Verrà (non ti curare) con nitido
rigore di geometria verrà il tempo
docile dell’inventario, ragioniere
asfittico e torvo per l’azienda
da portare avanti secondo le esatte
leggi del mercato computando costi
e ricavi, perdite e profitti, e bisogna
– anzitutto bisogna – riordinare
il giro, eliminare le cosiddette spese
improduttive, pervenire al pareggio
(meglio d’ogni cosa un paio di buoi
macellati freschi e vendere tutto:
lombi, muscoli, sangue e acqua,
la pelle, fegato e budella,
triturare perfino le ossa e farne
concime – vita che dà altra vita – )
e dietro la vitrea esangue angoscia
(in tal nome filosofi eunuchi celano
l’inutile ricerca d’identità) che ti
coglie alla nuca, ma con l’uso di un
poco di ragione – secondo l’accurata
saggezza d’Epicuro – pure per te
arriverà di netto il plusvalore
finalmente perentoriamente
trionfante mostrerai a sconcertati
dèi il tuo bel verbale omologato.
1976
Su Sebastiano Addamo (1925-2000), importante poeta, prosatore e saggista siciliano, in rete è attivo un sito molto ricco di materiale, perciò assai prezioso, tenuto conto che la maggior parte delle sue opere è attualmente fuori catalogo.

Questa poesia è drammaticamente attuale e mi sono letto un po’ di poesie dal sito. Interessante! Lo conoscevo solo di nome e credo che approfondirò, sperando di trovare qualcosa nei mercatini…
Un caro saluto e grazie ad Enrico
Molto bello! Grazie, sicuramente da approfondire.
Bellissima questa poesia di Addamo! Io avevo tradotto alcune sue poesie in tedesco – finora purtroppo inedite… Come fa un tale poeta essere completamente dimenticato nel suo paese??
Un saluto,
Stefanie G.
Ho amato subito questa poesia e l’ho letta e riletta.La prima terzina,con quel verrà ripetuto a breve distanza mi ha fatto pensare a un poeta la cui lucidità d’esposizione è davvero straordinaria.
jolanda
Salve,
sono il curatore (webmaster mi sembra eccessivo) del sito dedicato a Sebastiano Addamo. Vorrei esprimere gratitudine a tutti voi, in particolare ad Enrico Di Lea per aver aperto questa “discussione”.
paolo