Ricordo di Antonia Pozzi

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Tempo
Mentre tu dormi
le stagioni passano
sulla montagna.

La neve in alto
struggendosi dà vita
al vento:
dietro la casa il prato parla,
la luce
beve orme di pioggia sui sentieri.

Mentre tu dormi
anni di sole passano
fra le cime dei larici
e le nubi.
II

Io posso cogliere i mughetti
mentre tu dormi
perché so dove crescono.
E la mia vera casa
con le sue porte e le sue pietre
sia lontana,
né io più la ritrovi,
ma vada errando
pei boschi
eternamente –
mentre tu dormi
ed i mughetti crescono
senza tregua.

28 maggio 1935

Il 3.12.1938 morì a Milano in seguito ad un tentato suicidio la poetessa Antonia Pozzi all’età di 26 anni.

9 pensieri su “Ricordo di Antonia Pozzi

  1. stefanie golisch

    a elena :

    esattamente! è proprio quel verso che mi ha sempre colpito di più e che fa intuire che poetessa avrebbe potuto diventare Antonia Pozzi!

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  2. elena f

    la Poesia vive di essenza , e forse lei ha condensato nell’estremo dire, in quel “senza tregua” tutto un mondo, il suo mondo.

    come se non si potesse più dire oltre, come se tutto fosse stato, ormai, detto.tetèlesthai-è giunto a compimento, a volte accade come per miracolo.

    grazie ancora stefanie

    elena f

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  3. stefanie golisch

    … anche il fatto che sono proprio i mughetti che crescono senza tregua: quel fiore così ingenuo in un contesto bellic!
    Questo intuito di Antonia significa che lei ha capito perfettamente che sotto la superfice, in profondità , la terra bolle: che non ci potrà mai essere tregua!

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  4. mimma

    “Per troppa vita che ho nel sangue….” dice di sè Antonia e per troppa vita, non corrisposta, si può anche cercare la morte.

    Grazie, Stefanie per ever ricordato questa grande poetessa, riconosciuta dal grande Montale e per averla fatta conoscere anche all’estero, attraverso la tua traduzione in tedesco.

    un affettuoso saluto
    m.

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  5. francesca genti

    Antonia Pozzi è un’immensa voce della poesia italiana del ‘900.
    grazie stefanie per questo post.
    sotto copio due tra le mie poesie preferite di A.P.

    Il cane sordo

    Sordo per il gran vento
    che nel castello vola e grida
    è divenuto il cane.

    Sopra gli spalti – il lago
    protesi – corre,
    senza sussulti:
    né il muschio sulle pietre
    a grande altezza lo insidia
    né un tegolo rimosso.

    Tanto chiusa e intera
    è in lui la forza
    da che non ha nome
    più per nessuno
    e va per una sua
    segreta linea
    libero.

    25 settembre 1933, Antonia Pozzi

    Canzonetta

    Ciascuno la propria tristezza
    se la compra dove vuole –

    anche in una bottega nera
    austera
    tra libri impolverati
    che si liquidano a prezzi dimezzati –

    libri inutili –
    tutti i TRAGICI GRECI –
    ma se il greco non lo sai
    più –
    mi sai dire perché li hai
    comprati?

    libri inutili –
    POESIE PER I BAMBINI –
    coi fantoccini
    colorati –
    ma se non hai bambini
    tu
    mi sai dire perché li hai
    comprati?

    se non avrai dei bimbi mai
    più

    mi sai dire per chi
    li hai
    sciupati
    i tuoi soldi
    così?

    Ciascuno la propria tristezza
    se la compra dove vuole –
    come vuole –
    anche qui –

    Antonia Pozzi, Milano, 12 maggio 1933

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  6. stefanie golisch

    Grazie tutte!

    Si, Antonia era una grande voce! Anche a me piace particolarmente il cane sordo, tanto è vero che l’ho tradotto in tedesco…

    A Mimma, si, amare troppo la vita, volere troppo, ci porta vicino a desiderare la morte…ma: wer spricht vom siegen, überstehen ist alles!!!

    s.

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  7. sergio garufi

    Grazie Stefanie, il finale su “i mughetti che crescono senza tregua” è meravigliosamente terribile.

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