Ar Maggìco, che, come me, nun se l’è potuta véde.
Che fosse saltato il digitale terrestre appena iniziata la partita l’ho capito dall’urlo belluino lanciato da mio padre nell’altra stanza. Mentre Laura Kipnis mi stava erudendo sulle molestie sessuali nei college americani, la tessera ha “smesso” di essere attiva.
2’ del primo tempo: gol di Lavezzi.
Mio padre spegne anche la radio. Guardo il libro della Kipnis nella speranza che possa rivelarmi qualcosa di più sugli abusi di cui Harold Bloom si sarebbe reso responsabile a Yale. La Kipnis è una mia vecchia conoscenza, è quasi una di famiglia, per me. Il suo primo libro – Contro l’amore – pubblicato in italiano è stato il primo libro che ho tradotto per Einaudi.
Squilla il cellulare: è Cletus. Mentre con una mano tengo la cornetta, con l’altra digito il messaggio: “Non posso rispondere, ora. Sono al telefono con i loschi figuri del digitale terrestre”.
Cletus, paziente come al solito, mi aspetta. Non per niente mi ha dedicato un post: Gaja, o dell’attesa.
30’ del primo tempo: pareggio di Totti su rigore.
Mio padre si sintonizza su una TV locale. Io rivolgo uno sguardo commosso e riconoscente al paragrafo che riguarda la storia di Andrea Dworkin, controversa femminista, amatissima dai conservatori e propugnatrice della castità (o, quantomeno, dell’astinenza dai rapporti sessuali con gli uomini).
42’ del primo tempo: gol di Perrotta.
«Adesso il secondo tempo sarà tutta un’altra storia» dichiara mio padre, rassicurato, che pare aver dimenticato anche la censura operata ai nostri danni da Mediaset Premium.
Sì, ne sono certa anche io. Chiudo momentaneamente la conversazione con il call center. Mi richiama Cletus: finalmente posso fare due chiacchiere. Appena finisco di parlare con lui, mi rimetto davanti al computer. Anzi, no. Magari nell’intervallo faccio uno spuntino.
Che mi rimane indigesto perché
1’ del secondo tempo: gol di Hamsik. Pareggio del Napoli.
Mi volto furibonda verso mio padre: «Non avevi detto che il secondo tempo sarebbe stato tutta un’altra storia?». Nel frattempo, Laura Kipnis ci tiene a sottolineare che, da che mondo è mondo, sesso e sporcizia sono intimamente intertwined nell’inconscio collettivo. Mi attacco di nuovo al telefono con il call center di Mediaset Premium.
7’ del secondo tempo: gol di De Rossi. Roma in vantaggio.
Harold Bloom ha improvvisamente appoggiato la mano sulla coscia dell’allora studentessa universitaria Naomi Wolf la quale gli aveva chiesto un parere sulle poesie che si dilettava a scrivere. La Wolf, sconvolta dal contatto fisico, balza in piedi e fugge in bagno. È nauseata da quella profferta sessuale non richiesta. Mi giro verso mio padre, che ostenta un’espressione ieratica. Penso: «Aveva ragione. Papà ha sempre ragione». Faccio di sì con la testa.
19’ del secondo tempo: gol di Gargano. Pareggio del Napoli.
Forse un cucchiaino di Nutella potrebbe aiutarmi… D’altra parte Laura Kipnis mi ammonisce che le donne ormai sono vittime della frenesia da chirurgia plastica. Questo cucchiaino di Nutella non verrà mai e poi mai corretto da una liposuzione. I chirurghi plastici dovranno passare sul mio cadavere.
La Kipnis vuole tirarmi su di morale. Mi racconta una vecchia barzelletta su Freud:
Freud: Anna, anche se sono tuo padre, come parte della tua istruzione devo mostrarti il pene in modo che tu capisca alcuni concetti fondamentali. Ecco, vedi la differenza tra pene e fallo?
Anna: Sì, Papà. Il pene è come il fallo, solo molto più piccolo.
Simpatica la Kipnis.
Figurati se Pizarro segna, dico a voce alta, davanti al Mac.
35’ del secondo tempo: gol di Pizarro. Roma in vantaggio.
