Amare

amare.jpgPer la maggior parte dei bambini prima dell’ età degli otto-dieci anni,9 il problema è quasi esclusivamente quello di essere amati per quello che sono. Il bambino di quest’età non ama ancora; risponde con gratitudine, con gioia all’amore.
A questo punto dello sviluppo del bambino, subentra un nuovo elemento nel quadro: il desiderio di produrre amore mediante la propria attività. Per la prima volta il bambino crede di dare qualcosa alla madre (o al padre), di produrre qualcosa: una poesia, un disegno, o qualunque cosa sia. Per la prima volta nella vita del bambino l’idea dell’ amore è spostata dall’essere amato in amare; in amore creativo.


Devono passare molti anni, da questo inizio, per raggiungere la maturità dell’amore. È così che il bambino, che ora è adolescente, ha vinto il suo egocentrismo; l’altra persona non è più solo un mezzo per soddisfare i suoi bisogni. I bisogni dell’altra persona sono importanti quanto i suoi, in realtà sono diventati più importanti. Dare è diventato più soddisfacente, più bello, che ricevere; amare più importante che essere amato. Amando è uscito dalla cella della solitudine e dell’isolamento, costituita dallo stato di narcisismo ed egocentrismo, prova un nuovo senso di fusione, di solidarietà.
Oltre a ciò, sente la potenza di produrre amore amando – piuttosto che la subordinazione di ricevere essendo amato – e per la ragione di essere piccolo, indifeso, malato, o «bravo». L’amore infantile segue il principio: amo perché sono amato. L’amore maturo segue il principio: sono amato perché amo. L’amore immaturo dice: ti amo perché ho bisogno di te. L’amore maturo dice: ho bisogno di te perché ti amo.

Erich Fromm, L’arte di amare.

12 pensieri su “Amare

  1. Angelo Lucini

    Veramente a me risulta che anche la cacca nel vasino (ovvero molto prima di quanto abbia indicato tu) sia una forma di dono (il dono di una parte di sé) ai genitori, e soprattutto alla mamma…
    “Che bravo! Che bella cacca!” dovrebbe essere il commento di rito, pena dolorosi conflitti anali (la faccio o non la faccio?) e – da grandi – il tipo freudiano anale (che trattiene tutto e non dà nulla di sé agli altri, meno che mai il danaro, non a caso definito “sterco del diavolo”). Auguroni.

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  2. marco guzzi

    Carissimo Fabrizio,
    è sempre piacevole leggere questi pensieri di Fromm.
    Forse sono un po’ troppo ottimistici, nel senso che quello che lui chiama amore maturo difficilmente viene raggiunto in modo completo con il semplice avanzare dell’età.

    Mi sembra cioè che siamo sempre in tensione verso questo tipo di amore, con ricorrenti ricadute nei nostri complessi infantili.
    Anzi, mi sembra che sussista una forza atroce di contrasto rispetto al nostro anelito ad amare libera-mente.

    Se bastasse superare l’adolescenza per vincere il nostro egocentrismo certamente la storia umana sarebbe molto diversa. In realtà le nostre difese egoiche sono fortissime e ci scagliano gli uni contro gli altri con violenza inaudita.

    In tal senso la tradizione cristiana ha sempre saputo che la pienezza dell’amore è un’opera che Dio compie in noi, e che la sua piena realizzazione non ci fa solo diventare adulti responsabili, ma esseri umani trasfigurati.

    Questo è in fondo uno dei significati del Natale:
    il miracolo di Dio che assume la nostra umanità per renderla appunto capace di amare come Lui stesso ama: incondizionata-mente, senza porre condizioni, senza ricatti.

