La poetessa, intravedendo di scorcio la possibilità di farsi perdonare, non vede l’ora di squagliarsela, ma non vorrebbe dare troppo nell’occhio. Decide, a un certo punto, di accampare la scusa di un calo di pressione. Si misura ostentatamente il polso e, con sua grande sorpresa, scopre di non sentire nulla. Che stia venendo davvero meno? Fa per allontanarsi, ma invano. Non ce la fa e dopo pochi passi si accascia whitmanianamente nell’erba.
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sempre sottilmente acuta, essenziale Marina.
La poetessa, intravedendo di scorcio la possibilità di farsi perdonare, non vede l’ora di squagliarsela, ma non vorrebbe dare troppo nell’occhio. Decide, a un certo punto, di accampare la scusa di un calo di pressione. Si misura ostentatamente il polso e, con sua grande sorpresa, scopre di non sentire nulla. Che stia venendo davvero meno? Fa per allontanarsi, ma invano. Non ce la fa e dopo pochi passi si accascia whitmanianamente nell’erba.
In uno squarcio di visione
stato di simpatia
pulsazioni alterne
ti stringo senza braccia
valter, sei innamorante!
valter, “ti stringo senza braccia” fa pensare a un mutilato di guerra…
@Lucio
Mi hai fatto ridere, grazie.
Ridere di sè, è importante ogni tanto.
Ma non esagerare: se no ti scalcio senza piedi.
notevole marina pizzi.
Marina, nel mio blog ti ho accostata a Shakespeare…:- )