Mio padre e io ci incrociamo in corridoio: «Ma io te l’avevo detto…»
«Guarda che Pizarro è…»
«E lo criticavano…
«Ma perché non capiscono…»
«Be’, certo…»
«Ormai è finita…»
«Eh, sì»
«Okay, io spengo la tv e continuo a leggere».
Mio padre si avvicina allo schermo, io dietro di lui. Sbarriamo gli occhi entrambi.
«Ma quando ha segnato il Napoli?» diciamo all’unisono.
40’ del secondo tempo: gol di Zalayeta. Pareggio del Napoli.
In fondo il Grande Fratello ne sa sempre più di noi, penso con gratitudine.
Se per 90′ ha deciso di chiudere gli occhietti un motivo ci sarà stato: sinceramente non capisco la dipendenza dei moderni dalla TV, né tantomeno dal calcio.
Dopotutto questo saggio della Kipnis non è niente male.
[La prima copertina si riferisce per l’appunto al saggio che sto traducendo ora e che si intitola The Female Thing. La seconda è la copertina di Contro l’amore]

Anche il fòlber può essere materia di blog letterari; cioè, meglio, solo di fòlber dovrebbero occuparsi, pur che a questo livello, i blog letterari – o come si chiamano, beninteso. Post di classe ovvia ma più difficile che possa sembrare, sì, salvo l’errorino nella declinazione dell’indicativo presente dialettale.
Oh, hai raggione. Ho sbàjato accento. Còrèggo subbito. Comunque per il resto: gracias. A Maggìca è sempre a Maggìca. (è la prima volta che scrivo il resoconto di una partita, non potevo non dedicarlo a un Maggìco…)
p.s. e non è che anche in questo commento non abbia sbagliato accenti, eh…
Il salotto di casa Cenciarelli pare simpatico assai.
Valter, vedessi quanto era simpatico mio padre ieri sera… ah poi sì, ci si prende tutti molto a ridere, eh! (anche perché sennò… voglio dire, una che si chiama come me che altro dovrebbe fare? ;-))
cara Gaia,
sei riuscita a farmi sorridere di cuore, diverire (sai com’è fondamentale!)lo sa Dio se ne ho bisogno, deliziosa e panoramica, la casa dove fai vivere in diretta: la conversazione e la partita…vorrei essere tua ospite giusto, perché invece queste belle sessions , io me le sogno!CIAO .
Maria Pia Q.
Gaja, verifica se il salotto di casa tua è in grado di contenere la difesa, tutta, della maggggica. Non per altro, ma al caldo, davanti ad un buon tè, immagino servito con tutti i crismi, è probabile rendano meglio che in un Olimpico, mezzo vuoto, ed in balìa dei partenopei assatanati. Non so. Per il resto…so’ tre ore che t’aspetto…che fai ? arrivi ?
Mariapia: bene, sono felice di essere riuscita nell’intento. E chissà, magari prima o poi riusciremo a goderci insieme un pomeriggio così. Tu sei altrettanto simpatica e piena di vita del mio salotto, cara. Ti abbraccio.
Cletus: sorvoliamo sulla difesa della Magggica. La situazione è drammatica e non bastano le (tue) scaramanzie… Dici che se li invito tutti a prendere il tè poi si tirano un po’ su? E tu, mentre io preparo il tè a loro, che fai? Continui ad aspettare? ;-))
Gaja, trovo che la copertina del libro che stai traducendo sia molto bella. Ma c’è una domanda che mi tormenta: come pensi di tradurne il titolo?
Ah, carissimo! *Spero*, e dico * SPERO* (il che vuol dire che faccio la danza della pioggia, mi copro di amuleti, sacrifico dolci e cioccolata sull’altare della dieta ecc. ecc.) di non dover essere io a scegliere, né a proporre il titolo. In genere in Einaudi il titolo lo decidono loro: la redazione, il marketing e l’ufficio stampa. Infatti “Diario di una casalinga disperata”, il titolo del romanzo uscito a luglio non l’ho scelto io. Peraltro, io avrei conservato “Diario di una casaliga pazza” che è la traduzione letterale dell’originale “Diary of a Mad Housewife”. Naturalmente l’aggettivo “disperata” è, in generale, più d’impatto, per ovvi motivi. Un interessante pezzo sull’argomento puoi leggerlo qui:
http://www.vibrissebollettino.net/bottegadilettura/archives/2007/07/editori_dispera_1.html
Ora è meglio che mi autolimiti, altrimenti rischio la logorrea… 😉 Comunque grazie! Un abbraccio!