    Auguri affettuosi

    Marco Guzzi

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  3. Stella Maria

    L’amore è dare senza aspettative, senza pretesa di ricevere nulla in cambio, senza volontà di plasmare l’altro a propria immagine. Amare vol dire lasciar andare chi si ama, lasciarlo libero di amarti sia esso compagno, amico, fratello figlio. se non c’è attesa e aspettativa tutto ciò che torna è solo amore vero ed è questa l’energia che governa il mondo, il sorriso e la forza di chi è sicuro di sè e conosce il valore prezioso di un amore libero da catene. Solo così l’amore è gioia di vivere e incontrarsi e travalica tempo e luogo, vive in eterno e arriva al cuore di Dio.
    Per amare così però ci vuole una grande maturità e la capacità di andare oltre l’io, il proprio egoismo e trasformare il nostro bisongo d’amore in amore che nutre l’altro. Più si ama più si è amati, perchè amore non permette all’essere amato di non riamare, dice il sommo poeta. Se è vero amore e non proiezione dei propri bisogni e soddisfazione del proprio ego. Come dice Fromm e andando oltre, l’amore non è una cosa spontanea ma bisogna imparare ad amare così come ad essere felici.
    buon Natale un bacio a tutti
    Stella

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  4. Antonio Fiori

    Gradita e pertinente la citazione di Fromm
    Buon Natale Fabrizio
    Amorevoli auguri a tutti
    Antonio

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  5. elena f

    nella confusione generata sul termine amore è sempre bene fermarsi e riflettere,grazie di cuore.
    ciascuno, poi, veda nel proprio specchio ciò che c’è.

    Buon Natale Fabry!

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  6. Giovanni Nuscis

    Imprescindibile sembra comunque essere l’esperienza pregressa e passiva dell’amore, per poterlo poi esprimere nella forma “matura” di cui parla Fromm.
    In un saggio dedicato a un sogno di infanzia di Goethe (riportato su “Poesia e verità”), Freud sosteneva che “…se un uomo ha ricevuto tutto l’affetto della madre, conserva per tutta la vita una sensazione di trionfo, una fiducia nel successo che non di rado gli procura effettivamente successo, ed è possibile che Goethe abbia dato questo titolo alla sua autobiografia: “La mia forza ha le sue radici nel mio rapporto con mia madre”.

    Grazie, Fabrizio, per questo bel passaggio da Fromm.

    Giovanni

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  7. fabry

    grazie a tutti.

    per conoscere il pensiero di Fromm – tutt’altro che semplicistico o ingenuamente ottimista – bisogna leggere non solo tutto il libro qui citato, ma anche gli altri suoi testi più significativi: “Avere o essere”, “Fuga dalla libertà”, “Anatomia della distruttività umana”.

    per un quadro ancora più completo, vedere anche “La crisi della psicoanalisi”, “Grandezza e limiti del pensiero di Freud”, “La disobbedienza e altri saggi”, “Psicoanalisi dell’amore”.

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  8. NightSwimmer

    Una volta lessi della ricerca svolta da un famoso psicologo americano, che analizzava i comportamenti degli adulti in relazione all’educazione ricevuta. In sintesi, lo studioso evidenziò tre livelli di maturità diversi.

    1) Mi comporto correttamente con gli altri per evitare i rimproveri dei genitori, o per ottenere le loro grazie
    2) Mi comporto correttamente con gli altri perché voglio che loro facciano altrettanto con me
    3) Mi comporto correttamente con gli altri perché ciò rispecchia le mie scelte etiche, si tratta quindi di una scelta gratuita.

    L’evoluzione caratteriale, culminante nel terzo passo, è ovviamente legata all’età. Tuttavia, solo pochi fra gli adulti riescono a distaccarsi del tutto dalla seconda fase, raggiungendo la maturità più pregna.

    Il discorso è perfettamente applicabile anche all’amore, secondo me. Aggiungo che chi è capace di avvicinarsi all’amore nella sua concezione più amplia -amare la bellezza, amare la condivisione, amare la libertà e il sapere- e gratuita, deve essere predisposto alla sofferenza, alla delusione, e spesso questa forza interiore nasce solo da determinati contesti. Non tutti possono averla, e non è colpa loro. Non si tratta solo di coraggio, o profondità, o sensibilità, insomma, ma anche di fortuna, di caso.

    Auguroni a tutti,

    Michele

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  9. jolanda catalano

    Argomento difficile da trattare ma molto semplice da attuare. In generale concordo con l’intervento di Stella Maria ma c’è un punto che mi lascia un po’ perplessa quando dice che più si ama,più si è amati. Non sempre questo avviene, ma, pur volendo, tale affermazione forse annullerebbe la prima ipotesi e cioè che l’amore è dare e basta senza nulla pretendere.
    un caro saluto a Stella Maria,a Fabrizio e a tutti i lettori di lpels.
    jolanda

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