lungo le sere c’erano le cene, erano molti affranti momenti di solitudine attesa, si mischiava con api, e cera a pelle, dimenticanze e acini d’uva scoscesi, tratti, come di penna, assetata di fogli, come di sottesa paura d’amare, le scogliere, dove io vedevo andare le ombre tese, di gemelli di ciglia, le tue, appese al vento, come mare balzante tra spuma d’oro e linde fresche pareti, come di gesso atteso, come di spesso indaco miele di cielo, a paravento sopra noi mugghianti, al sole arso in mezzo al niente, amanti inseparati di momenti trascorsi, nello spingersi dei sensi cagliati, come nel farsi dono di noi, arresi.
(Immagine: Ennio Morlotti, Paesaggio, 1964)

ruggerosolmi, trovo in questa tua musicale accumulazione di espressioni una grande liricità, suggestioni, emozioni, che l’immagine di Morlotti racchiude (o fa deflagrare?) in modo mirabile. ne cito alcune. “tratti, come di penna, assetata di fogli, come di sottesa paura d’amare, le scogliere, dove io vedevo andare le ombre tese, di gemelli di ciglia, le tue, appese al vento, come mare balzante tra spuma d’oro”. immagini di donne evocate con raffinatezza e fisicità. mi complimento con te. sorprendenti.
Poesia, poesia, poesia!
Evitando l’a capo, nulla perde la musica e il ritmo, il metro.
Così che ci si tira su di morale, un poco.
MPia
E’un caso che siano presenti in questo testo alcune delle parole che più riescono a dire sulla poetica biamontiana, ad esempio attesa, l’attesa sul mare, scogliere solitudine ombre vento, il vento largo, ed é un caso che Solmi abbia scelto di farsi accompagnare in questa avventura che ci regala, dal paesaggio di Ennio Morlotti, intimo amico e guida di Francesco Biamonti?
Di queste coincidenze a volte si nutre la letteratura.
Dank U, Ruggero Solmi.
Egregio questo è un brano da tenere sotto il cuscino.parole che accarezzano dolci o malinconiche
luoghi persone eventi ,un dipinto di ricordi-presenze tra un un cielo indaco miele e lo spingersi
dei sensi cagliati…arresi. Mi arrendo a così tanta poesia.speriamo che non spunti una lacrima
evocativa.
ringraziando anche Franz per la felice scelta
la saluto caramente
jc
non c’è che dire! sempre meglio, egregio Dr. Solmi 😉
Marco
Questa volta mi sei piaciuto!
ciao
questo non è il solito Solmi.
La discusione dura da gran tempo fra di noi, ma è evidente che il nostro si è innamorato. Peccato!
Dopo una attenta analisi comparatistica del mio amico di Baker Street, con l’ausilio del medico Watson, e dopo aver letto per un mese i testi di Solmi, possiamo dire, anzi, mejo, possiamo affermare che siamo riusciti, io e il mio amico medico, sempre con l’ausilio del tizio di Baker Street, a ricostruire il corso dei pensieri del Solmi.
Non solo, a noi pare che egli, ultimamente, si sia addolcito, dico, nei testi e nei contesti, che non si sa mai, con Solmi non mi va di litigare.
Credo che invece occorra partire dal principio che, in quanto uomo poeta di nuovissima natura, diciamo pure post-post-post-moderno, Solmi stia mettendo in atto, proprio con i suoi testi più incomprensibili, una strategia complessa, avveduta e sottile, che testimania del pieno controllo dei suoi nervi e della sua alta intelligenza poetica.
Infine, ne approfitto per salutare Gaja, non la sento da secoli, ossia da prima che i ghiacci si sciogliessero.
P.s.:
bel pezzo, Solmi, comunque.
f.s.
concordo: stai facendo progressi spaventosi, mr. Solmi.