Sì, in genere è così. Grazie per il link.
In ogni caso un’impertinenza sprecata, la mia… 🙂
😀 Ma NO! Sono io che ho deciso di “fare la vaga”… 😉
Ma certo! per ispirare il disdoro niente di meglio, o madonna, di un disincanto travestito da candore. Sono io che non imparo mai. 🙂
Allora preparerò per te un manuale sui 1001 trucchi per impedire a una donna di “fare la vaga”! (però non so quanto valga, essendo io stessa donna… potrei darti delle dritte sbagliate apposta! Si sa, noi donne siamo terribili!;-))
Spiegazione inutile
Senza contare che non ho nessuna voglia di impedire un simile incanto
Che sollazzo ci sarebbe altrimenti?
Che siano 1001, mia cara!
Dunque, carissimo Auberon, te la sei voluta. Magari il prossimo post sarà sui 1001 trucchetti che una donna deve usare per far credere a un uomo che cade dalle nuvole! (Vedi? Ho già cambiato le carte in tavola! Te l’ho detto che sono tremenda;-))
Già, ma l’unico scopo del rivelare gli inganni che una donna usa è quello di non rivelarli affatto. Sarebbe un post fittizio, no?
Nel primo c’è almeno una graziosa illusione didascalica, cosa che può portare molto lontano…
Auberon, ma sarebbe un post ingannevole (essendo scritto da una donna: non crederai mica che svelerei *davvero* i miei/nostri segreti? ;-))! (vedi come continuo a “fare la vaga”?;-))
E’ quello che dico. mettici anche l’intento didascalico e il gioco è fatto.
Sto già meditando sull'”incanto”, sàppilo. Ormai mi hai provocato! 😉
Sempre lieto. Dopotutto è il mio passatempo preferito. Sublimazione dell’impertinenza.
A presto
“Sublimazione dell’impertinenza” mi piace parecchio. Ci sono due belle “z” alla giusta distanza l’una dall’altra. Non c’è un copyright su questa espressione, is it? (può darsi che debba servirmene, quindi grazie molte e a presto, Auberon!)
se auberon fosse una donna… l’inganno avrebbe raggiunto il suo grado massimo… 🙂 vera impertinenza del sublime 🙂
Se Auberon fosse una donna sarebbe un MITO, e non potrebbe essere altrimenti! (e ci avevo pensato, eh, Vital… 😉 )
Spiacente di deludervi, mie signore: irredimibilmente maschio. Ma la sconfinata devozione al femminino mi farà nascere foemina nella prossima vita.
S’intende: da questo lato della corrente non è male per i volenterosi devoti della Grande Dama, risoluti a perseverare nell’ impudente esplorazione dell’universo femminile: una strada lastricata di disillusioni ma anche di incondizionate dovizie. Come dico al Fight Club: “Occhi aperti, pivello. Più scopi e più tendi a innamorarti del tuo c… in luogo delle donne che dovresti amare”.
Il guaio degli uomini è che difficilmente riescono ad essere portatori sani di pene.
sayonara
Auberon: ma io lo sapevo che sei irrimediabilmente maschio. Ricordo benissimo un paio di commenti che lasciasti in calce al mio racconto sull’infibulazione. Quelle non erano parole di una donna, e mi colpirono molto per la loro sensibilità, per quel tuo “accucciarti” di fronte all’orrore.
Mi piace molto il tuo modo di porti davanti alla donna e alla foemina.
Sulla tua ultima osservazione: purtroppo la condivido. Ce ne sono pochissimi. Ma ci sono. Tutto sta nel saperli “aspettare” e “riconoscere”. D’altronde anche le donne non sono poi sempre dei fiorellini di campo. Diciamo che le difficoltà in questo senso sono equamente ripartite.
P.S. tu mi parli di “Fight Club” e io non posso trattenermi dal dirti che ho tradotto il romanzo assai autobiografico di Art Linson, produttore del film, dove lo stesso Linson racconta un sacco di aneddoti gustosi sul making of! 😉
accucciarsi di fronte all’orrore. arf.
saluti,
rs
rs, non è bella questa espressione? dica la verità!
che poi, usata in quel contesto, era estremamente opportuna e impressionante!
