Sanvalentinata fuori programma

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di Maria Grazia Calandrone

La clamorosa dolcezza delle clavicole, la percussione cessata

dei finimenti muscolari, le valvole

che l’hanno finalmente abbandonata

sulla terra, l’angolo umile che fa la testa

per celare il sorriso

sulla cruda colonna del corpo

dice: ti ho aspettato per tutta la vita

ho visto la tua vita

nei miei sogni e tutta, notte

dopo notte, si risolveva nel perdono. In certe svolte

quando il cielo pieno di meraviglia coincideva

con la bolla degli alberi agitati dalla piena

luna, io mi svegliavo

per causa dei tuoi sogni

e portavo il tuo nome come una bandiera

che saliva dal petto e mi rendeva

invisibile: di me

si vedeva soltanto il tuo nome. Io sapevo

che avremmo dovuto terminare vicini

qualunque cosa nel frattempo fosse stata di noi. Adesso

eccomi, sono qui per finire

nella tua fine, per aspirare l’ultimo respiro

dalla tua bocca

e soffiarlo attraverso la bocca

che dopo te nessuno

ha più baciato,

al cielo.

19 pensieri su “Sanvalentinata fuori programma

  1. Gaja

    Sì, è proprio quella che ho ascoltato, con somma gioia, sul tuo myspace, mia cara.
    E ripeto: le tue poesie sono viaggi infiniti, che la tua voce rende indimenticabili. Quando leggi tocchi corde profondissime e vitali.
    Grazie, grazie, grazie per tutta questa vita!

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  2. beppe s.

    ciao maria grazia, dopo il tuo libro non ci siamo più sentiti. questa poesia che leggo ora, qui, è: bella, molto. sono contento.
    a presto?
    beppe

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  3. maria grazia

    Trovare grazie, “sono contento” – sotto una dura cosa scritta è una cosa di un altro mondo, un mondo quasi insostenibile ma il solo dove valga la pena vivere. E Gaja che dice vita dove l’apparenza porta scritta la morte: piccoli segni profondi. Sì, Beppe: a presto!
    Un abbraccio per voi,
    Maria Grazia

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  4. Renata

    “di me / si vedeva soltanto il tuo nome” … Maria Grazia, questo testo è di una bellezza struggente – è di un bello che fa male e fa bene per quanto fa male.
    Grazie, Re

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  5. francescomarotta

    “A ogni gioia ho assegnato la sua gloria, a ogni verità la sua evidenza, a ogni tristezza la sua fecondità.” (Roger Caillois, Art Poétique)

    Grazie, grande MGC, della condivisione di questi versi e del loro carico.
    Un abbraccio.

    (…)

    fm

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  6. Gaja

    Io sono felice, *felice*, quando posso leggere poesie così. Strazianti, dolorose, crudeli, ma, per l’appunto come dice Francesco Marotta, “cariche”.
    E i tuoi versi sono tutto questo, quindi sono vita, emozione, pensiero e riflessione.
    Io ti ringrazio ancora, cara. Leggo e rileggo e non me ne sazio mai.

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  7. maria grazia

    cara la mia, mi toccherà trasmetterti l’intero corpo dal quale è tratto questo brandello! il poemetto, intendo, o invitarti a casa per un tè… “Nulla sia noto di noi che il sorriso”, scriveva Chopin, caro Francesco F: parole da scolpire sopra ogni circostanza. E a Renata e a Francesco M, che dicono entrambi come da tanto dolore nasca la luce: quando si ha male la via più facile è sentirsi giustificati a irradiare miseria fino a tradire, mentre la gioia più limpida è nel perdono, nel toccare da soli la feccia del nostro cuore fino a trovare quello che non cede. Perdonate la sentenziosità! Con affetto, Maria Grazia

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  8. Gaja

    Dovrai, dovrai senz’altro. Lo sai che sono avida delle tue poesie.
    Sottoscrivo ogni tua parola, cara. E anche quelle di Renata e di Francesco.

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  9. Giovanni Nuscis

    Una poesia che muove, forte, nel profondo.

    “toccare da soli la feccia del nostro cuore fino a trovare quello che non cede”. E’ proprio (e sempre dovrebbe essere) così, Maria Grazia.

    Un abbraccio

    Giovanni

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  10. lapoesiaelospirito

    “…e portavo il tuo nome come una bandiera

    che saliva dal petto e mi rendeva

    invisibile: di me

    si vedeva soltanto il tuo nome.”

    Anche qui vai proprio al cuore delle cose, secondo me.

    Ciao, Mg.

    Franz

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  11. luigia sorrentino

    “La clamorosa dolcezza delle clavicole, la percussione cessata/ dei finimenti muscolari, le valvole/ che l’hanno finalmente abbandonata/ sulla terra, l’angolo umile che fa la testa/per celare il sorriso/ sulla cruda colonna del corpo/dice: ti ho aspettato per tutta la vita/ ho visto la tua vita/
    nei miei sogni e tutta, notte”

    questi tuoi versi bellissimi, mi fanno pensare alla vita che si fa vita… alla vita che ritorna, come un sogno desiderato a lungo… e che ritorna…
    tanti auguri, Maria Grazia. Luigia

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  12. maria grazia

    Gaja, Giorgio, Giovanni, Cristina, Nadia, Franz, Luigia – Valter, Beppe, Francesco, Renata: voglio soltanto unire i vostri Nomi in un abbraccio
    Maria Grazia

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  13. jolanda catalano

    Adesso che finalmente sono riuscita a scrollarmi di dosso il lutto per S.Valentino,
    posso dirti che ho letto versi magnifici,di un impatto sorprendente e di un’eleganza che fa bene agli occhi e al cuore.
    grazie
    jolanda

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