di Cristina Babino & Franz Krauspenhaar
A chi non so
Immaginami pure come vuoi. Le mie fattezze non hanno poi grande importanza.
Ma considera che ho solcato i cieli delle idee, e le acque arcipelagiche di isole – persone – e di parole mai dette, e taglienti come lame. Ho percorso tutto il mare, disteso oceano di pensieri e luoghi e circostanze raggrumati nei fondali in spugne oscure e molli di memoria. Ho bevuto otri intere d’alisei e acqua salata per averne sete ancora. Ho lasciato la mia casa, accogliente come porto sicuro. Ora navigo di giorno, nella luce violenta a mostrare bellezze mai viste, e meraviglie feroci e semplici, come un uccello che grida e impreca ai pesci la sua fame. Navigo di giorno, tra isole belle come code di sirena lucenti di salsedine e sole. Navigo di notte, quando non si vede più niente e allora tutto appare più chiaro. Si vive bene dopotutto, raggiunti a tratti da spruzzi d’acqua improvvisa che sveglia e rincuora. E certe volte sul ponte appeso a fil di piombo a un cielo d’orse e carri distanti in prospettiva, mi addormento volentieri, tra onde altissime o brezze appena sollevate. La rotta che mi è toccata in sorte non è che un balenare superbo e disarmato tra mali troppo grandi da curare e gioie troppo brevi da annusare quando arrivano, come cani la tempesta. Così che ricordarle è l’unico modo che mi resta per viverle davvero. Per il mondo intero, so, lo sai, non è diverso. Non c’è via, qualcuno ha detto, ma scie di mare. E le strade tra le onde si prendono e si perdono non appena ti sei voltato indietro.
Allora contali, i porti, tutti, sulla dita e dentro gli occhi, e tra i capelli delle donne che ti daranno un approdo stavolta un po’ più grato. E ad ogni porto fermati un altro giorno almeno a berne l’aria, ed il sapore. A sentirne in bocca il vento.
*
A chi non so
T’immagino, certo. E come ti voglio non lo so bene. T’immagino con la lentezza dell’ubriaco, che si muove tra le ombre della sera. Vengo vestito da pagliaccio, a prenderti. Ala di vento, respiro di conquista vagheggiata. Dovrei imparare la tua lingua, ma non capisco più le parole da dire o forse da dire non c’è nulla. Mi sento respirare dentro il mare dei nostri possibili percorsi. Sarebbe bello, poter colmare la mia solitudine, così, con un viaggio fatto insieme, alla fine. Ma so che sarà difficile. Troppe leghe ci separano, troppe ferite ha il mio corpo, troppi tagli. Ancora stille di sangue sgocciolano dal mio petto troppo indifeso. Avrei necessità di dormire altri giorni di fila, e così dimenticare tutto per raggiungerti. Tu potresti essere l’ennesimo falso richiamo, e io non ho più sete di dolore. T’immagino come io voglio, allora, sì. Perfetta sembianza, arcipelago di mondi incomparabili. T’immagino sole nascente, vizio coltivato, mare domato. T’immagino come ventre d’accoglienza, al ritorno da tutte le guerre, verso il primo dei miei giorni, quando venni fuori da una donna per essere vita.
(Immagine:Jasper Johns, Untitled, 1977)

Non ho mai trovato bottiglie con messaggi ma solo messaggi a volte incomprensibili che lasciano il dubbio e paralizzano ogni risposta perchè sembrano tutto e il contrario di tutto.
L’amore fa paura e rende il nostro linguaggio incomprensibile all’altro e l’altro non ha orecchio per udire che se stesso e la propria paura. Vivere l’amore sempre, anche se può portare dolore e desiderio di non soffrire più ma si è forse felici senza amore?
Il non amore non è forse la tomba in cui ci seppelliamo vivi?
Mi viene in mente Catullo, un ricordo lontano:
“Viviamo, mia Lesbia, ed amiamo,
e ogni mormorio perfido dei vecchi
valga per noi la più vile moneta.
Il giorno può morire e poi risorgere,
ma quando muore il nostro breve giorno,
una notte infinita dormiremo.
Tu dammi mille baci, e quindi cento,
poi dammene altri mille continui, e quindi cento.
E poi quando saranno mille e mille,
nasconderemo il loro vero numero,
che non getti il malocchio l’invidioso
per un numero di baci così alto”
Non è un’offesa all’amore che due messaggi così belli rimangano solo una dichiarazione d’intenti? una promessa disattesa che uccide l’amore stesso? non è l’amore quell’energia inesauribile che tiene insieme le singole cellule perchè formino un corpo, un fiore e quanto altro al mondo?
grazie Cristina, grazie Franz per così tanta poesia in un semplice messaggio che non si sa il mare su quale spiaggia porterà.
Stella
Non commenterò i contenuti dei due messaggi.
Preferisco stare in silenzio,con gli occhi chiusi e sentirmi addosso,quasi una seconda pelle,
la dolce e melanconica poesia del mare e dell’amore.
grazie
jolanda
Bravi , entrambi, bella musica, bello il richiamo, splendida dichiarazione d’intenti vivi che senti pulsare nel silenzio che circonda.
Complimenti , sembra l’inizio di una storia che viene scritta sulla pelle e tatuata per l’adesso e per sempre.
Ottimo urlo di fedele parola.
Scrittura che sembra ‘accadere’. Tutto il pensato viene detto. Grande leggibilità pur in presenza di frequenti violazioni della logica pura.
