la profanazione delle tombe ebraiche
è molto peggio profanare i vivi
è strano a dirsi perfino i palestini
sono ad immagine d’iddio
e sparare su di loro significa
sparare sull’immagine di Dio
il certo che mai le lapidi
verranno profanate ma solo imbrattate
anche se fosse la lapide
dove è ricordato il ritrovamento
del cadavere di Moro
non imbrattate le lapidi
e non profanate ammazzando i vivi
18 luglio 2007

Molto forte e arriva dritto questa poesia di Di Ruscio, come nel suo stile. Trovo che la poesia di Di Ruscio dagli anni ’50 ad oggi non abbia mai perso vigore. Complimenti! Poeta che sento molto vicino. L’ultimo (e forse uno dei pochi) poeta operaio.
Un caro saluto
come se d’improvviso la meraviglia fosse il volto trasfigurato dell’umano
grazie
elena f
mi viene da ricordare un poeta (amico suo) come Roberto Voller. poesia imponente e importante quella di Luigi Di Ruscio.
un abbraccio
La mia intellignza è elementare, si dice anche da persono molto religiose di lapidi profanate e mai quando ammazzano uomini che viene profanata l’immagine di Dio. La mia è la logica di un bambino e anche di uno scemo o di uno emarginato dalle vostre consuetudini sociali. Luigi Di Ruscio
la logica dei bambini è quella più vicina al vero, per questo disarmante ed efficace oltre che bellissima.
grazie di nuovo
elena f.
Luigi di Ruscio. Per me è un nome mitico. Non avrei mai pensato di poterlo conoscere anche solo virtualmente. Grandiosa esperienza! MI permetto una postilla personale: le consuetudini sociali a cui Luigi accenna sopra io le sento come le scarpe strette e vorrei togliermele
Luigi,
sei e rimani un Maestro.
fabiano
Ha ragione Marco Simonelli, mi sono espresso male, volevo dire di una emarginazione, l’essere fuori e anche buttati fuori.
Luigi Di Ruscio
La sacralità della vita, ci dice Luigi, viene sempre prima della sua memoria affidata ad una lapide. Il “popolo di Dio” dovrebbe saperlo meglio di altri – vuol dirci forse il poeta tra le righe – quando s’indigna per le “proprie” tombe profanate. Ma la lettura di questi versi, più in generale, ci richiama la sacralità di ogni vita e di ogni volto, del suo imperscrutabile mistero.
Grazie
Un saluto da Giovanni
Da pochi mesi è in libreria una mia raccolta antologica col titolo POESIE OPERAIE casa editrice EDIESSE, prefazioni Ferracuti e Raffaeli, costa 10 euro. Mi rivolgo ad Elena, a Giovanni e tutti quelli che leggono volentieri le mie poesie. Un abbraccio a tutti Luigi Di Ruscio
Signor di Ruscio, temo che lei inorridirà a quel che sto per dire ma per me lei è un mito. Stia tranquillo che non le vengo sotto casa nè la seguo al bar per rubare le tazzine in cui ha bevuto, volevo solo dire che quel (purtroppo troppo) poco che ho letto del suo lavoro in me provocò diversi e differenti stranguglioni fra moti d’identificazioni, brividi di consapevolezza, intasamenti psichici e altro ancora. Ciò non sempre m’accade e ritenevo giusto comunicarglielo, semplicemente, anche un po’ per ringraziarla d’aver scritto, considerando che c’è sempre un surplus d’emozione nel rapportarsi direttamente a chi con la scrittura c’ha provocato qualcosa di extrastrong.
Nel senso che io per la sua raccolta antologica dieci euro ce le spenderò più che volentieri e anche fossero state quindici l’avrei spese ugualmente sapendole ben investite.
Ecco, mi perdoni l’atteggiamento stile bambino scemo davanti a Cristina D’avena ma ci tenevo veramente tanto.
Grazie
Marco Simonelli
Grazie Marco, ho pubblicato quest’anno POESIE OPERAIE, editore EDIESSE, essere stimato da poeti giovanisimi, ho 77 anni compiti a gennaio, siete più giovani dei miei figli, ho un sito: http://www.diruscio.it ciao luigi di ruscio
Luigi Di Ruscio (www.diruscio.it)
più degli assolutismi preferisco i miei relativismi
più di tutto il credere amo il mio dubitare
più delle crocefissione d’Iddio amo la sua resurrezione
più delle concentrazioni amo le mie distrazioni
al papa mitrato preferisco un pippo scappellato
più della ritualità amo la creatività
più del sonno preferisco la veglia
più delle radici preferisco il radicalismo
all’occupazione preferisco la liberazione
degli occupanti preferisco chi lotta contro l’occupazione
non pregate
Iddio conosce tutto quello di cui abbiamo bisogno
e tutto ci sarà dato e ci è stato dato
senza chiedere niente
Carissimi amici e lettori a fine novembre potrete aquistare L’IDDIO RIDENTE del sottoscritto Luigi Di Ruscio, Editrice Zona, prefazione Stefano Verdino. Si tratta di circa 300 poesie corte epigrammatiche tra cui quelle qui pubblicate.