Addio avvocata delle donne – di Stefania Nardini

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I luoghi del dolore, dove era in gioco la giustizia, le piazze, le assemblee. Tina la trovavi sempre, c’era.
Era la bandiera di tutte noi che volevamo cambiare, che volevamo difendere la nostra dignità quando i processi per stupro erano la seconda violenza che una donna era costretta a subire. Tina era il nostro avvocato. L’avvocata di tutte le donne.
I grandi processi come quello del Circeo ma non solo…. Tina era l’amica della povera gente che non sapeva come difendersi, la donna che si batté con tutte le sue forze per la legge sulla violenza sessuale.
In quella legge c’è tanto di lei. La nostra storia di donne che intraprendevamo il percorso della rivendicazione dei diritti in quanto persone, la vedeva con noi . Sempre.
Tina Lagostena Bassi chiedeva giustizia nelle aule di Tribunale. E noi eravamo con lei. Noi le giovani croniste che all’epoca anche nei giornali facevamo le nostre battaglie. Con i nostri taccuini a registrare l’angoscia di donne che secondo le procedure processuali di allora passavano per le provocatrici, per la legge addirittura un problema di morale pubblica. Il corpo, l’essere persone non contava…. Tina si batteva. E con lei le donne che ad ogni processo erano presenti come parte civile. Cosa si era inventata! Una donna di diritto, che seppe utilizzarlo con una creatività dirompente in un’Italia regolata da leggi vecchie quanto dolorose.
Tina è volata via ieri mattina per un’emorragia cerebrale. In un attimo. Non era malata.
In questi anni ha continuato ad occuparsi del dolore degli altri con la forza del silenzio.
Se ne è andata la settimana in cui si celebra la mimosa. Un ramoscello di quel fiore l’ha portata con sé. Ma il fiore continua a germogliare amica mia. Perché, come tu dicevi, poi alla fine restano le energie delle persone.
Addio avvocata delle donne!

9 pensieri su “Addio avvocata delle donne – di Stefania Nardini

  1. Sonia da macerata

    Nelle mie lacrime ,questo modesto,non bastevole ricordo:

    A TINA

    E la mimosa spargerà i tuoi fiori
    quando del vento riaprirà le nari
    e gemmerà,fiore sospeso pendulo
    sopra ad un sonno tremulo di nostre leggi
    a rimembrar riverberi di fiera posa
    Tu ,chiara madre amazzone maieutica, tu che
    non hai dormito nella facile insipienza,tu sola
    dell’ignoranza devastatrice,furia furiosa,
    e sentinella
    di una futura sposa,
    o di una madre,d’una sorella.
    quel fiore croco su te si poggi,
    della tua linfa,nei tribunali
    e gemmi per le strade e trovi radici,sin nei suburbi.
    Fanne l’ancella depositaria
    un fiero alfiere,una vedetta
    d’ una Venerea ara.
    Tu ,donna sorella amatissima
    anima salvifica,ora dormi.
    Reclina il capo e posa,sovra i tuoi figli di mimosa.

    Grazie,AVVOCATA

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  2. Cristina

    Sull’altro post, relativo alla mimosa, si parlava proprio dei diritti delle donne e di come questi diritti vengano spesso rimessi in discussione, quando sembravano qualcosa di ormai consolidato, per cui la morte di Tina Lagostena Bassi, in coincidenza con la situazione che stiamo vivendo, mette ancora più tristezza.
    Cristina

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  3. Bianca Madeccia

    Cristina, so che non è una cosa elegantissima da dire proprio ora, ma a me, questa morte, in questo momento, sembra quasi un passaggio di testimone. Si è persa una voce importante. Ora tocca a noi.

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  4. Orsola Puecher

    Un ricordo commosso e riconoscente di Tina Lagostena Bassi che per prima pronunciò nelle aule di tribunale la parola “stupro”, che nelle sue arringhe chiamava le cose con il loro nome,diretta, senza retorica, decisa, asciutta, ironica, tagliente: niente fronzoli e fiori che si tingono di alcunchè.

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  5. Giuseppe Iannozzi

    M’inchino.

    E spero di tutto cuore che qualcuno raccolga la sua eredità di giustizia, di umanità, di forza morale, perché quello che ha fatto Tina per le donne non puo’ finire con lei, lei non l’avrebbe voluto.

    Ciao Tina.

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