para Gaja, mi muchacha dorada
Il meglio di Federico Garcia Lorca (Milano, Guanda, 12 euro) è il regalo di Natale che Leopoldo Carra, suo curatore e autore l’anno scorso del non prescindibile L’estate muore, fa ai suoi lettori. Ostenta un titolo, per così dire impegnativo; cui però fa fede. Fatta salva la scelta eccellente delle poesie e delle traduzioni (ovviamente di Oreste Macrì la più parte, alcune di Piero Menarini, altre ancora, e brillantissime, del curatore), il librino si strasegnala per l’insolita qualità dell’introduzione.
Non che soltanto traduttore e insegnante di traduzione, editor, inventore e direttore di collane, gourmet et amant du bon vivre, Leopoldo Carra è scrittore. Le sue circa 25 pagine sul Lorca hanno il passo dei saggi di Angelo Maria Ripellino: nessuna ostentazione di cultura ed/od erudizione ma la coscienza nel lettore che si sta leggendo cosa colta ed/od erudita. Carra spiega il suo autore partendo dall’Avana Vecchia, in una mattinata di agosto degli anni Duemila, e lo conduce fino a Bologna, ’83 o ’84. In mezzo, la dissezione affettuosa di un poeta che è molto più di Verde, que te quiero verde (infatti assente) o del Lamento, spesso tirato in via in scena dall’altrove molto decente Alessandro Haber. Lorca è della genìa di un Guillèn, per età, e di un Gòngora, per natura: e ci voleva Leopoldo Carra per spiegarlo con grazia e parole semplici, all’insegna sempiterna e wittgensteiniana del simplex sigillum veri. Nessuno, che si ricordi e in ogni caso in tempi recenti, ha raccontato meglio di Leopoldo Carra che cos’è l’amòr (cit., e òrrida) per Lorca: e, giusta clausola, il libro è dedicato alla moglie. Anche per questo, fradèi, Antonio Silva è grande.


E’ grande. E’ grande grande grande e come lui sei grande solamente tu.
Ottimo Meister.
fk
E son d’accordo, FK. D’accordissimo sulla grandezza del GC (sarà anche merito delle iniziali, la sua grandezza;-))? Chissà. Ai posteri l’ardua sentenza). Poi sarà che a me, quando si parla di Lorca, torna subito in mente “Little Viennese Waltz” di Leonard Cohen, di cui peraltro scrissi proprio su questi schermi (e mi sciolgo sempre al pensier della sua voce…) Baci, parecchi.
compreremo il libro (vabbè, Lorca non è mai abbastanza); per intanto l’accostamento a Gongora per natura mi fa sorridere..di gioia..!!, un saluto, Viola
Libro inutile.
Non per l’autore, che è Poeta sublime ed inimitabile.
Per quel “meglio” che dovrebbe sintetizzare tutta una vita di poesia.
A questo “il meglio” consiglio:
Tutte le poesie, Federico Garcia Lorca, Garzanti, in 2 vol. – traduzione di Glauco Felici
Il mio segreto. Poesie inedite 1917-1919, Federico Garcia Lorca, Einaudi (questo un po’ caro, ma vale la spesa) – traduzione di Glauco Felici
La traduzione di Felici su Lorca è superba.
Per chi non sapesse chi è Glauco Felici, qui una bella intervista:
http://www.librialice.it/news/primo/felici_glauco.htm
Magari il libro non è inutile per chi, come me, legge volenieri l’introduzione di Leopoldo Carra e altrettanto volentieri desidera regalare a chi non lo conosce un libro agile per avvincinarsi a Lorca in un modo dignitoso. Quindi ciò che è inutile per qualcuno può essere utile per qualcun altro.
La poesia in pillole non mi sembra sia una cosa troppo furba.
Di antologie su Lorca ce ne sono tantissime; nel corso degli anni è stato operato un vero e proprio scempio sulla sua poesia e tutti i curatori promettevano di restituire al lettore il meglio, quasi che la poesia possa essere misurata e pesata.
Sarò maligno, ma questa edizione mi sa tanto di operazione commerciale per il Natale alle porte. E Lorca non è il solo ad essere stato amputato per essere antologizzato.
