Spot edificante / I ragazzi di Padre Tobia

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Era il 68 e i giovani andavano alla guerra. Io invece non ero giovane perchè avevo sette anni, ero un bambino. Il mio 68 è stato vissuto guardando La tivù dei ragazzi. E soprattutto “I ragazzi di padre Tobia”, la prima serie catechistica per la TV.

Padre Tobia, interpretato dal bravo attore e doppiatore romano Silvano Tranquilli, classe 1925, interprete di molti poliziotteschi negli anni 70, quasi sempre nel ruolo del poliziotto, era un giovane prete che conosceva lo judo e amava i fumetti.  Suo collaboratore il simpaticissimo sagrestano Giacinto (l’attore napoletano Franco Angrisano, che molto recitò con Eduardo) e i ragazzi della parrocchia. Con loro viveva, ogni puntata, avventure edificanti in cui il bene e l’amicizia trionfavano sempre.
Secondo il sito della Rai, Padre Tobia incarna la figura del genitore ideale, autorevole, ma sempre pronto a difendere i suoi ragazzi dimostrando di sapere come capirli.

Io so soltanto che quando guardavo quella serie ero felice. Bene, ora sono tornato in parrocchia dopo tanti anni. Non pensate – parlo ai più vecchi – che il nostro Fabry sia una sorta di Padre Tobia per grandi? (Per il sagrestano propongo Binaghi.)

(Nella foto: Silvano Tranquilli in abiti civili)
 

17 pensieri su “Spot edificante / I ragazzi di Padre Tobia

  1. vbinaghi

    Non ho l’accento napoletano ma ci sto: se non altro per purgarmi del fatto che nel ’68 andando alle medie tiravo le prime bestemmie.
    Franz, dove li peschi questi fotogrammi?
    Io questo programma l’avevo dimenticato…

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  2. fabry2007

    certo che un Binaghi come sagrestano è l’affare del secolo:-)
    grazie, Franz, mi hai commosso. me la ricordo bene questa serie.

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  3. paola castagna

    Io nel 68 ero ancora in fase di…sperimentazione ma nel 77 il fratello maggiore nel vedermi schierata contro un sistema che non voleva le “femmine” a servire messa come “chierichetti”, mi disse, e lo ricordo bene, ” Sembri uscita da una puntata dei ragazzi di padre Tobia”.
    Grazie Franz per i ricordi sempre teneri rispetto al vissuto.

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  4. Francesca E. Magni

    nel ’68 avevo un anno. Ma a quattro ero gia’ innamorata di Nicola di Bari (in bianco e nero)

    fem

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  5. fk

    Valter, li pesco in Google immagini. Questo è il fotogramma di un polizziottesco.

    Carla, grazie.

    Fabrizio, dài. E’ che uno gira, briga, fa e soprattutto disfa e poi, a una certa età, si ritrova – piacevolmente -al punto di partenza.

    Paola, bello questo ricordo di tuo fratello, anche questo tenero.

    Fem, spero che i tuoi gusti in fatto di uomini siano migliorati:-)

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  6. Fabio Brotto

    Io ero bambino negli anni Cinquanta. Televisivamente formato sulla TV dei ragazzi di allora. Che proponeva avventura. Ricordo i telefilm “I lancieri del Bengala”; Jim della jungla”; “Rin-tin-tin”. Padre Tobia l’avrei trovato assolutamente pallosissimo.

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  7. enrico de lea

    grande ricordo – grazie Franz
    – c’erano trasmissioni così interessanti (anche a riproporle), penso, ad es., alla serie de La nonna del corsaro nero, col mitico Pietro De Vico, oppure a Poldark, a Vidocq, al Padre Brown con Rachel…

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  8. fk

    Grazie a te Enrico. Hai ricordato Padre Brown – e il pensiero corre subito al nostro Padre Brown, il nostro Fabrizio. E poi Vidocq, il poliziotto ottocentesco, interpretato da Claude Brasseur.

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  9. anna lamberti bocconi

    Ciao Franz, e la canzoncina della sigla te la ricordi? “Chi trova un amico trova un tesoro… Noi siamo i ragazzi più ricchi del mondo…” Ora, a questo mio secondo exploit musicale, penserai che io abbia una memoria pari a Pico della Mirandola: e invece no, solo che ho gli anni Sessanta nell’imprinting. Dagli zero agli otto anni: praticamente l’intero significativo della vita. Il resto è rendita o perdita. (Almeno per me). Buona notte a tutti.

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