Concordo con francis stone: ruggerosolmi ha il cuore innamorato. o quantomeno ha un cuore colmo di sentimenti, checché lui ne dica. Questo post è strabiliante.
a proposito, francis: prima ti ho mandato una e-mail. e *sorvoliamo* sulla storia dei ghiacciai, eh!! 😉 che te poss… 😀
Solmi è sempre innamorato. Oggi di più.
questo pezzo di solmi mi ricorda come musicalità la sera fiesolana di gabriele d’annunzio.
ciao
francesca
La sera fiesolana
Fresche le mie parole ne la sera
ti sien come il fruscìo che fan le foglie
del gelso ne la man di chi le coglie
silenzioso e ancor s’attarda a l’opra lenta
su l’alta scala che s’annera
contro il fusto che s’inargenta
con le sue rame spoglie
mentre la Luna è prossima a le soglie
cerule e par che innanzi a sè distenda un velo
ove il nostro sogno giace
e par che la campagna già si senta
da lei sommersa nel notturno gelo
e da lei beva la sperata pace
senza vederla.
Laudata sii pel tuo viso di perla,
o Sera, e pe’; tuoi grandi umidi occhi ove si tace
l’acqua del cielo!
La sera fiesolana
Le mie parole delicate nella sera
ti siano come il fruscio che fanno le foglie
del gelso nella mano di chi le coglie
in silenzio e ancora si attarda al lento lavoro
sulla scala alta che si oscura
contro il fusto che si fa color argento
con i suoi rami spogli
mentre la luna è prossima alle soglie del cielo,
azzurre e sembra che davanti a sé distenda un velo
dove il nostro sogno giace
e sembra che la campagna si senta
già sommersa dalla sua luce nel gelo notturno
e beva da lei la pace sperata
pur senza vederla.
Sii lodata o Sera per il tuo viso di perla,
e per i tuoi grandi occhi umidi dove si tace
l’acqua del cielo!
Dolci le mie parole ne la sera
ti sien come la pioggia che bruiva
tepida e fuggitiva,
commiato lacrimoso de la primavera,
su i gelsi e su gli olmi e su le viti
e su i pini dai novelli rosei diti
che giocano con l’aura che si perde,
e su ‘l grano che non è biondo ancora
e non è verde,
e su ‘l fieno che già patì la falce
e trascolora,
e su gli olivi, su i fratelli olivi
che fan di santità pallidi i clivi
e sorridenti.
Laudata sii per le tue vesti aulenti,
o Sera, e pel cinto che ti cinge come il salce
il fien che odora!
Le mie parole dolci nella sera
ti sentono come la pioggia che sfiorava la terra
tiepida e sfuggente,
addio lacrimoso della primavera,
sui gelsi e sugli olmi e sulle viti
e sui novelli pini dalle gemme rosate
che giocano con l’aria che si perde,
e sopra il grano che non è ancora maturo
e non è più verde,
e sopra il fieno che già tagliato
sta ingiallendo,
e sopra gli olivi, sopra i fratelli olivi
che fanno di santità pallide le colline
e sorridenti.
Tu sia lodata per le tue vesti profumate,
o sera, e per il cinto che ti circonda come il salice
cinge il fieno che profuma!
Io ti dirò verso quali reami
d’amor ci chiami il fiume, le cui fonti
eterne a l’ombra de gli antichi rami
parlano nel mistero sacro dei monti;
e ti dirò per qual segreto
le colline su i limpidi orizzonti
s’incurvino come labbra che un divieto
chiuda, e perchè la volontà di dire
le faccia belle
oltre ogni uman desire
e nel silenzio lor sempre novelle
consolatrici, sì che pare
che ogni sera l’anima le possa amare
d’amor più forte.
Laudata sii per la tua pura morte,
o Sera, e per l’attesa che in te fa palpitare
le prime stelle!
(trascrizione con parafrasi) 🙂
“lungo le sere c’erano le cene”
Lungo i mattini le colazioni, suppongo.
O forse questo è rs di qualche tempo fa. “acini d’uva scoscesi”. forte.