RS, MI DICA, SI ESPRIMA, ORSU’!
la ossequio
@Linson: Prima regola del Fight Club non parlare mai del FC!
Gaja, e lo chiedi a rs? ti vuoi divertire eh? dobbiamo combattere nudi o possiamo tenere su i pantaloni? 😀
@Linson: tu non sei i tuoi pantaloni!
Eh, sì, lo chiedo a RS perché essendo uomo sincero non può non riconoscere che l’espressione da te usata (per tacer di “sublimazione dell’impertinenza”) sia di grande impatto!
(che poi io non nasconda un certo qual piacere femminile nel veder combattere due maschi… ah, sulla tenuta decidete voi! 😀 )
io sincero grandiosa boutade. nessuno è sincero, soprattutto quando crede di esserlo.
non combatto per certe cause. combatto solo per la mia.
saluti,
rs
rs, come vede lei è sincero fino in fondo.
la squisisco.
rs, la tua risposta è graficamente encomiabile.
ami anche Yukio Mishima?
sono sincero nonostante me.
auberon, amo mishima con parsimonia. amo tutto con parsimonia. l’amore è risparmio.
saluti,(con parsimonia)
rs
L’amore è risparmio?
Ma mi faccI il piacere, rs!
la ossequio.
un interessante punto di vista, ruggerosolmi, non ci avevo mai pensato. pensa che riesco ad amare solo il manzoni e i wu ming con parsimonia. felice di fare la tua conoscenza.
yassu
Oserei dire che amore e parsimonia sono due termini *assolutamente* agli antipodi. Non riesco a immaginare di amare con parsimonia. Apprezzare, forse. Ma amare…
(punto di vista troppo femminile? la solita sdolcinata? vi prego di uccidermi con dolcezza, grazie! ;-))
gajacenciarelli, lei è vittima di un romanticismo che ormai ha mostrato la corda dell’impiccagione. l’amore deve essere risparmio. non si faccia menare per il naso dalle offerte speciali e dai 3×2, nei quali io sono un esperto, essendo che con me si va decisamente sull’ 1 x tutte.
auberon, io i wu ming li amo con la parsimonia del mercante di venezia. non scucio un tallero. e nemmeno downloadido. (l’elettricità costa).
saluti,
rs
ruggerosolmi, ma com’è che quando deve affondare la lama nelle mie carni, impipandosene bellamente del mio dolòr, lei usa sempre il mio nomeecognome per esteso?
(ciò nonostante non posso che balzare in piedi e applaudire alla frase che va da “non si faccia” a “1 x tutte”. anche se ribadisco comunque che per me amare significa s-parsimonizzarsi, o a-parsimonizzarsi, insomma… veda un po’ lei, ruggerosolmi! È lei l’esperto di neologismi.)
ma gajacenciarelli, è ben per questo che va usato con parsimonia. altrimenti va disperso prima. certo, è tutta una questione di ritardare il decesso.
saluti,
rs
Sarà… ma piuttosto che sedere cercando di ritardare il decesso, io preferisco bruciare la candela da entrambi i lati.
@ruggerosolmi, aridaje con gajacenciarelli. e che è! sempre a parlare di decessi… ma insomma!
potrebbe anche non decedere, no?
@e che ti devo dire, Auberon? sono stra-d’accordo con te.
con venerazione riemergo dalle carte con un ciao. spero nel tuo proxpost
adieu
non avete capito. non è che ci si siede aspettando il decesso, è una questione di quantitativi. d’ amore ce n’è in modica quantità, ecco la ragione della parsimonia.
il resto è cattiva letteratura.
saluti,
rs
@Auberon: il mio prox post lo leggi proprio ora, in home page. Spero sia di tuo interesse. A presterrimo!
