Una collana su Tolkien scrittore. Finalmente.

Restituire Tolkien a Tolkien. Dopo decenni di disinvolte e superficiali appropriazioni, rifiuti di prammatica o sterili dispute ideologiche nasce finalmente uno strumento d’approfondimento rigoroso e assieme divulgativo per spostare l’attenzione su Tolkien dal gossip paraculturale all’ambito della letteratura e dell’indagine filologica. La casa editrice Marietti 1820, una delle più antiche d’Italia, ha inaugurato nel 2007 una nuova collana, denominata Tolkien e dintorni.

Tratto da qui tolkiennew.jpg***

Nel catalogo, volto ad affrontare prevalentemente tematiche di tipo religioso, la collana di critica letteraria, voluta da Emmanuele Morandi e Claudio Antonio Testi, ha confini ben chiari ma non ristretti: Tolkien e dintorni, a indicare che il gruppo di ricercatori da loro riuniti insieme all’Istituto Filosofico di Studi Tomistici e all’editore Marietti pone l’attenzione, non solo sull’autore de Il Signore degli Anelli, ma su tutti gli Inklings (letteralmente gli «imbrattatori d’inchiostro»), quel gruppo costituito in gran parte da professori di Oxford, animato dallo stesso Tolkien, ma anche da autori come C.S. Lewis, Charles Williams, Owen Barfield. La Marietti aveva già pubblicato nel 2005 il saggio J.R.R. Tolkien: la via per la Terra di Mezzo, che è stato lo spunto e l’inizio ideale della collana. È un’affascinante ricostruzione delle fonti letterarie dalle quali J.R.R. Tolkien ha tratto ispirazione per creare il mondo in cui è ambientato Il Signore degli Anelli. L’autore del volume, Tom Shippey, è il più noto e stimato degli studiosi tolkieniani e, dopo aver insegnato Filologia Inglese e Medievale alle Università di Oxford e Leeds (dove anche Tolkien insegnò durante la sua carriera universitaria), è attualmente docente all’Università di St. Louis negli Stati Uniti. L’inizio ufficiale di Tolkien è dintorni è avvenuto con Schegge di Luce. Logos e linguaggio nel mondo di Tolkien, uno dei più apprezzati studi di critica tolkieniana nel mondo anglosassone, che analizza il tema della mitopoiesi e della sub-creazione nell’opera del Professore di Oxford: il ruolo della parola nel mito, alla base di gran parte dell’opera della vita di Tolkien, Il Silmarillion. L’autrice, Verlyn Flieger, di cui in Italia la Bompiani ha già pubblicato la versione annotata de Il Fabbro di Wootton Major, è docente di mitologia e studi medievali presso l’università del Maryland, autrice di libri fondamentali per capire aspetti filosofici dell’opera tolkieniana, e curatrice con Douglas A. Anderson e Michael Drout, i Tolkien Studies, collezione di saggi interamente dedicato all’analisi delle opere di Tolkien. Con Tolkien e la Grande Guerra, la cui traduzione è a cura di Lorenzo Gammarelli, l’attenzione si sposta su un punto di vista più storico-biografico, in quella che è una lucida, dettagliata e documentatissima cronaca della vita di Tolkien nel decennio fra il 1910 e il 1919: sono gli anni trascorsi da Tolkien in guerra in Francia, ma anche a Oxford come studente universitario, e prima ancora a Birmingham come studente liceale. L’autore, John Garth, giornalista e studioso di Lingua e Letteratura Inglese a Oxford, riesce a mostrare che l’esperienza della Prima Guerra Mondiale è una delle chiavi principali per capire il perenne fascino delle storie della Terra di Mezzo. La collana Tolkien e dintorni non poteva quindi avere esordio migliore. L’alto profilo delle opere presentate proseguirà in primavera con C. S. Lewis: Narnia e oltre, di Thomas Howard, che si concentra sull’amico e collega di Tolkien, autore di opere di grande successo come Le Lettere di Berlicche e Le Cronache di Narnia, che ha recentemente ispirato il cinema.

Roberto Arduini

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