antonella, è curioso. In privato con me hai usato ben altri toni. Che ti devo dire: ti ho invitata a un chiarimento telefonico, tu te ne sei sottratta. Ho tanti difetti – pure quello delle battute pesanti, a volte, è vero – ma se c’è un problema cerco per chiarire. Se non lo vuoi fare per me non c’è più nulla da dire.

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  22. lambertibocconi

    Cara Cara Polvere, ho capito perché il mio scritto non ti è piaciuto. Comunque vorrei notare che ci sono vari modi di andare colà e di esprimerne, non solo rabbia e stridor di denti. Personalmente, nei momenti di buona la mia vita se ne va in modo per me ancor più pungente proprio perché melodico e sciatto benché aggraziato. E così ho cercato di far corrispondere la forma al contenuto. Grazie dell’attenzione. A.

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  23. Fabio Brotto

    Una domanda metafisica: che cos’è il “fanculo”? Si tratta forse di una corruzione dello zoroastriano “fan-kul” (uno dei demoni al servizio di Ariman), o deriva dal “pankoulos” pitagorico,di cui nulla si sa, o ancora dal “Pan koulos” (secondo alcuni eruditi “kouros”) di cui l’alessandrino Erastio, nei suoi “Kagazòmena”, canta come venerato dai Poietaipneumatikòi , la cui edizione critica è stata recentemente curata da Francesco Corru Spenaro?

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  24. cara polvere

    @d Anna
    difatti non ho parlato solo di rabbia e stridor di denti ma di partecipazione o di aderenza al vissuto. parlo di battiti aderenti
    a ciò che si vive. sia esso sciatto o tumultuoso o divertente o eccitante. ed eccetera. io qui la sua vita che se ne va ancor più pungente perchè melodica e sciatta
    benchè aggraziata non la tocco. vorrei poterla toccare, e toccandola quanto potrebbe assomigliare alla mia? c’è sempre qualcosa che ci assomiglia. si cerca questo nella scrittura no? si legge anche per egoismo, non crede? sento troppo distacco tra lei e il suo testo, troppa assente sua corrispondenza.
    ma non è obbligatorio che io senta sempre.
    solo per cercare di spiegarle meglio.
    grazie a lei
    a rileggersi.
    paola

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  25. Gian Ruggero Manzoni

    @ Paola-Cara Polvere scrivi: “non è la poesia ad avere il “merito” di avere scatenato tutto questo.
    è il commento nel quale si manda a fanculo un mio commento presumo perchè l’unico negativo.
    e la cosa Gian Ruggero, se veramente ami la poesia, dovrebbe schifarti, semmai.
    invece ci godi. buon per te.” – ovvio che mancando il tuo commento non avevo collegato, quindi il tuo ridire al #29 mi ha delucidato e te ne ringrazio – anzi, ti dirò, che le argomentazioni che porti sono più che motivate e lucide… si può essere d’accordo o no, ma così il tutto mi è più chiaro (e lo ripeto), quindi era giusto che tu lasciassi già il tuo primo commento. Certo che amo la poesia, ma amo, anche e soprattutto, che le persone siano coerenti e argomentino (come, poi, tu ora hai fatto).

    @ Antonella. Il ‘regolarsi’ in pubblico non mi ha mai disturbato, anzi… ma non per l’audience, ben poco me ne importa (forse un tempo), più che altro, in accezione ‘calvinista’, mi interessa che la ‘comunità’ assista all’argomentare dell’uno e dell’altro al fine di rendersi conto dove la possibile verità, ma non tanto in base a chi urla più forte (Dio ce ne scampi), quanto a chi si sa dire e dire con maggiore arguzia e ragionevolezza. Tutto qui. Del resto sai che fin da subito ti ho voluto bene, quindi lontano da me il giudicare senza aver prima capito bene dove la ‘magagna’ e perché. Noi, infine, siamo solo autori di questo blog, non coordinatori-fondatori-moderatori etc., quindi quando succede un qualcosa al vertice, o a quallo che sapevano-consideravamo fosse un vertice… beh, ci interroghiamo. Un abbraccio a te e alle donne tutte… eccetto una, e ben sai a chi mi ssto riferendo, ma donna quella non lo è tanto… 🙂 le donne son sempre belle, lei fa di tutto per essere brutta e cattiva.

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  26. cara polvere

    @ Gian Ruggero.
    la signora Anna mi ha detto che avrebbe avuto piacere a leggere e l’ho riscritto. l’ho tolto semplicemente perchè non ritengo diritto di nessuno l’insulto sia pure ad un commento e sono veramente stufa dei mascheroni incoerenti che lo fanno. che insultano anonimamente mettendosi in posizione di vantaggio. il commento nel quale mi si mandava a fanculo avrebbe dovuto essere cancellato, non il mio. non è stato fatto, ho levato il mio. tutto qui.
    grazie.
    un saluto
    paola

    Rispondi
  27. paola castagna

    Trovo questa Ultima poesia di Anna, un inno alla vita.
    Quel Fan Culo rivolto all’impotenza oggettiva di superare un sistema.
    Un fan culo di stanco respiro nelle attese sempre più presenti nella vita di ognuno.
    …L’andamento a fanculo di me stessa
    che non trattengo quel che mi si dice…
    Si mi piace è forte, chiara e quasi decisa ad andare oltre.
    Mi piace l’aver usato una parola Fanculo che se si riflette bene, rappresenta quello che proviamo, mancando spesso della capacità di mandarci davvero qualcuno a fare in culo
    Mentre più leggi e più trovi nelle parole altro, il fanculo diventa secondario rispetto un
    …che ne farò di tutto quel che sento?
    Complimenti Anna per l’uso della parola che trasmette a pieno ciò che senti mentre scrivi.
    ( non entro in merito al resto dei commenti, rischierei di essere mandata dove preferisco mandare io )

    Rispondi
  28. Gian Ruggero Manzoni

    @ Antonella. Una bella lista di giocatrici… una sorta di nazionale al femminile del web. Un abbraccio a tutte dal vecchio zio Fester… visto che dicono che gli assomiglio 🙂

    @ Paola-Cara Polvere. Ora ho collegato anche la sfanculata a te rivolta. Grazie della disponibilità. Baruffe a questo punto meno piacevoli di quello che pensavo. Cmq a tutti il proprio spazio. Siamo in democrazia… ancora per poco… quindi approfittatene. Un saluto anche ad Anna e a tutte le amiche e gli amici.

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  29. Giovanni Monasteri

    Ma che bella sopresa, Anna! E io che pensavo di aver perso un’amica! Sono al mio secondo post dopo tre mesi in questo spazio(come dire che passavo di qua per caso), e chi t’incontro!!!
    Naturalmente sono commosso e deliziato dal tuo tenero, straziato affanculismo. Ma poi non credo affatto che tu abbia abbandonato il timone: i tuoi luminosi e perfetti endecasillibi mi dicono, anzi, che tratti la tua vita e le tue cose con attenzione e devozione. Per di più il “fanculo” mi pare, qui, un avverbio di modo. “l’andamento a fanculo”, appunto.
    Io ho smesso di scrivere ma mi sono comprata una bella macchina nuova.
    Ciao.
    G

    Rispondi
  30. enrico de lea

    “Che ne farò di tutto il mio guardare,
    di tanta incontinenza luminosa?” – davvero forte questo sublimare il basso…

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