L’11 gennaio 1977 morì a Roma Vittoria Guerrini alias Cristina Campo. Vorrei ricordarla con una poesia che lei dedicò alla compagna spirituale della sua vita, a Simone Weil.
Disse della Campo l’amico Remo Fasani : Era una personalità forte, un po’ eccessiva. Felice e infelice al contempo. Felice perché aveva una intelligenza portentosa, infelice perché mirava troppo in alto.
Elegia di Portland Road
Cosa proibita, scura la primavera.
Per anni camminai lungo primavere
più scure del mio sangue. Ora tornano sul Tamigi
sul Tevere i bambini trafitti dai lunghi gigli
le piccole madri nei loro covi d’acacia
l’ora eterna sulle eterne metropoli
che già si staccano, tremano come navi
pronte all’addio…
Cosa proibita
scura la primavera.
Io vado sotto le nubi, tra ciliegi
così leggeri che già sono quasi assenti.
Che cosa non è quasi assente tranne me,
da così poco morta, fiamma libera?
( E al centro del roveto riavvampano i vivi
nel riso, nello splendore, come tu li ricordi
come tu ancora li implori).
( Portland Road è l’ultimo indirizzo di Simone Weil a Londra dove morì nell’agosto del 1943.)

imperdonabilmente bello, Stephanie, l’avverbio è d’obbligo, grazie. Cristina diceva di avere “l’orecchio assoluto” per la letteratura, e in qualche modo l’aveva. Ricordo la bella biografia di Cristina De Stefano, Belinda e il mostro, Adelphi 2002. E anche la sua cura e traduzione di William Carlos Williams (Il fiore è il nostro segno insieme con Vanni Scheiwiller (2001)).
Bei versi, mi son permessa di trasmetterli segnalando il post.
Cosa proibita, come tutte le cose belle..questi versi tetimoniano anche- dell’amicizia spirituale fra le due donne, la Weil e la Campo.
Maria Pia Q.
Donne così – Ce ne sono, ce ne sono ancora, camminano fra noi senza fare rumore – Basta avere il coraggio di sfiorar loro la mano, di star loro vicini ma non troppo, per non soffocarle, e camminare insieme a loro per un lungo tratto di strada, il più lungo possibile.
Grazie e un caro saluto,
Roberto
infelice perché mirava troppo in alto
bellissimi versi
Faccio parlare ancora Cristina Campo che nelle sue lettere a Mita scrive :
Non esistono porte chiuse, ma solo porte dalle quali si sceglie se passare o no.
Pudore davanti alla parola ( alla fine inpronunciabile..) e infinito rispetto per il silenzio che la circonda : questo forse è il nucleo più intimo della poetica di Cristina Campo.
Un caro saluto,
Stefanie G.