Possibile crash test involontario – di Franz Krauspenhaar

cavellini-impronte.jpg

Da Nantes autostrada Bordeaux-Parigi,
dopo seguire Bordeaux———-190 km/h

Uscire St.Philibarbe, seguire cartello MONTAIGU,
prima uscita direzione Bordeaux——–150 km/h
A destra rotonda. Seguire per La Roche sur Yon,
diritto per 30 km——- 160 km/h
si passa Geneston, fino al cartello LES LUCS.

Vicino a stamperia——- 150 km/h

CRAAAAASH.

Tutto questo, morte sul COLPO compresa, sarebbe potuto accadere nel Febbraio del 1997, su un auto a nolo, nel freddo, nella solitudine più disperata.

“Sollevò dal tavolo l’aragosta. Le restavano circa trenta secondi da vivere. Bé, pensò Belacqua, è una morte veloce, che Dio ci aiuti tutti quanti.
Non lo è”. (Samuel Beckett – Dante e l’aragosta)

(Immagine: Guglielmo Achille Cavellini – Fotografie e impronte di Cavellini)

6 pensieri su “Possibile crash test involontario – di Franz Krauspenhaar

  1. robertorossitesta

    Caro Franz,
    grazie per questa citazione del Belacqua di Beckett, proprio in concomitanza con le feste ed i relativi festeggiamenti: serve a ricordarci che mentre esercitiamo la nostra spensierata crudeltà su esseri appena al disotto di noi, altri, appena al disopra, ci stanno facendo esattamente la stessa cosa.
    So che non è facile, anzi forse è impossibile qui; eppure non si può non pensare, con fervore e dolore, che il cerchio maligno andrebbe spezzato.
    Un caro saluto e buon Natale,
    Roberto

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  2. lapoesiaelospirito

    Pebsavo alla morte “veloce” di un incidente stradale. E mi è venuto in mente il finale di quella novella beckettiana.

    Il percorso l’ho effettivamente fatto una mattina di febbraio del 97, ero in Vandea. Non andavo a quella velocità. Ho provato ad aimmaginare qualcosa di tremendo.

    Grazie Rob!

    Franz

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  3. jolanda catalano

    Forse sono l’unica o forse tra le poche persone a cui l’autostrada fa paura.Ho ancora in mente un viaggio in auto, ovviamente non ero io alla guida, Milano-torino-Villa S.Giovanni di circa 18 anni fa. Quel giorno il maltempo aveva deciso di accanirsi e celo siamo portato dietro ,soprattutto la nebbia fittissima in alcuni tratti, fino all’arrivo. Quando sono scesa dall’auto mi sono veramente inginocchiata e ho baciato la terra.Sul sedile posteriore dormivano le mie,allora,bambine.

    un caro saluto
    jc

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  4. mariobianco

    uno, invece,
    che aveva un’ora in più,
    ebbe un lampo di curiosità e si disse:
    Vado a Roche su Yon, cazzo,
    che non ci sono mai andato,
    e mi vedo la piazza grande napoleonica.
    E poi ci è arrivato, là,
    e si è beato sul piazzale,
    poi si dice,
    guardando la statua equestre di Napoleone:
    Quasi quasi mi faccio un ballon de blanc,
    in quel cafè…
    Però guardava ancora Napoleone,
    è sceso giù dallo scalino
    e lo scuolabus l’ha buttato là,
    tutto sparpagliato.

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  5. lapoesiaelospirito

    Doveva andare più piano, quello, rallentare, eh, per andare a La Roche, e gustarsi giustamente un cafè au lait nella piazza napoleonica, e poi mangiarsi uno sfufato a pranzo, telefonare ai suoi capi e fare nella cornetta: “Prrrrrrrrrrrrrrrrr!”.

    Grande Mario!

    Franz

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