92. Greco. Non nudista. Nudo.
105. Con le pietre del linciaggio ho eretto questo monumento.
98. Sempre la lanterna del minatore accanto alle mie carte.
191. In vecchiaia, continui il bimbo che eri.
195. Tutte le parole non ti bastano per dire il niente.
198. Profonda acqua del pozzo irrora le statue.
275. Nelle stanze vuote dei bambini entra ogni sera il grande cane e piange.
80. E’ buono il vuoto. Distinguo i crisantemi nel giardino.
41. Maschera comoda, in tempi difficili, il mito.
4. Le parole rimaste fuori dalla poesia hanno paura.
16. Ti vidi e mi adirai con le poesie.
66. Se hai chiesto soccorso molte volte, puoi prestare aiuto.
74. Com’è arduo per la parola passare dal sangue alla poesia.
111. La poesia ha scoperto il mondo; s’è scordata del mondo.
117. Solo nel vuoto, dunque, siamo integri?
119. A volte, per avventura, le parole trovano l’altro loro significato.
123. Hai visto il fagotto dello scarcerato sulla sedia del giardino?
139. Si spogliò completamente, come se il miracolo fosse la più naturale delle cose.
147. Ma discendono dalle azioni le parole.
140. Ciò che si vuota, e riempie il vuoto col vuoto, e si forma la parola.
280. Gli ammiratori si sono moltiplicati. Diminuiti gli amici. Amico, nessuno.
290. La sera tardi posai la cazzuola del muratore sulle mie carte.
333. Vocali, consonanti, gridano, s’accordano, tacciono in profonda imparzialità.

ecco perchè la grecia brucia, ecco.
saluti,
rs
Non conoscevo ancora questo poeta, tanto meno questa sua poesia scheggiata, densa.
>111. La poesia ha scoperto il mondo; s’è scordata del mondo.
Mi piace particolarmente questo verso, pardon… questa poesia. 🙂
È in grado di sintetizzare mille e mille pagine di critica e saggistica.
Parole e frasi che hanno un’eco e che “lavorano”…
molto mi piace il versetto 290
MarioB.
molto amo Ritsos, e sì, brucia. Numero 66, e 195, grazie a Marina per la proposta, Viola
Poesia sintetica. Alcuni di questi numeri non usciranno più da me.
E’ possibile leggere anche le altre 313?
fem
Queste, per me, le più belle…
4, 66, 74, 98, 191, 195, 275, 280
…ma se le rileggo ce le metto tutte:-)
Grazie, Marina, un caro saluto
Giovanni
grazie Marina,
per l’essenzialità di questi versi.
ciao
per me la 74.
però Ritsos ha scritto molte cose belle.
come questa:
X
Tutti i corpi che ho toccato, che ho visto, che ho preso, che ho sognato, tutti
addensati nel tuo corpo. O, tu carnale Diotima
nel gran simposio dei Greci. Se ne sono andate le flautiste,
se ne sono andati filosofi e poeti. I begli efebi dormono già
lontano, nei dormitori della luna. Tu sei sola
nella mia preghiera innalzata. Un sandalo bianco
dai lunghi lacci bianchi è legato alla gamba della sedia. Sei l’oblio assoluto:
sei il ricordo assoluto. Sei la non incrinata fragilità. Fa giorno.
Fichidindia carnosi scagliati dalle rocce. Un sole rosa
immobile sul mare di Monemvasià. La nostra duplice ombra
si dissolve alla luce sul pavimento di marmo pieno di cicche calpestate,
coi mazzetti di gelsomini infilati negli aghi di pino. O, carnale Diotima,
tu che mi hai partorito e che ho partorito, è ora
che partoriamo azioni e poesie, che usciamo nel mondo. Davvero, non scordare
quando vai al mercato di comprare mele in abbondanza,
non quelle d’oro delle Esperidi, ma quelle grosse e rosse che quando affondi
nella polpa croccante i tuoi splendidi denti resta impresso,
come l’eternità sui libri, pieno di vita il tuo sorriso.
(Da “Erotica”, 1981)
Sono d’accordo con Fabrizio, che saluto (è un pò che non ci sentiamo): Ritsos non è (o non solo) in questi singoli versi, ha scritto cose di ben più ampio respiro, anche teatrali. Il singolo verso rischia di essere aforismo, a meno che, come lettori, non lo si immagini seme di ogni immaginabile sviluppo. Forse quello che ha affascinato Marina, conoscendola, sta qui. Un altro paio di testi di Ritsos li trovate, se interessa, su Ellisse qui:
http://ellisse.altervista.org/index.php?/archives/145-Ghiannis-Ritsos-Poesie.html
Saluti
“Con le pietre del linciaggio ho eretto questo monumento”:
inevitabilmente sale alla memoria Eliot, ma questo è più preciso, violento, reale.
Un caro saluto,
Roberto
Gentili,
Ritsos ha scritto molto e molto in Italia ha tradotto Nicola Crocetti contribuendo in modo importante a farlo conoscere anche qui da noi: una letta al catalogo delle edizioni Crocetti lo evidenzia.
ho scelto questi “Monocordi” perché molto adatti a divenire post di blog.
grazie infinite dell’attenzione.
è sempre un grandissimo piacere leggerti e leggere ciò che proponi!
magni charta: poesia sintetica? cioè? in skai? in finta pelle?
bellissime! complimenti a marina pizzi.
Bellissimi e potenti, ben al di là che aforismatici.
Ritsos è un grande.
MPia
@Solmi: la “sintetica” licenziata poetica era…
ti dedico la 119 🙂
e per quanto riguarda le tue liste? Non ho passato l’esame? Sig, tristessa…
fem
P.S: almeno rendine pubblica qui qualcun’altra, graz
Ghiannis Ritsos:
Ti si è rotto l’aquilone? Lo spago tienilo
Colpita e affondata. Non conoscevo questo poeta, ammetto, e mi piace davvero tanto.Grazie all’amico che mi ha messo sulla strada.