@rs: il “non avete capito” è tipico suo. Ma la si ama (con parsimonia) anche per questo! (non sia mai detto che si voglia fare della cattiva letteratura, ohibò!)
bàciovi entrambi
gajacenciarelli, cattiva letteratura l’ha fatta anche d’annunzio, pasolini, moravia. e anche grande. nessuno è esente dalla scivolata. però vede, io non dico che voglio essere amato con parsimonia, c’è un equivoco: lei mi ami pure con tutta se stessa, ben sapendo che il “paniere d’amore” è piccolo. ha capito?
che io meriti di essere amato incondizionatamente è cosa ovvia, e mi dispiace dire delle ovvietà, ma, come si dice, tant’è.
saluti,
rs
ruggerosolmi, io lo so che il suo desiderio di essere amato è travolgente! io lo so che in fondo queste sue frasi sono un grido d’amore, un’invocazione, una supplice preghiera perché qualcuna l’ami davvero. io lo so che lei vuole amare come quant’altri mai. lei è un romantico, ruggerosolmi, lei è un pirata e un signore.
(e secondo me il suo animo è agitato da un sentimento nei miei confronti, lo confessi!)
lo so che questa conversazione non mi appartiene,ma una cosa è certa: il prete ce l’avete
a portata di mano!
un abbraccio per te Gaja e per lei Egregio
jolanda
Jolanda, tutte le conversazioni ti appartengono, ci mancherebbe altro! (anzi, partecipa, partecipa!)
Ma sai com’è, ruggerosolmi vuol essere amato alla follia, e anche io. Solo che lui alla follia non mi amerà mai. Anzi, non mi amerà mai e basta.
(però secondo me nega, perché dentro di sé… in fondo, in fondo… tu che dici?;-))
Con questi presupposti è meglio non scomodare il nostro Don.
Ruggerosolmi, cos’ha da dire a sua discolpa?
“sono un pirata e un signOOOOOre… professionista dell’aMMOOOOreeeee”
cara Gaja io penso che chi vuole essere amato alla follia è altrettanto in grado di farlo
ma non sempre di riconoscverlo.per me però avete avviato una bella scaramuccia che potrebbe
presuppore.
ciao
jolanda
c’è un altro equivoco. gajacenciarelli, io non sono un romantico. il romanticismo mi è estraneo. pensi che il nouveau roman nasce nei primi anni 50. e siamo nel 2007. non possiamo tornare a byron, capisce? dobbiamo andare avanti, liberarci del possesso, del concetto di trasgressione (che se neghiamo il possesso neghiamo anche questo). dobbiamo liberarci di tutto, anche dei vestiti.
saluti
rs
@jolanda, che dire? la tua logica non fa una grinza e nemmeno una piega. ruggerosolmi mi punzecchia e mi provoca, e io che credo fermamente nell’amore (possibilmente eterno, almeno finché dura) non posso rimanere indifferente alla sua freddezza!
tu dici che potrebbe presupporre? ti terremo aggiornata. certo però che st’òmo è tutto d’un pezzo, eh ;-))!
@ruggerosolmi: sospettavo intimamente che tutto il suo giro di parole, peraltro colto e istruttivo, avesse come traguardo finale il denudarsi di tutti i pos…sessi terreni. Lei non finisce mai di sorprendermi. È davvero tutto d’un pezzo. E secondo me muore dalla voglia di riversare il suo amore su qualche splendida pulzella. Su, su, lo ammetta.
gajacenciarelli, ma che se ne fa di una cosa che non esiste, l’amore eterno?
l’amore non è nemmeno definibile. di solito è un amabile malinteso.
le persone hanno bisogno di assoluto, e si rifugiano nell’idea dell’amore. può essere grave.
io non ho voglia di una pulzella sola; infatti pratico la multiproprietà. proprietà fittizia, in quanto non chiedo a nessuna di essere fedele. no sarebbe onesto, ne converrà anche lei, pretendere dagli altri quello che noi non siamo propensi a dare.
se questo significa essere tutti d’un pezzo, ebbene sì, lo sono.
si goda la vita finchè può,
e saluti,
rs
che bel salotto, il tè è pronto?
io non posso entrare altrimenti mando in corto circuito la Tv
cmq, cara Gaja ti leggo sempre con molto piacere e con un certo sorrisetto!!
sull’amore non riesco a ragionare altrimenti faccio autogol.
