Da Nantes autostrada Bordeaux-Parigi,
dopo seguire Bordeaux———-190 km/h
Uscire St.Philibarbe, seguire cartello MONTAIGU,
prima uscita direzione Bordeaux——–150 km/h
A destra rotonda. Seguire per La Roche sur Yon,
diritto per 30 km——- 160 km/h
si passa Geneston, fino al cartello LES LUCS.
Vicino a stamperia——- 150 km/h
CRAAAAASH.
Tutto questo, morte sul COLPO compresa, sarebbe potuto accadere nel Febbraio del 1997, su un auto a nolo, nel freddo, nella solitudine più disperata.
“Sollevò dal tavolo l’aragosta. Le restavano circa trenta secondi da vivere. Bé, pensò Belacqua, è una morte veloce, che Dio ci aiuti tutti quanti.
Non lo è”. (Samuel Beckett – Dante e l’aragosta)
(Immagine: Guglielmo Achille Cavellini – Fotografie e impronte di Cavellini)

Caro Franz,
grazie per questa citazione del Belacqua di Beckett, proprio in concomitanza con le feste ed i relativi festeggiamenti: serve a ricordarci che mentre esercitiamo la nostra spensierata crudeltà su esseri appena al disotto di noi, altri, appena al disopra, ci stanno facendo esattamente la stessa cosa.
So che non è facile, anzi forse è impossibile qui; eppure non si può non pensare, con fervore e dolore, che il cerchio maligno andrebbe spezzato.
Un caro saluto e buon Natale,
Roberto
Pebsavo alla morte “veloce” di un incidente stradale. E mi è venuto in mente il finale di quella novella beckettiana.
Il percorso l’ho effettivamente fatto una mattina di febbraio del 97, ero in Vandea. Non andavo a quella velocità. Ho provato ad aimmaginare qualcosa di tremendo.
Grazie Rob!
Franz
Forse sono l’unica o forse tra le poche persone a cui l’autostrada fa paura.Ho ancora in mente un viaggio in auto, ovviamente non ero io alla guida, Milano-torino-Villa S.Giovanni di circa 18 anni fa. Quel giorno il maltempo aveva deciso di accanirsi e celo siamo portato dietro ,soprattutto la nebbia fittissima in alcuni tratti, fino all’arrivo. Quando sono scesa dall’auto mi sono veramente inginocchiata e ho baciato la terra.Sul sedile posteriore dormivano le mie,allora,bambine.
un caro saluto
jc
uno, invece,
che aveva un’ora in più,
ebbe un lampo di curiosità e si disse:
Vado a Roche su Yon, cazzo,
che non ci sono mai andato,
e mi vedo la piazza grande napoleonica.
E poi ci è arrivato, là,
e si è beato sul piazzale,
poi si dice,
guardando la statua equestre di Napoleone:
Quasi quasi mi faccio un ballon de blanc,
in quel cafè…
Però guardava ancora Napoleone,
è sceso giù dallo scalino
e lo scuolabus l’ha buttato là,
tutto sparpagliato.
Doveva andare più piano, quello, rallentare, eh, per andare a La Roche, e gustarsi giustamente un cafè au lait nella piazza napoleonica, e poi mangiarsi uno sfufato a pranzo, telefonare ai suoi capi e fare nella cornetta: “Prrrrrrrrrrrrrrrrr!”.
Grande Mario!
Franz
concordo con Roberto sul cerchio maligno da spezzare, ma già la percezione di questa situazione è alquanto complicata: ci vorrebbe un’illuminazione corale…