C’è un solo italiano tra i morti di Mumbai

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C’è un solo italiano tra i morti di Mumbai. Siamo tutti contenti, noi italiani. Gli stranieri, sono strani. Voglio prendere una stanza, all’albergo di Mumbai. Fare il giro della morte, sotto il fuoco incrociato. Col sangue che schizza, capire dov’è la differenza, di cui mi hanno parlato. Prenotatemi una stanza, all’albergo di Mumbai: per sapere cosa cambia, da passaporto a passaporto.
Da morto a morto.

14 pensieri su “C’è un solo italiano tra i morti di Mumbai

  1. Giuseppe Panella

    tutti i morti sono uguali e tutte le morti opinabili
    quando non sono naturali/
    tutti i morti sono frutto di morti avvenute una volta
    sola, tanto basteranno gli altri, i vivi, a replicarla/
    si muore soli anche sotto i riflettori
    e si muore male anche quando si è diventati
    vecchi e inutili non solo a se stessi /
    cercare il riparo del ricordo serve a dimenticare
    che morire non è come partire, nonostante il viaggio…

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  2. augusto

    C’è la famosa frase del predicatore-poeta , come te Fabrizio, John Donne, che ogni tanto dovremmo richiamare alla memoria collettiva, come fece Hemingwuay in “Per chi suona la campana”:… “Ogni morte di un uomo mi diminuisce, perchè io partecipo dell’umanità. E così non andare mai a chiedere per chi suona la campana: Essa suona per te”.
    Il capolavoro di questo discendente di Tommaso Moro fu proprio “Il duello della morte”.
    Un abbraccio.
    Augusto

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  3. Gaja

    Bravissimo, Fabry.
    Grazie di aver scritto questo post, con queste parole, con questa asciuttezza!
    Sono le stesse cose che ho pensato io nei giorni scorsi.
    Grazie ancora!

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  4. jolanda catalano

    Cambia niente, caro Fabrizio. La morte è morte ovunque si fermi.

    A volte crediamo che la lontananza geografica possa “mettere a tacere” la nostra coscienza, salvarci, in qualche modo, da un dolore che non ci appartiene. E invece non è e non dovrebbe mai essere così.

    abbracci

    jolanda

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  5. fides&ratio

    uno è il cuore del mondo che soffre per lo scempio provocato dalla cieca violenza . uno il dolore per tanto strazio.uno il colore del sangue crudelmente versato.

    grazie, fabry

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  6. Alessandro Ghignoli

    purtroppo ognuno è della sua tribù.
    e poi vallo a dire a quel ‘solo’ che è morto… che è solo, ne sarà felice.

    un abbraccio

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