è un bel pezzo, ma preferisco il solmi delle liste.
signori, mi dispiace deludere i vostri animi romantici. niente amore, solo duro lavoro. grazie. io la penso come auberon, le liste sono il mio vero nutrimento. questo è il solmi che cita il se stesso di anni fa, ancora ancorato alle passioni del cuore. perchè anche solmi ha avuto un cuore.
saluti, nonostante il cinismo della vita e me,
rs
ma c’è una corrispondenza di listosi sensi tra te e auberon, ruggerosolmi?
auberon, c’è un comune sentire tra di voi, dunque…
listosi? cenciarelli, cos’è, una branca dell’alitosi?
saluti, nonostante la sua sentimentalite,
rs
scrittura automatica. prosodia bop. di cui la scrittura di solmi è figlia. checché lui ne dica. ma se tu dovessi disapprovare, Gaja, basterebbe una tua sola parola. non ne leggerei una sola riga in più.
Egregio,in questo novembre cinerino e lento lei ha soffiato aria di sentimenti,adesso perchè
ci spinge dalla scogliera? abbia pietà,la prego.
saluti poetici
jc
solmi, ho scritto dietro impulso verbale, cosa che lei dovrebbe conoscere bene. d’altra parte listaroli non mi è concesso, quindi ho optato per la prima alternativa che si è presentata sulla punta della mia lingua virtuale. la mia non è sentimentalite, è energia pura incanalata nei dotti dell’amore, solmi.
auberon, mai e poi mai limiterei la tua – a me sacra – libertà di opinione e gusti (sempre che continui a leggermi, però, ché le tue parole sono preziose per me). ti abbraccio (anche se rs dirà che sono sentimentale. non è vero. sono anche sentimentale, ma più passionale! dixi!).
“scrittura automatica. prosodia bop. di cui la scrittura di solmi è figlia. checché lui ne dica.”
Insomma, Solmi è figlio legittimo di Kerouac, mi par di capire.
f.s.
no. illegittimo. come kerouac lo fu degli anni venti francesi.
Gaja: ti leggerò sempre. molti abbracci.
Auberon: questa tua frase ha un valore inestimabile, per me. grazie. ricambio i molti abbracci.
auberon, non sia così arrendevole con la signora cenciarelli. che poi è una tattica, lo si sa, questo.
cenciarelli, e lei non si svenda per così poco, suvvia.
io sono figlio di apollinaire e breton, mi sembra chiaro. e nel mio animo si spande la follia del poeta nero, artaud.
saluti,
rs
lei, solmi, lasci per cortesia che auberon ponga in essere le sue “tattiche”, ammesso che di ciò si tratti. (cosa di cui dubito: non sono cinica come lei, ruggerosolmi)
certe frasi vanno dritte al cuore, e una donna come me non può non esserne toccata.
altro che poco! ce ne fossero!
auberon, continua pure, ti prego.
arrendevole, solmi? mi ha preso per Puck… e poi dimentica lautréamont, del cui nero antonin è solo un retino di grigio.
Gaja,comunque con te è un gran bel surrender. goodnite & goodluck!
Un Solmi che personalmente adoro.
Ciao,
Franz
Ruggerino, sei piaciuto anche a me, che sai che non son facile di palato, affèdigiove! Assonanze preziose concepisci, questo è il bello, in così poche righe. Rime nascoste, forse più Benn (Welle der Nacht…)che Lautréamont.
Solmi è sempre tranchant nei suoi giudizi, Auberon. Ai miei occhi è evidente che non sei Puck, altrimenti perché scegliere il nome Auberon?
La mia logica non fa (quasi) mai una grinza.
Un bacio.
sto assente per un giorno e guarda quante cose mi perdo su LPeLS… meraviglioso solmi, meraviglioso
fem
(oggi leggerò anche i commenti e gli altri post)
(…)nello spingersi dei sensi cagliati (…)
che Yomo!
Solmi. altro che “figlio di apollinaire e breton”, lei è il Lactobacillus Bulgaricus, lo Streptococcus Thermophilus, il Bifido Bacterium Bifidum della mia Via Lattea.