Antonio
con rispetto parlando, fk poteva impegnarsi di più. però si vede che gli piace l’articolo.
saluti, nonostante
rs
il primo rigo del primo paragrafo, in questo caso, mi sembra molto NECESSARIO
go girl!
Solmi, per una volta tàciti & silènziati: è un post bellissimo. Shhhhhhhh….
f&m
francescomarotta, non ho mica detto che è brutto.
lungi da me ecc.ecc.
saluti, nonostante il silenzio
(si fa per dire)
rs
“Non più parole, un gesto” ecc.
Roberto
Dài, Ruggero, non fare così. Mi fai star male (sic!)!
Sai cosa stavo pensando? Che se il duo Babino/Krauspenhaar sbaraglierebbe facilmente il prossimo festival di San Remo, noi due potremmo puntare, con una lista a quattro mani, direttamente all’Eurofestival. Non preoccuparti per la spartizione dei diritti: io mi accontento della prima parte del premio e ti lascio l’intero festival. Che ne dici?
fm
mah. fossi in fk e in cb m’incazzerei. festival di sanremo?
e io e lei all’eurofestival? ci vada solingo, e mi saluti gilbert becaud anche se è morto. (ma era talmente vitale che magari nella bara canta ancora).
saluti, nonostante lei
rs
Ma no, che non s’incazzano: parlavo del San Remo della poesia… Lei pensava al santo baudizzato e baudizzabile? Il Sanremo, per caso? Beh, a quello preferisco la manifestazione collaterale, il Sanscemo. Niente di più lontano da noi, Solmi, si rilassi, non mi inquieti quelle dolci creature di cb e fk.
Per il resto, al massimo potrei salutarle George Brassens o Piero Ciampi. E non è poco…
Saluti, nonostante becò.
fm
Scusi, Solmi, dimenticavo: potrei salutarle anche Lino Ventura.
A proposito: ma cantava?
Saluti, a prescindere.
fm
dolci creature? forse solo cb. come cb2 (carlbariffi in vileda).
mah. ventura cantava? e non de la ventura (amici miei, ecc.)
saluti, a noli me tangere
rs
Solmi, sveglia! Non il papà di simonaventura, quella al massimo può suonare il flauto… Il Lino, il linone, il tessuto (senza mario) più resistente che ci sia.
Saluti, a noli foras exire, intus rede (non quella delle calze).
fm
un pescatore che canta
la sua solitudine
la luna sopra le reti
che sembrano piangere
acqua di mare negli occhi miei
ultima sera con te
lo so mi mancherai
ogni momento
ormai saro’ una vela
senza il vento
la mia vita lo sai
ha bisogno di te
ed invece tu vai tu vai
l’azzurro dei miei sogni
sta morendo
il buio della notte
mi fa paura
ma l’estate cos’e’
se t’illude e poi
fa soffrire cosi’
cosi’
chiaro di luna che tinge
la mia solitudine
ultime frasi d’amore
piu’ grandi di noi
acqua di mare
negli occhi miei
voglia di amare in te
la mia vita lo sai
ha bisogno di te
ogni giorno di piu’
di piu’
ho capito, francescomarotta. per chi mi piglia? ho fatto un provino per la lanerossi vicenza, secoli addietro.
lino ventura da peeerma, ho capito. o preferisce ho capisciuto? sa, alle volte…
ventura simon(a) le bon (‘na vorta) – je suis d’accord – suona il lucio flauto.
salutations distinguées,
rs (2000 cmc. carburatore doppio corpo, da 0 a 100 in 7 sec.)
Resta il fatto che questo Solmi è davvero un pessimo soggetto. Ma come si permette di svillaneggiare l’autore di “Le cose come stanno”?
rferrazzi, io svillaneggio chi mi pare e non piace. fk mi piace, dunque non lo svillaneggio.
comunque è vero, sono un pessimo soggetto. vada sul mio blog a leggersi un “contributo extra” su berlusconi e l’amore, please.
saluti, nonostante
rs
che strano questo LISTARELLO mi ricorda un’altra persona
marinapizzi, mi scusi, ma “listarello” lo voglia dire eventualmente alla di lei sorella, se l’ha, s’intende. scusi ancora.
suo, e saluti
rs
ne ho 2 di sorelle, una adirittura gemella di coppia e nata, prima di me, di 20 minuti, premature entrambe nel 5.5.55.
addirittura
sto aspettando “il nonostante” caro Solmi, mia sola soglia!
nonostante.
saluti, come sopra
rs
Brava Cristina e bravo Franz.
Marco
A Cristina e Franz
leggo e rileggo i due messaggi in bottiglia e l’emozione è sempre la stessa,benefica a ogni virgola,a ogni punto che rimanda a un sobbalzo del cuore che precipita e poi riemerge,piano,tra
la fragilità delle onde e il canto sommesso ma forte della parola.
Spero ne abbiate altri da pubblicare.
Cari saluti mattutini
jolanda
C’è la mia meraviglia di sempre di fronte a un testo riuscito, scritto da più persone, nato da un sentire comune e da due scritture che si amalgamano come in un tangram colorato. Tessere gialle e blu che creano un incastro verdemare.
Sembra un canto malinconico di un vecchio lupo di mare e di una dolce sirena legata all’albero maestro di una nave oceanica.
I miei complimenti!
fem
anche la scelta del quadro mi piace molto
fem
Grazie a tutti e a tutte! anche al Solmi, nonostante 🙂
Cristina
ci mancherebbe.
nonostante tutto,
suo
rs
lo spostamento di visioni prossime mi permette di apprezzare direzioni in comunione, il bello continua essere linearità ontologica che sceglie il senso più corticalizzato, trovata la libertà non so che farmene,