Abbiamo percosso il mare, l’abbiamo lavato, il detersivo
era il passato. Trasparente, di sangue e velluto.
Poi il crash. vennero le tue pene, cammei di cinque secondi
lacrime enormi, ma brevi.
Gli orologi presero ad allarmare le guardie. Venivano incontro
vestiti da cinesi, a bordo di moto del 1922, Indian.
Sul campanile una statua di gesso di Paperino. Poi
verso sera, una minestra di orzo si levava al cielo
era il disco volante dei contadini affamati.
Per Bertusk pace, pane raffermo, ebrei che muovevano ruote
al sole, fabbricando ciottoli. E salme venivano imbucate
in cimiteri, tenuti da corde.
Fino al risveglio.
(Traduzione dall’ungherese di Manuela Fortizzo. Immagine:Hans Hartung, La forza del leone)

suggestivo.
per altri versi mi ricorda “cinema polacco” di Zelig.
notevole gyula bastos.
saluti,
rs
Gyula Bastos… avevi già pubblicato qualcosa di suo, qui, giusto franzO?
Davvero potente, comunque. Mi complimento come al solito per la scelta delle immagini.
Ne rimango affascinata. baci domenicali.
versi che chiedono Amore tanto Amore per tutte le salme imbucate in cimiteri…..fino al risveglio. se soltanto ci adoperassimo prima….
cari saluti
jolanda
Fino al risveglio.
ma quando ci sveglieremo?
ciao
Stella
Sì, Gaja, avevo già pubblicato una poesia. Bastos è un romanziere, abbastanza giovane (nato nel 63), l’ho conosciuto tramite un’amica ungherese che è stata la sua fidanzata. Bastos per vivere lavora nel cinema, come addetto al montaggio.
Franz
Mi scusassero l’italiota al primo rigo- non “a me”, ma per me.
Cortese dottore Krauspenhaar, i miei omaggi.
Sarà pure ungherese questo poeta, ma a me il mare di detersivo è a Rosignano Solvay, dove il Gyula si spaparanza sulle spiagge bianche di bicarbonato. E cala molti acidi per cui parla con Paperino. (Bertusk è la sua bertuccia domestica, ovvio). Insomma uno all’ultimo stadio.
Si occupa di montaggio nei cinema – cortese Krauspenhaar, cosa esattamente monta e smonta il suo collega?
Le immagini sono incisive, il ritmo mi fa pensare ad un acid jazz, in cui i frammenti del testo diventano autonomi, indipendenti. A mio parere, anche troppo: mi sembra che la lirica manchi un po’ di comunicatività…
Michele
Ecco uno che ci sa proprio fare con le parole. E mi raccomando, se fate un LPELS GREATEST HITS, non dimenticate questa poesia di Gyula Bastos.
Bastos è il caso letterario del XXI secolo.
Dobbiamo ringraziare Franz, che ce l’ha rivelato, e iniziare la battaglia mediatica. La letteratura rischia seriamente di misconoscere il più grande talento che ha in seno.
Attiviamoci.
Suggerisco di scrivere una petizione, da indirizzare alla commissione Nobel.