René Char – Fogli d’Ipnos – (1943-1944)

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1

Per quanto possibile, insegna a diventare efficace, per il fine da raggiungere ma non oltre questo. Oltre questo è fumo. Dove è fumo è mutamento.

28

Esiste una specie d’uomo sempre in anticipo sui suoi escrementi

32

Un uomo senza difetti è una montagna senza crepacci. Non m’interessa.
(Regola di rabdomante e d’inquieto).

69

Vedo l’uomo perduto da perversioni politiche confondere azione ed espiazione, chiamare conquista il suo annientamento.

83

Il poeta, conservatore degli infiniti volti di ciò che vive.

110

L’eternità non è gran che più lunga della vita.

138

Giorno orrendo! Ho assistito, qualche centinaio di metri distante, all’esecuzione di B. C’era solo da premere il grilletto del mitra e poteva essere salvo! Eravamo sulle alture che dominano Céreste, la boscaglia piena zeppa d’armi e noi in numero almeno pari alle SS, ignare della nostra presenza. Agli occhi dovunque imploranti attorno a me il segnale del fuoco, ho risposto di no col capo… Sotto il sole di giugno un freddo polare mi filtrava nelle ossa.
E’ caduto come non ravvisando i suoi carnefici e così leggero, m’è parso, che il minimo soffio di vento avrebbe dovuto sollevarlo da terra.
Non ho dato il segnale perché il villaggio doveva a qualunque costo essere risparmiato. Che cos’è un villaggio? Un villaggio simile a un altro? Forse lo ha saputo, lui, in quell’ultimo istante?
148

“Eccolo!” Sono le due del mattino: L’aereo ha scorto i nostri segnali e ha ridotto la quota. La brezza non disturberà la discesa in paracadute del visitatore che aspettiamo. La luna è di stagno lucente e di salvia. “La scuola dei poeti del timpano,” bisbiglia Léon che trova sempre la parola giusta<.

161

Il frutto è cieco. Chi vede è l’albero.

169

La lucidità è la ferita più prossima al sole.

( traduzione di Vittorio Sereni)

“Ci volle (…) la guerra (…), perché il capitano Alexandre – nome di battaglia di Char durante la Resistenza – attingesse la perfetta coscienza e realizzazione dalla propria voce ( la sua etica, più che la sua poetica, che del resto fa tutt’uno con quella), e di conseguenza perché la Francia s’accorgesse, soprattutto dopo la stampa (… ) di Feuillets d’Hypnos (1946) – stupende note di guerra (…) che “ registrano la resistenza d’un umanesimo consapevole dei suoi doveri e deciso a pagare per questo” (Char) –
d’aver in lui, e di poter offrire al mondo, uno dei poeti più nuovi e più generosi: un poeta amorosissimo della propria missione di insorto ( di ribelle a tutto ciò che miri a rendere amaro il pane della vita, o a farlo rancido: falsa poesia compresa) e che pone nello scrivere e nella ferrea volontà di esprimersi intero (fino allo spasimo: fino all’oscurità per troppa folgorazione, se il lettore non si sforzerà da parte sua d’abituare l’occhio alla luce naturale, dopo tanta luce artificiale, e quindi di vedere) la medesima volontà che il Volontario della libertà aveva posto nel combattere(…)”

Nota tratta dalla prefazione di Giorgio Caproni al volume “René Char, Poesia e prosa, Feltrinelli 1958”

11 pensieri su “René Char – Fogli d’Ipnos – (1943-1944)

  1. vitaldust

    Un uomo senza difetti è una montagna senza crepacci. Non m’interessa.

    ma perchè, esistono uomini così?

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  2. listexxx

    è semplice. quando avrò esaurito le mie liste + contributi extra. mettendo insieme quel materiale verrà fuori l’enciclopedia delle paranoie, delle manie, delle idee fisse, di un uomo, io. un uomo con qualità. aprés musil, ich, mit eigenschaften.

    modestamente,

    saluti

    rs

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  3. Pierluigi Marotta

    l’illusione di complessità non mi appartiene, amo la poesia per la sua incomprensione, mi rimanda ad un mondo senza parole, rumore che innalza lo spirito, resa che racconta le miserie umane.

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