Ha presente quando sì è così antipatici, senza apparente motivo ad un cameriere di una pasticceria semiperiferica con i tavoli fra siepi? Quelle che nei vasi incrinati dai parcheggi frettolosi hanno sempre i mozziconi di sigarette col filtro con aureole di rossetto carminio. Ma il cameriere in questione deve essere un cameriere classico, un’idea platonica di camerierità, come non se ne vedono quasi più. Alto ed anziano. Gilet verde. Persino tovagliolo sul braccio. Il riporto brillantinato all’indietro e cameriere da almeno quarant’anni. Epopee di Bianco Sarti, Cinzano e Punt e Mes. Un uomo d’esperienza e di fiuto. E c’è un solo motivo per cui si è antipatici ai camerieri anziani delle pasticcerie. L’alone di quel qualcosa che si ha intorno che non ha a che fare, per sua fortuna e grazia, con le moine che a volte si scrivono. Lui, The Servant, lo annusa come un segugio e per un’invidia archetipica, diffusa assai, del resto, molto ovunque (anche non nell’ambiente della ristorazione pubblica) s’inversa e c’è sempre da temere che ti abbia sputato nel cappuccino prima di portartelo con quell’accidia impenetrabile.
sparzaniantonio la prego di omettere il ruggerino. capisco l’età (sua) ma sono maggiorenne da qualche centinaio di mesi. grazie per il gradimento.
grazie a fk ma io mi adoro di più in lista.
fem, come la capisco.
milky way, effettivamente sono uno yomo per tutti i gusti. nel senso che piaccio a grandi e piccini.
bello il suo post.
saluti,
rs
Caro Solmi, sono basito nel vederla umano, troppo umano. Ma come? Anche Lei, dopo tutto, è un essere umano? Anche Lei, in fondo al cinismo che ci affratella, riceve i dolci doni delle Muse?
Però, se lo lasci dire, Franz Le è stato anche superiore quando ha scelto il quadro di Morlotti: parole e immagine si intersecano (o meglio si intridono, come direbbe quello della sera fiesolana), si fondono e si esaltano reciprocamente.
Chapeau.
riccardoferrazzi, le muse mi sono sorelle.
fk è sublime, altrimenti non mi avrebbe scoperto.
grazie a lei, e
saluti,
rs
Davvero! Posso dire a Milky Way che il suo post è notevole? Una foto nitidissima, particolari da urlo, come :”Persino tovagliolo sul braccio. Il riporto brillantinato all’indietro e cameriere da almeno quarant’anni. Epopee di Bianco Sarti, Cinzano e Punt e Mes.” Grandioso! (qualche brivido mi ha percorso la schiena: ha saputo restituire un certo squallore da bar). Baci!
Solmi “figlio legittimo di Kerouac”? Ma qui si gioca a chi le spara più grosse. Al massimo è figlio di Ciccio Pasticcio, checché ne dica Auberon-Biberon.
Solmi lei voleva dire grandi e piccine, ovviamente.
Gajanev la ringrazio. Quei bar lì mi piacciono molto. Niente a che vedere con quelli laminato finto radica ed appliques incastonate nel soffitto. Baci come boeri, quelli su quell’asticciola, di fianco alla cassa che se ne possono vincere anche tre.
Angelini, in fondo lei è simpatico, con tutte le sue due o tre lauree è sempre qui fare il bidello che fa il caffè per i prof, la portinaia del web con i guanti di gomma arancione, secchio, straccio e spazzolone, sempre qui a minacciare di bucare il pallone ai monelli del cortile. E apre anche le buste degli inquilini sulla pentola del brodo prima di metterle nella casella della posta.
Milky Way: i boeri mi *FANNO IMPAZZIRE*! (sono *troppo* golosa di dolci). Grazie!!!
@Angelini: per Auberon- Biberon sei arrivato tardi:
I quasi mille metri di altezza ne fanno una delle montagne più alte d’europa: il violaceo picchiatore. Picchiatori / Auberon biberon / Prada, Masada, invincible armada / vera Cacada / Padre celeste/ faglia dei ministri / te l’ho data la zampa nella pampa/ repubblica osanna, osanna, osanna.
