L’attesa ha code
riverberi che artigliano
vertici di occhi
diluendo gli sguardi
A nulla vale
stare tra pareti trasparenti
se i ragni tessono feroci
perimetri e distanze.
***
La violenza
è violenza sempre
Anche col tuo fiore in bocca
e la rugiada colata
sul mento
Anche lì che sembra
paradiso per le mie labbra
lì è terra di guerra
E il mio cuore
ne è sgomento.
***
Non c’è gloria
nella morte
ma grappoli di ombre corte
e pupille assorte che s’addensano
tra cipressi snelli
mai troppo vecchi
Dove i sessi delle donne
una volta belli
s’addolorano annodati
ad un lembo di sottana
là si congiungono mani
–canforate–
e amen come soffi d’acqua.
***
Ho mille piume
al mio arco di follia
e tu
–preda mia che incanti–
percorri la bellezza lieve
della pace
sincera voce
che come brezza sfiora
e poi languida
tace.
***
Scavo ed entra acre
odore di affondo
fin dentro e confonde l’intento
Scavo o sono scavata?
Volevo un buco e sono forata
dalle narici al midollo
Non ho un posto nuovo dove stare
il mio posto mi sta addosso
E lungo le lunette annerite delle unghie
ho le cerniere rivoltate
del mondo.
***
kosovo
Ora che quella terra
è stata ‘sì tanto ingravidata
di peroni e tibie
creste iliache che non aspettano
più lo spuntar del sole
ora siedo e attenta attendo
il nuovo che sbrecci
la paziente zolla.
***
Di questa attitudine al pudore
che mi fascia le membra strette e
mi svergogna _ che farci
Se non inventare le tue dita
bramare il capezzolo della memoria
ed allattarti lungamente
Cedere al tempo che avanza e consuma
per poi cadere come cenere
e fiato in bruma.
***
Oggi ho sola nuda voce
e una palpebra di cielo
senza luce
Dove l’onda tonda nel costato
risacca leggera
io sto a malapena
In punta di fiato.
***
Ho perso i miei confini
in un attimo breve
l’invalicabile era
–d’improvviso–
facile come un passo
semplice come il volarmi
lontano dal cuore
la tua lunga coda di gazza.

So che magari sembra finto, si dice spesso, ma è veramente bella, mi ha colpito moltissimo, complimenti.
Mi affama, sinceramente, e ne vorrei ancora e presto, se possibile.
Grazie
benvenuta cara romina.
e brava, soprattutto.
remo
Versi snelli e puliti per dire i nodi complessi di un’anima.
un saluto Romina
jolanda
Mario,
quel tuo “affama” mi è così simile che capisco tu mia abbia davvero sentita..
Remo,
a te un grazie grande, che estendo a Fabrizio.. voi già sapete.
Jolanda,
hai centrato il mio essere Naive
un sorriso a te.
sono onorata della vostra ospitalità, grazie di cuore.
r.
La fisicità e gli umori delle cose, delle immagini parlanti; e il senso dei tuoi sensi, dallo strazio al piacere.
Diretto.
Odora.
Gigio
Mi fa piacere trovare le poesie di Romina in questo spazio. Intanto un saluto anche a Fabrizio.
Stupende miniature sopra pagine di carne: la mano si muove al ritmo cadenzato che dettano le immagini, come seguendo il respiro silenzioso dell’ascolto. Bellissime.
fm
Carissima Romy,
La fisicità delle tue poesie vive sempre felicemente nella ricchezza metaforica delle immagini con cui tu dai corpo a sentimenti e a sensazioni. È una poesia che parla di cose, ma ad esse si accosta con una levità sempre sorprendente nelle mirabili intuizioni, che ora cito ad esempio:
artigliano
vertici di occhi
diluendo gli sguardi
rugiada colata
sul mento
grappoli di ombre corte
e pupille assorte che s’addensano
tra cipressi snelli
mai troppo vecchi
E lungo le lunette annerite delle unghie
ho le cerniere rivoltate
del mondo.
e attenta attendo
il nuovo che sbrecci
la paziente zolla.
Cedere al tempo che avanza e consuma
per poi cadere come cenere
e fiato in bruma.
io sto a malapena
In punta di fiato.
facile come un passo
semplice come il volarmi
lontano dal cuore
la tua lunga coda di gazza.
un abbraccio affettuoso
Ste
scusami per le citazioni senza soluzione di continuità, carissima Romina, ma evidentemente non sono ancora pratico della piattaforma…
baci baci
ste
mi piacerebbe leggere altre tue cose.
franco arminio
[email protected]
non male, troppa poca carne, però. dieta ingrassante.
saluti,
rs