Riguardo all’agire, mi trovo meglio con il mio senso del possesso perché nel 2007 è lui ad essere trasgressivo e perché è un dato di fatto, un dato della mia natura piscosociobiologica. Non vedo perchè si debba andare avanti se si è già comodi (per polemizzare con l’eterno e poco etereo solmi)
fem
@ruggerosolmi: lei mi agghiaccia e mi repelle. La rifiuto con tutta me stessa e senza parsimonia.
(l’invito a godere la vita mi provoca dei brividi lungo la schiena).
@Francesca: entra pure e accomodati, mia carissima! Sono molto contenta di avere una lettrice come te, che sorride ai miei scritti e mi apprezza. Gradisci un biscottino?
Quanto all’amore: anche io mi tengo la mia personalissima concezione dell’amore e del possesso (sono una possessiva per definizione, sono del Toro!) e allontano da me il calice solmiano, solmico, solmoso… ;-)))
fa male gajacenciarelli. ne parla come se fosse amaro, il mio calice. si tenga pure il suo “amorismo”. addio ogni di gloria, cara! che se ne fà di un uomo? tutte hanno un uomo. la coppia è il rifugio degl’infelici e dei senza fantasia. faccI, faccI pure…
cara francescaemagni, parla di tv… guardi che io non sono uno di quegli individui dei programmi pomeridiani, sa? i meluzzi, gli sgarbi, e via opinionando. mah. lei ha l’aria di essere in coppia e pure contenta. è entrata nella sua bolla d’aria mulinobianchica e ci vive in una soporosa similestasi. contenta lei…
saluti,
rs
dimenticavo, cenciarelli: dice di essere del toro e possessiva senza vergognarsene.
lo sa vero che questa è la vera e unica pornografia dei nostri tempi.
hardcorely la saluto
rs
solmi (adesso siamo passati al solo cognome: il distacco e il disprezzo si tagliano a fette, mi pare!): a cosa si riferisce con “pornografia”? alla possessività?
sweetly la saluto
gc
gaja, quale disprezzo? distacco, semmai. e non ribatta sempre allo stesso modo! non vede che così diventa suddita senza accorgersene? io non la voglio in una posizione verticalmente seconda, ma orizzontalmente pari!
ma certo, la possessività è pornografica, certo! e del toro, poi… guardi, non mi sveli l’ascendente, la prego.
saluti, comunque
rs
siam passati al nome, ordunque. ruggero! mi pare che lei voglia accorciare le distanze, bene, ne sono lieta.
e com’è che ribatterei, io, per farla alterare così? si spieghi, ché lei è criPtico, ruggero.
le sue posizioni sono sempre molto drastiche, o di qua o di là. una posizione di mezzo non è contemplata?
come mai non vuol conoscere il mio ascendente? ebbene, glielo svelo comunque: sono scorpione, io. mordo. avveleno.
la ossequio, ruggero.
su solmi non faccia così, noi si fa per distrarla, con un po’ di chiacchiere passatempistiche e lei subito scende in campo a buttare fumogeni.
Nelle bolle ci si sta bene in effetti! E io adoro dormire anche senza sogni. Inoltre, per rispondere a Gaja, mi piacciono molto i biscotti, grazie, anche mulinobianchici.
La possessività è trasgressiva assai, concordo (come tutte le fonti di grande piacere). Una volta ho aperto a caso il “discorso amoroso” di Barthes (data di nascita interessante, non per motivi astrologici, per essere criptica pure io…) e c’era una frase che diceva che l’osceno, ai nostri tempi, è il sentimento.
Adesso vado a fare i complimenti per gli aforismi. Se a volte un autore non è all’altezza della propria opera a noi lettori non interessa.
fem
Francesca, una vagonata di biscotti per te!
grazie! Non è che per caso avanzi anche una fetta di torta? 🙂
baci
fem
Ma quanta ne vuoi!
e cioccolata a profusione! anche calda e anche con panna. Prego, accomodati! 😀 e cominciamo a parlar male del solmi, presto! 😉
amo gli spettegolezz!!
fem
per il momento però sono ancora simil-estasiata dagli aforismi e non ne posso pensare che bene (…degli aforismi!!)
Ah, ma gli aforismi sono degni di tutta l’ammirazione possibile (gli aforismi!). Anche io l’ho scritto e qui lo ribadisco. Concordo in pieno, Fem!