Like a prayer

Sarah carissima,

scendendo dall’aereo ho avuto una strana sensazione. Non sono una superficiale: quello che faccio è pubblicità, e lo so bene; corrisponde all’immagine fabbricata da un’équipe di sociologi e psicologi di massa; ma, scendendo dall’aereo, ho avuto una sensazione diversa dalle solite. Ho pensato che la gente potrebbe fare a meno di me, poche ore dopo il mio ritiro: ascolterebbe ancora la mia musica, ammirerebbe i video, acquisterebbe i gadgets. Ma farebbe a meno di me, e questo mi tormenta. Voglio metterti in guardia. Stai scendendo in campo per difendere un’idea, che spero sia radicata in te, profondamente. Ogni tua parola, ogni tuo gesto, sono pilotati da un’équipe di specialisti. Ma potrebbe esserci qualcosa al di là della rete di mosse già decise. E’ quello che conta. Se quello non ci fosse, Sarah carissima – ti consiglio, ti supplico – lascia perdere l’impresa. Con i concerti ho chiuso. La sensazione che ti dicevo non mi lascerà più scampo: ho tentato di aggirarla in ogni modo, ma è sempre lì, che aspetta, ovunque sia, e in qualunque condizione io mi trovi. Non potrò più indossare il body nero, nè riuscirò a sedermi sul trono tutto d’oro; non accetterò più che la mia immagine, già duplicata nella vita, sia decuplicata sullo schermo; nemmeno potrò credere alle urla dei miei fans, nè sopporterò più a lungo la montagna di dollari investita in effetti ultraspeciali. Sarah, sto male a pensare che sono stata questo, fino a oggi. Pensa a te: all’immagine che ti hanno progettato, e che potrebbe saltare con una semplice gaffe, come quella del tuo diretto concorrente. Pensaci, Sarah. Io ci ho pensato. D’ora in poi sarò me stessa. O almeno cercherò. Provaci anche tu. E’ un consiglio disperato. Come una preghiera.

Ti voglio bene.

Veronica

10 pensieri su “Like a prayer

  1. nadia agustoni

    Le icone sono difficili da digerire, le icone pop poi…
    ho sempre pensato però che ci siano cose peggiori, gente più indigesta dei cantanti divi ecc. Anche se la Cicoone è riuscita a rifilare al mondo pure i suoi impegni mistici.

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  2. lambertibocconi

    La Ciccone può non piacere e stop, non la si ascolta e ciao. La Palin invece… che paura! Proverbio di A.L.B.: “E’ sempre meglio un pessimo artista che un ottimo militare”.
    Slogan-indovinello: “Meno Palin e più Panil”. (Dovete indovinare cos’è la Panil, spero che qualche fortunato lo sappia già).
    Bonne dimanche.

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  3. Sir Nione

    In tutta onesta, m’ha garbato, o almeno divertito, l’uscita della signora, intendo la dedica al papa di “Like a virgin”. In fondo il predecessore di B12 affermava che la donna è donna o se è vergine o se è madre, insomma: un aut-aut decisamente ironico, in realtà un’accusa verso la maggior parte del mondo femminile. In quanto a ironia la Ciccone non l’eguaglia minimamente, certo, però è pur sempre una buona battuta.

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  4. lorpat

    Ma c’è sempre “qualcosa al di là della rete di mosse già decise”. E chi lo dice è sempre troppo lucido e troppo fesso. E poi ancora: “Ho pensato che la gente potrebbe fare a meno di me”. La gente di sicuro, ma gli altri?

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  5. carmine vitale

    Faticosamente ribellando l’illusione
    Sbarre invisibili spuntano davanti ai piedi
    Oscurano la vista
    Magia nera dilagante
    Improvvisamente il fuoco sull’acqua
    Spatolando liberamente
    Ora e per sempre
    E’ tempo di risalire il fiume
    Verso la sorgente

    birra panil
    c.

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  6. fabrizio centofanti

    grazie, amici.
    penso che sia utile fare esercizi di questo tipo. il successo ha meccanismi che si possono analizzare a largo raggio: si tratta di ipotesi che mettono in evidenza la libertà delle nostre scelte. del resto è evidente che il successo, a volte, non risolve i problemi fondamentali della vita; anzi, può capitare che li esasperi.

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  7. Chiara Daino

    «Non sono un angelo e non pretendo di esserlo. Non è uno dei miei ruoli. Ma non sono nemmeno il diavolo. Sono una donna e una seria artista, e gradirei essere giudicata per quello»

    e lascio a Maria [Callas] il commento/chiusa alla lettera di Madonna [Louise Veronica Ciccone] -per come Fabrizio ha condensato: la preghiera. E’parola. E la parola – ogni parola – è Politica. Ogni Arte è Atto – preciso e presa [di posizione/di pubblico]. E non trovo differenze tra Veronica/Sarah se non: scelte/strade.

    Se un domani la Signora Ciccone dovesse decidere di [provasse a] diventare Presidente degli Stati Uniti – quale esito?
    Se i cantanti – oggi – sono [per molti] i soli poeti, gli stessi cantanti – domani – non potrebbero essere i soli politici?

    Grazie Fabry,

    Chiara

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  8. massimo

    né duplicata né decuplicata, solo “se stessa”. come se dicesse: *è bene per ME che IO me ne vada*. ma non andrà, *altri* – fans o specialisti – non la faranno andare…

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