10 pensieri su “Les faits divers #2 – di Francesco Forlani

  1. Sparz

    per un calamitoso destino, il nome dei Thyssen fa un cammino terribile nella storia degli ultimi decenni: come un funereo legame, connette la strage di Torino dello scorso dicembre, con quell’altra, non più grave, ma di proporzioni enormemente maggiori, del popolo ebraico che sta e starà per un pezzo nella memoria di tutti (così come deve starci quella di Torino). Leggetevi questa:
    BERLINO — Ci sono storie che, come i peggiori fantasmi, restano nell’aria per decenni. Poi, all’improvviso, si materializzano e lasciano senza fiato. Questa è una di quelle. La notte tra il 24 e il 25marzo 1945, le truppe dell’Armata Rossa erano a 15 chilometri dal castello di Rechnitz, sul confine tra Austria e Ungheria, residenza di Margit Thyssen-Bornemisza, maritata al conte Ivan Batthyany. Che il Terzo Reich fosse al crollo era chiaro, ma gli dei caduti erano più sprezzanti e mostruosi che mai. Margit organizzò l’ultima festa: 40 persone, tra Gestapo, SS e giovani nazisti. Fino a mezzanotte, balli, vino, liquori. A quel punto, però, serviva qualcosa di speciale che potesse fare ricordare quei momenti cruciali. Franz Podezin, un amministratore della Gestapo che aveva anche una relazione sessuale con la Thyssen-Bornemisza, prese l’amante e una quindicina di ospiti, li armò e li accompagnò a una vicina stalla.

    In alcuni locali del castello, erano ospitati (in condizioni tremende) circa 600 ebrei…

    il seguito lo trovate qui: http://www.corriere.it/cronache/07_ottobre_19/festa_nazista.shtml
    Non c’è limite all’orrore. Certe volte, occorre gettare il cuore oltre l’ostacolo con una forza enorme, per sopravvivere.

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *