io penso che tutte le verità importanti sugli avvenimenti italiani degli ultimi sessant’anni non le sappiamo e non so se si sapranno mai. Grave e arduo mestiere quello dello storico…..
Ho parlato a lungo, a suo tempo, con il sen. Giorgio De Giuseppe, concittadino , allievo e amico di Moro. Mi ha detto chiaramente che “non” si è mai voluto veramente trovare il covo dove Moro era tenuto segregato, e che proprio nel periodo di “massimo controllo” – subito dopo il rapimento dello statista – lui si è recato da Roma a Maglie con la propria auto tranquillamente ( nel portabagagli poteva esserci il corpo di Moro) , senza che nessuno controllasse. E ciò avveniva nella generalità dei casi.
Insomma pur non avendolo detto espressamente , il senatore ha lasciato intendere che erano in molti a volere morto Moro, per cui nulla si può escludere anche per quanto riguarda le modalità del rapimento e della strage della sua scorta . Del resto Moro stesso ne è perfettamente consapevole, quando scrive, in una delle sue ultime lettere: “Può essere che un Paese come l’Italia , ricco di sentimenti , capace di cogliere la sofferenza in tutte le sue forme, per istinto indotto all’equità, sia stato così duro, spietato, miope, monocorde in questa circostanza?”
Ciao, Fabrizio. Un abbraccio.
Augusto
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Il passato non passa mai,
aspetta solo le nostre maldestre rimozioni per saltar su e tagliarci i garretti.
Grazie Fabrizio, ciao,
Roberto
io penso che tutte le verità importanti sugli avvenimenti italiani degli ultimi sessant’anni non le sappiamo e non so se si sapranno mai. Grave e arduo mestiere quello dello storico…..
Roberto e Antonello, grazie.
sì, ci sono molte cose che non sappiamo.
e molte di esse finiranno sotto terra per sempre, come i loro custodi.
Ho parlato a lungo, a suo tempo, con il sen. Giorgio De Giuseppe, concittadino , allievo e amico di Moro. Mi ha detto chiaramente che “non” si è mai voluto veramente trovare il covo dove Moro era tenuto segregato, e che proprio nel periodo di “massimo controllo” – subito dopo il rapimento dello statista – lui si è recato da Roma a Maglie con la propria auto tranquillamente ( nel portabagagli poteva esserci il corpo di Moro) , senza che nessuno controllasse. E ciò avveniva nella generalità dei casi.
Insomma pur non avendolo detto espressamente , il senatore ha lasciato intendere che erano in molti a volere morto Moro, per cui nulla si può escludere anche per quanto riguarda le modalità del rapimento e della strage della sua scorta . Del resto Moro stesso ne è perfettamente consapevole, quando scrive, in una delle sue ultime lettere: “Può essere che un Paese come l’Italia , ricco di sentimenti , capace di cogliere la sofferenza in tutte le sue forme, per istinto indotto all’equità, sia stato così duro, spietato, miope, monocorde in questa circostanza?”
Ciao, Fabrizio. Un abbraccio.
Augusto
concordo parola per parola, Augusto.
grazie.
fabrizio