Chi sono gli umarells? Sono gli omarelli emiliani della terza età che vanno in giro, che discutono in capannelli in Piazza Maggiore a Bologna, che curiosano qua e là, che “ciappinano” intorno a casa, che commentano il mondo e la vita, che vanno a ballare il liscio e molto altro ancora: “hanno sempre qualche soldo da parte, ci aiutano a comprare la casa, quando tirano le quoia con la q ci lasciano in eredità denaro e/o immobili, educano i nipotini mentre entrambi andiamo a lavorare in cerca di improbabili realizzazioni mantenendo sia i nipotini, sia noi che andiamo a lavorare. Il PIL non cresce, ma crescono le aspettative di vita per gli umarells, ai quali sarebbe giusto dedicare almeno una festa nazionale”.
Siamo abituati agli umarells perché sono intorno a noi e sono anche nel resto del mondo, solo che non si chiamano umarells. Ora un performer-cantante-blogger-webdesigner bolognese, Danilo Masotti, ha scritto e fotografato questo libro sul mito degli umarells per l’editore Pendragon. Istruttivo per le foto e le didascalie. Utile da regalare a un papà, un nonno, uno zio.


Fantastico. Conoscevo il blog degli umarells (mitico) da qualche anno… Bello rivederli qui! 😉 Ciao, Mauro!
Onoratissimo!
Danilo “Maso” Masotti
in Sicilia erano (sono ancora? – visto che ci manco da troppi anni) “i cristianeddhi” (“cristiano” è sinonimo di uomo, persona, individuo) – a Piazza Cairoli a Messina era un tempo un pieno di “cristianeddhi”: uno, ricordo, che era stato comunista durante il ventennio, raccontava d’aver letto in quel periodo solo “l’Osservatore Romano” …
Bellissima iniziativa. Per Bologna ho una vera e propria passione, Mauro lo sa.
Non so se c’entri, in fondo non aveva ancora l’eta degli umarells,ma ne approfitto per ricordare il cantautore bolognese Dino Sarti, scomparso quest’inverno; autore di bellissime canzoni come Biassanot, Viale Ceccarini Riccione, Quando torni, Bologna campione, Spometi ecc.
Dieci e lode alla foto, Mauro. E’ tua?
Ciao a te Gaja, davvero li conoscevi da anni? Perché per me sono stati una scoperta recentissima (non questa parola, ovviamente, che sento da quando ero piccolo)-
Enrico, quindi in Sicilia gli umarells sono i cristianeddhi? Proprio interessante!
Franz, lo so, lo so, da buon milanese adori Bologna. La pizzeria Altero ti aspetta, mio biassanot!
Per Maso: l’onore è tutto nostro.
Valter, la foto è dell’ottimo Maso e fa parte del libro.
Sì sì, Mauro! Era da un bel po’ che il blog degli umarells era in rete. Poi hanno cambiato indirizzo (Danilo forse potrà confermare). Gli ho spedito anche qualche foto di umarells neozelandesi… Erano uno spettacolo! 😉 Abbracci!
Gli UMARELLS sono diffusi in tutto il mondo, ma solo a Bologna si chiamano così. Scommettiamo che nel posto dove vivi questi uomini non hanno un nome? Sono semplicemente i vecchi, i pensionati, quelli che guardano i lavori in corso. Volendo fare i precisini, in Romagna un UMAREL effettivamente c’è, ma è tutta un’altra cosa. E’ il THIN MAN che, come dice Bob Dylan, “non sa mai cosa sta per succedere”. Un qualche cosa degli UMARELLS l’ha cantato Jaques Brel con LES VIEUX e avrebbe dovuto farlo anche Borges nel suo LIBRO DEGLI ESSERI IMMAGINARI. Gli UMARELLS sono la specialità bolognese più universale e più sconosciuta. E Umarell Bolognese doveva essere anche Callimaco quando scrisse nei suoi AITIA che “le muse non abbandonano da vecchi coloro che guardarono con favore quando erano fanciulli”.
Dalle mie parti sono gli “omenéti”. Divisa tipica estiva: canottiera bianca, pantaloncini azzurri e cappellino di paglia a tesa stretta…
Ho un ricordo di “umarells” di Barcellona (ach! chi sa come si chiamano là), in fondo alle Ramblas. Giocavano alla Pétanque, in aiuole prive d’erba, nelle mani dietro la schiena le bocce giravano ed lo straccetto per pulirle pendeva e si muoveva con un non accidentale ritmo. Le partite duravano un’eternità -come li ho ringraziati! ho potuto fotografarli senza fretta. Nel frammezzo, chiacchiere, piccole discussioni (sul gioco e sul mondo), bicchieri di vino da bottiglie portate da casa e occhiate all’intorno -e le belle ragazze non erano certo risparmiate, aprivano sorrisi e strizzatine d’occhio. Non era passatempo: semplicemente era una vita diversa da quella che avevano condotto sino ad allora. Sino all’entrata nella casta degli “umarells”…
Grazie Mauro, molto poetico il tuo richiamo.
Libro che acquisterò. Non può mancarmi. Grazie Mauro.
gli umarells sono mitici!
La foto in questione è stata scattata niente popò di meno che di GIOVANNI CACIOPPO