Bah, boh, “Il meglio di…”. Anche a me fa Natale. Comunque chi se ne importa. Magari uno trova un fogliaccio strappato per terra sull’autobus e c’era su scritto qualcosa che gli trasmuta l’esistenza. Se lo porta sempre con sé senza mai sapere che era una poesia di Garcia Lorca. Poi un giorno gli sparano al cuore, ma la pallottola rimbalza via come se avesse colpito la stella di sceriffo in un western.
Anna, hai scritto una poesia. (Te lo volevo dire:-)
Franz
Per i denigratori ed esecratori della fòrmola ‘il meglio di’: siete voialtri al corrente del tempo trascorso dalla pubblicazione in italiano con testo a fronte dell’ultima antologia del Lorca? E, d’altronde, avete un’idea spànta di quanto vasta sia la produzione complèta del Lorca in causa? Grazie d’ogni eventuale risposta – e anche questa è la ragione per cui Leopoldo Carra è un grande, e il gatto Turbominchia pure, tsk tsk.
@ GIOVANNI
Nel 2007 sono uscite almeno 10 antologie di/su Lorca, testo spagnolo a fronto, indicate come “il meglio” o “poesie d’amore” o “poesie erotiche” o “poesie inedite”… etc. etc. etc. Da editori quali Passigli, Adelphi, TEA, Newton, BUR, etc. etc.
L’unica meritevole:
Sonetti dell’amore oscuro. Poesie d’amore e di erotismo. Inediti della maturità. Traduzione di Felici, a cura di Ruiz Portella, Einaudi, 2006.
Lorca insieme a Prévert è tra i poeti più antologizzati e strapazzati. Giovanni, è l’ennesima antologia, l’ennesima, il fatto è questo.
Spiegami perché dovrei avere questa miliardesima antologia di/su Lorca a 12 €, quando con 20.50 € ho l’edizione Garzanti tradotta da Felici, testo spagnolo a fronte?
Non ho 20 € per l’edizione Garzanti, che è poi la più bella… bene, c’è l’edizione BUR, 15 €: la traduzione è di Lorenzo Blini, Renato Bruno e Norbert von Prellwitz (quest’ultimo anche curatore del volume, con una sua bella introduzione),non corrispondente e bella come quella di Felici la traduzione, ma chi si contenta gode. Però l’edizione è bella, carta pesante, copertina cartonata, rilegato: 1200 e passa pagine. Tutte le poesie di Lorca, 15 €, in una edizione che non sfigura e che non è “il meglio”, ma tutto quello che Lorca ha scritto e pubblicato prima che lo ammazzassero.
Credo d’aver risposto ampiamente alla tua domanda, Giovanni.
Ciucca d’Arian, ma che te ne frega dei calcoli temporali? Non ti bastano quelli epatici?
😉
Franz: GRAZIE.
Ma infatti purtroppo pare che al compagno della Repubblica Sovietica d’Armenia Ohannès Choukhadarian i valorosi medici del glorioso ospedale militare di Erevan abbiano rilevato sintomi di cirrosi epatica in stato assai avanzato. Il ricovero gli è stato negato in attesa della decisione prossima ventura del nostro Soviet.
Onore alla compagna Anna Lambertova Bocconi!
Ah, quindi ci sta per lasciare, il valoroso Ohannès? E come pensa che io possa sopravvivere a questa notizia, Khalinin? Si fa così? Si spiattella una verità così crudele senza nemmeno un po’ di tatto? Almeno saperlo in forma privata! (che poi si poteva dedurre anche dalla sua biografia, è vero). Comunque, Khalinin, avrei preferito saperlo in altro modo! (Sprofondo nel mio lancinante, seppur composto, dolore). Per interposta persona – lei – mando a Ohannès tutti i sensi della mia adorazione. Glielo farà presente, sì? Grazie, MK.
Lo Iannozzi è un nuovo, non necessario Manganelli che non ha letto e non gli piace? Yawn, e cambiare disco, di quando in quando? Buona camicia a te, amen e ciaopèpp, diceva Pepinoeu Viola
Ma con tutti i libri inutili che ci sono in libreria, libri che vanno al macero, perché discutiamo così tanto su un’antologia di Lorca? Anche a Guanda vorranno mangiare, no? Il libro è un prodotto come un altro, viene venduto mica regalato. E nessuno ci obbliga a comprare. Hanno tirato fuori questa strenna natalizia, con una nuova traduzione e introduzione che pare interessante(ci fidiamo del Dariàn e abbiamo più di un motivo per farlo). Leggiamolo prima, poi semmai discutiamo. Certe posizioni mi sembrano poco poco frutto di pregiudizi.
