Io ascoltavo la semina, ma cosa vuoi che sapessi, cosa vuoi.
Tutti gli anni a tradimento che mi dovevano passare. Da
ricordare, da scrivere inceneriti ma non su carta:
bensì sul marciapiede, sui sentieri di città, costellazioni
di rivoli, la pallina del flipper che ero io, esaltata a scosse,
a luminare e suonare ma in realtà sbattendo la testa
contro quei funghi atomici che mi davano punti
contro quei ceppi che mi davano il tilt.
Bionda occhi azzurri, sempre stata. Come te, credo.
Ascoltavo quella semina futuristica bruciata,
troppo belli sempre stati, pieni di trincee.
Bella roba, bambolino. Come ti capisco.
E ti capisco anch’io, bambolina. Che credi?
In anni uguali, uguali a noi e ai nostri sogni di folgore
malandrina, ci stavo anch’io a perdere per un ideale
qual’esso fosse. Biondo occhi azzurri anch’io sì,
e insieme e separati, fratelli che non si conoscevano
percorrevamo su rotelle tirate dalle nostre madri
le strade della metropoli. Non sapevamo niente, è vero
le scosse ci parevano angeli turbati che colpivano
le nostre risorse, il traffico ingigantiva sopra le narici
la sua portata. Fratelli sconosciuti procedevamo
paralleli, nelle prime righe vergate, tu lì e io qui
e oggi queste strade s’incontrano qui, su questo foglio.
(Immagine: Joseph Beuys – Hirschkuh, 1979)

ciao Anna, ben ritrovata. Bello questo tandem poetico (tutto ciò che cerca di uscire dal sé, anche solo per spostarsi sull'”io e te”, è ben accetto). Apprezzo la tensione, nel linguaggio, verso un’autenticità non di maniera. luisa.
Cadrò nella divinità silenziosa e disabitata dove non c’è opera né immagine…
stat rosa pristina nomine, nomine nuda tenemus
Ma che belli questi fratellini,in doppia voce, quasi a canzone: “esaltati a scosse”, oppure “pieni di trincee”.
La seconda voce, un pò baritonale, eh Franz, che spiega di più, dall’abitudine alla prosa..
Maria Pia
Correggo:
“esaltata a scosse” è lei,Anna, al singolare che scrive sempre con voce interiore,ma esposta,poi c’è quell’incipit che rapisce,
“Io ascoltavo la semina..”
Lui condivide e risponde che le scosse “..ci parevano angeli turbati/che colpivano”.. perché lo sguardo è azione..insomma piace questo “ragionar d’amore”.
Ma come funziona, l’uno dà l’incipt, l’altro (cor)risponde, o insieme ad occhi bendati?
Maria Pia
Carissima Maria Pia, diciamo che per questa volta ho dato io l’incipit, ma in quanto nata dai flipper penso di essere sempre e comunque aperta a tutto!
Benritrovata a te, Luisa.
E la Beatrice ci manderà una cartolina muta con su una rosa del deserto, e noi l’apprezzeremo molto.
Ciao e grazie.
http://www.fmboschetto.it/images/geologia/rosadeldeserto.jpg 😉
beh..il flipper lo conosco dai bar….il tilt mi capitava spesso,perchè volevo sempre comandare la mia pallina…vita…però quando si incontrano fratelli ovunque il bello è ritrovarli….ciao cara anna….
mi è sembrato il dialogo/percorso dei fratelli
perduti e poi ritrovati(si),
me li vedo che si scambiano la battuta da due marciapiedi paralleli,
e si salutano, ogni tanto,
con la mano,
scuotendo la testa