Questa è di mio nonno.
Per quanto riguarda la genìa di solmi ho detto il-legittimo, non il contrario.
Stia attento al caffè
@Milky Way: passi per il bidello, ma non vedo i prof.
@Auberon: è vero, arrivo sempre a spettacolo iniziato, ma se lo spettacolo è Solmi, meglio così.
Cmq: fra tanti ammiratori, anche qualche denigratore ben scelto mi sta bene. Se no sai che noia.
Api, cere miele… manca la pappa reale, dico io! In qualche modo pure Solmi sbarca il lunario – e presumo questa sia la campagna pubblicitaria di una nota azienda apicultrice.
Quindi Solmi, a chi il suo cuore: Maia o Magà? (però l’avverto Magà è un travestito).
Cordialità al cortese dottore K.
Auberon: che meraviglia leggerti anche in orari diurni! (ora l’ironia di solmi si abbatterà su di noi)
GRANDE SCOOP. Ho scoperto dove Solmi ha rubato lo struggente verso “Lungo le sere”. Qui:
Artista: Rosario Di Bella
Titolo: Non Volevo
Autori: R. Di Bella
Edizione: Sanremo 1993
Categoria: Giovani
Tra i fiumi e le colline
Si spengono tramonti
Per noi che siamo piccoli
E un po’ soli
La sera è così fresca
La luna è così chiara
Vorrei provare
A non pensare a niente
E mi confondo con le nuvole
E volo in alto oltre il mio respiro
LUNGO LE SERE
Le strade e le frontiere
Si sente un suono forte
Un rimbombar di canto
E noi distesi a farci ombra
Sognando isole e mondi indefinibili
E no che non volevo
Lasciarti in questo posto
E no e no
Lo so che non volevo
Tenerti come un sasso
E no che non volevo
Come siamo difficili
Quando ci innamoriamo
Siamo sottili vele
Contro un vento silenzioso
Ti prenderei per mano
Ti porterei lontano
Da questi grattacieli
E case di metallo
E l’uno accanto all’altro senza far rumore
Sognando isole e mondi indefinibili
E no che non volevo
Lasciarti in questo posto
E no e no
Lo so che non volevo
Tenerti come un sasso
E no che non volevo.
Rubacchio tempo al mio lavoro. Sto mollando gli ammortizzatori a “rivista storica italiana”, il fasc. 2/07 sarà um polpettone da cinquecento pp.
Now know I’m a mad man, And ye declare me so to be, it will be a weaknesse in you to question me
[TheaurauJohn Tany, The Nations Right in Magna Charta (1650), pag. 8]
I say, and I may know, that by madness I came to knowing, and in time God will make me speak plain knowledge, that by all shall be acknowledged
[TheaurauJohn Tany, Theous Ori Apokolipikal (1651), pagg. 62-63]
Quando sei in giro tu, ne rubo di più e chissenef dei monitoraggi.
A.
Auberon: “la brezza/che scompiglia ciò che ora/possono essere le mie foglie, i miei occhi verdi/chiusi, i miei petali insignificanti/volgari fragili incandescenti,/tutte queste bocche,/sgargianti e col rossetto/e umide come baci che sbocciano/in una calda serra, oh darei qualunque cosa/per riaverla, in/carne ed ossa, la carne,/l’unica che ho sempre/avuto, che ho sempre dato. La gioia” [da “Ava Gardner si reincarna in magnolia”, di Margaret Atwood]
Per ringraziarti di ciò che mi hai detto, di quel che mi scrivi, e perché il tuo furto di tempo sia valso a qualcosa. Un regalo fatto di parole preziose (per me).