Concordo con te, Kolybal’naya cara (nick meraviglioso e assolutamente musicale).
Ah dimenticavo! Anche per questa ragione (quale ragione, questa?! sì questa!) Antonio Silva è grande (e grandi sono i suoni palmi, vero).
Grazie Gaja, ti abbraccio 😉
Anche io, ricambio sempre e con tanto affetto, mia proteiforme amica! 😉
Gaja sei proprio uno splendore
hai una grazia e un calore che passano
il monitor 🙂
ciao amica mia
Nuovo de che?
Direi proprio di no.
Koly: ogni simile attira il suo simile! 😀 (grazie, cara, sei gentilissima!)
Iannozzi, non avendo tempo (scusa) di verificare le tue informazioni bibliografiche, di cui pure, e davvero ringrazio, resta la domanda: sei tu il nuovo Manganelli che, in un articolo famigerato e manco bellissima, diceva del Padrino di Mario Puzo: non l’ho letto e non mi piace?
@ GIOVANNI
Giovanni, ti ringrazio per la nobiltà delle tue considerazioni nonché della considerazione che mi corrispondi, e sì, sono proprio io quel Manganelli. In effetti ho parlato di Lorca ma senza aver mai letto una sola pagina di Federico, men che meno di tutte le edizioni e traduzioni da me citate in questo thread. Fossi in te, caro Giovanni, non esisterei un solo istante a fare di questa mia folle dichiarazione un manifesto, o un avvertimento, come quelli che eppur ci sono ai bordi delle strade che portano dritti all’inferno.
Scusi Giuseppe se mi intrometto, a me sembra piuttosto evidente che Giovanni si stesse riferendo non già alle opere da lei citate o all’opera di Lorca in genere, ma a questo libro nuovo a cura di Leopoldo Carra. Insomma il “non l’ho letto e non mi piace” è da riferirsi a “Il meglio di Garcia Lorca” in questione, non ad altro.
@ kolybal’naya
Cosa c’è da leggere nel supposto “il meglio”?
Questa è una domanda amletica.
C’è da leggere l’introduzione di Carra.
Se a voi sta bene spendere per leggere l’introduzione di Carra, fate, nessuno ve lo vieta. Oppure ve la leggete in libreria o in biblioteca. Che è poi il mio consiglio. Se invece ci tenete proprio ad avere l’introduzione, fate le fotocopie dell’introduzione. Non ci vuole un master in ingegneria per arrivarci da soli. Se poi proprio volete Carra che introduce Lorca, allora compratevi “il meglio”.
Scuatemi, ma davvero pensate che come Giovanni – che non ha tempo – io ce l’abbia per stare dietro a una introduzione “al meglio”? Siamo uomini o caporali?
Cordialmente, ma à la prochain
io penso che il problema del contendere tra giovanni e giuseppe stia nella dedicataria del post.
qui siamo alla gelosia.
proprio
d.
@Demterio. Mi sa che ha ragione lei, proprio sì. 🙂
Mi scusi Demetrio se le ho storpiato il nome 🙂
Siete fuori completamente.
Io non ho mai conosciuto Gaja, se non virtualmente.
E poi sono quasi… fregato dalla mia di donna, che vuole sposarsi per forza, in chiesa per giunta. 🙂
Questo sì che è un problema non da poco. :-)))
Ma perché vuole sposarsi IN CHIESA? Qui sta il nocciolo della questione, secondo me. O siete entrambi ferventi credenti, oppure c’è qualche sottile dinamica di dimostrazione che vorrebbe insinuarsi. Besos. Io mi sono sposata nella mia mente.
Allora Auguri Giuseppe! Che belle le sue parole dette così col sorriso, farci fregare dall’amore è la cosa più bella che ci possa capitare. Al diavolo tutte le diatribe sulle prefazioni, le traduzioni e le postfazioni. Fra i libri e la vita, per quanto amiamo i libri, è sempre più interessante la vita.
Ah, come hai ragione, Koly, amica mia! Sempre di più sulla stessa lunghezza d’onda, noi due, eh? L’amore è tutto ed è bello farsi “fregare” dall’amore. E quanto! (e auguroni a Joseph!) Ti abbraccio forte, Koly!:*
Oh Gaja cara, contraccambio l’abbraccio con tutto l’affetto! Buona serata e a presto 🙂