Novalis, Frammenti, traduzione di Ervino Pocar, Fabbri, stampa 1997

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984.
Presso gli antichi la religione era già in certo qual modo ciò che dovrebbe diventare per noi – poesia e pratica.
990.
Per l’uomo veramente religioso niente è peccato.
1028.
L’amplesso non è qualche cosa di simile all’eucaristia?
1188.
Poetare è generare. Ogni produzione poetica deve essere un individuo vivente.
1190.
La poesia risolve l’esistenza altrui nella propria.
1200.
La poesia è, fra le scienze, la giovinezza. Da fanciulla avrà avuto l’aspetto dell’angelo sotto la Madonna il quale si preme il dito sulle labbra come a dire che non si fida di questa leggerezza.
1204.
La distinzione fra poeta e pensatore è soltanto apparente e va a svantaggio di entrambi. E’ un indizio di malattia e di costituzione morbosa.
1225.
Poeti e sacerdoti erano in origine una cosa sola; soltanto le epoche posteriori li hanno separati. Il vero poeta però è sempre rimasto sacerdote come il vero sacerdote è rimasto poeta. E l’avvenire non dovrebbe forse ricostituire l’antico stato di cose?
1229.
Il vero poeta è onnisciente: è realmente un microcosmo.
1153.
Ogni parola è parola di evocazione. A secondo dello spirito che chiama – uno spirito appare.
1206.
Per me è chiaro che la poesia non deve suscitare affetti. Gli affetti sono semplicemente un che di spiacevole come le malattie. Persino la retorica è un’arte falsa se non la si usa metodicamente per guarire malattie e follie del popolo. Gli affetti sono medicine – con essi non si deve giocare.
1220.
In certi momenti anche sillabari e compendi ci sembrano poetici.
1702.
In ogni caso il mondo è il risultato di un’azione reciproca fra me e la divinità. Tutto ciò che è o nasce, nasce da un contatto di spiriti.
668.
La bestemmia è una specie di autoscongiuro, di incoraggiamento, di incitamento di sé stessi.
631.
L’amore è tutto una malattia: di qui il meraviglioso significato del cristianesimo.

5 pensieri su “Novalis, Frammenti, traduzione di Ervino Pocar, Fabbri, stampa 1997

  1. vbinaghi

    “Poeti e sacerdoti erano in origine una cosa sola; soltanto le epoche posteriori li hanno separati”.

    La diversificazione corrisponde a una differenziazione della coscienza. Quando questo avviene, avviene una volta per tutte.
    Oggi il poeta che si crede un sacerdote del senso è come un adulto che finge di credere a Babbo Natale.
    Il romanticismo tedesco ha prodotto anche aspetti regressivi, come la linea Wagner ha dimostrato in seguito.

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  2. lorpat

    Ai sacerdoti il senso, e ai poeti il nonsenso. Vorrei ricordare che, dopo Kafka, i poeti girano con la lingua mozzata, mentre i sacerdoti credono ancora a Babbo Natale.

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  3. vbinaghi

    Lorpat, io parlo del sacerdozio come funzione, tu del clero.
    Volevo dire che il senso religioso non può più essere riassorbito nell’estetica senza la mediazione dell’ethos personale, Dio che si rivela come Soggetto, e parla una lingua che non è più solo quella delle forme. Un’estetica teologica resta possibile, ma è solo preliminare.

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  4. stefanie golisch

    “In ogni caso il mondo è il risultato di un’azione reciproca fra me e la divinità. Tutto ciò che è o nasce, nasce da un contatto di spiriti.”

    Devo riprendere la lettura di Novalis!

    Un caro saluto,

    Stefanie G.

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