Gaja: grazie
A. dios
devo dire che auberon è un signore. cenciarelli, può mollare delicatamente gli ormeggi. prenda una posizione netta solo all’atto dell’incontro. desidererei da auberon segno zodiacale e ascendente. (non sarebbe male data e luogo e ora di nascita).
angelinilucio lei mi fa ridere.
saluti,
rs
anche io desidererei da auberon segno zodiacale e ascendente, grazie. per quanto mi riguarda, lo proclamo ad alta voce: sono Toro ascendente Scorpione.
scusi, solmi: che significa “mollare delicatamente gli ormeggi”? e per qual motivo mi sta consigliando in tal senso?
mi dica. la ascolto devotamente.
io sono Scorpione ascendente Toro.
Allora: se sei serio è *PREOCCUPANTE*! (complementari!)
Se non sei serio, mi piace lo stesso, la tua risposta!
io ascendo e basta, se può interessare al mielato Solmi, come l’oro ad occidente. vinco niente?
questa è una sera da costeggiare,
vento permettendo!
🙂
Gaja: 🙂 se tu acquario ^ sagittario, io sagittario ^ acquario!
Auberon: non so come, ma lo supponevo… 😀 (però ciò non placa la mia curiosità riguardo alla tua costellazione!)
scorpione. ascendente disperso, naufrago o non valido
oroscopo cinese: tigre di balsa, faccia di palta
oroscopo tibetano: campana, per via degli acufeni all’orecchio destro
oroscopo malese: yanez
oroscopo coreano: tae kwon do
oroscopo maya: dannato serpente spiumato
oroscopo turco: lupetto grigio
oroscopo vaticano: simoniaco
scorpione davvero, allora? Ma complimenti!
oroscopo cinese (mio): scimmia (mi pare, sono del ’68)
auberon, ora che hai soddisfatto la mia curiosità devo dedurre che è già stato o tra poco sarà il tuo compleanno. auguri, quindi.
bacio!
oroscopo indiano: lingam
oroscopo ungherese: puszta
oroscopo russo: T-34
oroscopo brasiliano: shemale
oroscopo mexicano: corona extra
oroscopo californiano: van halen
oroscopo olandese: van houten cacao
oroscopo giapponese: yamaha xt 600
grazie. Tanti baci.
Dimenticavo: quindici + di te
oroscopo irlandese: banshee
oroscopo neozelandese: maori
oroscopo spagnolo: porron
oroscopo francese (non proprio francese, diciamo d’adozione…): toi – tous les visages de l’amour.
oroscopo svizzero: lindt
oroscopo italiano: leone (sergio)
baci. 15 di più non sono nulla.
gajashee
cenciarelli, di auberon ci fidiamo un pò di più, tutto qui. sembra persona ben intenzionata. vada avanti piano. al primo scoglio chiami la capitaneria. o don fabrizio. me no, che le ho già detto tutto.
combinate l’encounter. vedetevi. sempre la prova d’amore, prima, cenciarelli! puo’ essere pure che dopo un mese vi siete stufati. prima consumare poi vedere.
saluti,
rs
solmi, lei è *di-sgu-sto-so*! mi consenta!
solmi pensi al fatto che le sue liste contano molte battute in meno, ultimamente(compresi spazi). Il contributo 1090 era, al confronto, molto più corposo. si preoccupi di governare la rotta della sua ispirazione. Quanto alla prova d’amore, il desiderio sessuale è un’equazione finita, si esaurisce rapidamente, grazie a limitate quantità e qualità di combinazioni.
Di conseguenza l’accoppiamento diventa una ginnastica ridicola e inutile.
Quando il desiderio finisce l’uomo e la donna comuni si sentono perduti.
Il nobile semplicemente si annoia, perché non è padroneggiato dal sesso.
Quando l’uomo si annoia, progredisce.
Dixit, Auberon! Solmi, legga e incassi.
incasso. auberon, lei mi piace (e che qualcuno o qualcosa mi piaccia è raro come i capelli di berlusconi).
che le devo dire, gaja? mi sembra che ci siamo.
però non mi dica disgustoso: sono un vecchio lupo di mare. ne ho viste di cotte e di crude. e non solo viste.
auguri,
e saluti,
rs
ruggero, lei è sempre il solito! non si smentisce mai! 😀 non sia così remissivo, la prego!