entrambi da oscar…
la scelta sarebbe nel finale?
“o fai di tutto per vivere, o fai di tutto per morire!”
solo questa può essere una scelta libera…
(adoro Morgan Freeman)
Caro Fabrizio, ti voglio parlare di un poeta che da sempre insegue il mito della libertà. Si tratta di Brana Sumanac , che ho conosciuto una decina di anni fa , un serbo con la memoria implacabile di un Ivo Andric del “Ponte sulla Drina” , e con un’anima smisurata e assetata di infinito , che ha radici nella Grecia Antica , dove attualmente vive , non distante dal mitico monte Athos . Vive lì , come una sorta di monaco laico legato alla tradizione bizantina-ortodossa, la sua stagione ultima e totale , quella dello Spirito. Ma non dimentica le stagioni dell’Errore, le sue memorie frastagliate lungo percorsi accidentati , ostacoli e passaggi obbligati. Anche lui ha attraversato le regioni della Sofferenza, della Lotta e della Paura; ha sopportato il peso del Dubbio , l’annichilimento della coscienza Smarrita , la Tentazione del Nulla, ha sopportato la Prigione di sé stessi , le Angosce, La disperazione ( “oscilla disperato nell’universo l’uomo”,) come ognuno di noi , e ha capito dell’ Inconsistenza di tutte le altre strade (scienza, mito e letteratura , storia e filosofia) per arrivare all’
Incontro con Dio attraverso la Pietà , l’Umiltà e la Preghiera:
“Signore, dammi la Tua Presenza,/sia anche per un solo istante, senza Quando e Perché”
E’ allora che ha cercato Dio “nell’indefinito punto di tutti i principi e tutti i termini” soffrendo a lungo del Suo “silenzio” , quel silenzio di cui soffrì lo stesso Cristo: “ Dio, Dio mio perché mi hai abbandonato?” Ma poi si è rotto quel “ cerchio chiuso” ed è riuscito ad entrare in contatto con l’Infinito , iniziando il suo “ viaggio spirituale nei luoghi dell’Amicizia e dell’Amore” per un’ “ avventura
della fede sul tortuoso cammino dei ricordi e della nostalgia “ , per
recuperare la dimensione spirituale dell’anima, “ riscoprire l’essenza della
vita e la presenza di Dio in ogni vicino, in ogni vero incontro”.
La sua poesia è testimonianza del forte sentimento etico e religioso dell
’esistenza che lo pervade, lo permea. E’ un perenne canto d’amore a Dio ed
è in qualche modo missionaria, perché fatta di incantata fiducia nell’
uomo, nella capacità di redenzione dell’uomo , nonostante tutto . Ma
soprattutto cerca “l’oltre” attraverso la magia della parola . Nei suoi
occhi azzurri precipitano tutti i falsi splendori , gli inganni e le
pagliacciate del passato, i fremiti e i deliri e i dolorosi affanni del
mattino “sulla pietra dell’inutile” , le attese e le angosce dell’
esistenza; in quegli occhi comincia il cammino vero , la vita vera , che è
ricerca di Dio , preghiera che purifica l’animo , che ti libera dalla
prigione del tempo e ti predispone all’incontro ultimo con l’anima intera.
“”“Che cos’è l’amore per il prossimo /se non una preghiera in due , / fedeli
come ombre di luce?”””
Non so se sia molto attinente , in senso stretto, al tema del film, ma mi sembrava giusto far conoscere un poeta del genere in un blog che parla della poesia e lo spirito.
Un abbraccio e buon Natale.
Augusto
sempre da postazioni di fortuna (domani viene il tecnico, speriamo bene).
molto interessante, Augusto: se mi scrivi un articolo su Brana Sumanac lo pubblichiamo senz’altro.
grazie di cuore.
un abbraccio
fabrizio
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bello!
ma non credo sia così semplice, non per tutti.
Grazie, fabry
Nessun dubbio: buona la prima 🙂
Blackjack.
entrambi da oscar…
la scelta sarebbe nel finale?
“o fai di tutto per vivere, o fai di tutto per morire!”
solo questa può essere una scelta libera…
(adoro Morgan Freeman)
ciao
Tim Robbins è bravo, ma Morgan Freeman è sublime.
Caro Fabrizio, ti voglio parlare di un poeta che da sempre insegue il mito della libertà. Si tratta di Brana Sumanac , che ho conosciuto una decina di anni fa , un serbo con la memoria implacabile di un Ivo Andric del “Ponte sulla Drina” , e con un’anima smisurata e assetata di infinito , che ha radici nella Grecia Antica , dove attualmente vive , non distante dal mitico monte Athos . Vive lì , come una sorta di monaco laico legato alla tradizione bizantina-ortodossa, la sua stagione ultima e totale , quella dello Spirito. Ma non dimentica le stagioni dell’Errore, le sue memorie frastagliate lungo percorsi accidentati , ostacoli e passaggi obbligati. Anche lui ha attraversato le regioni della Sofferenza, della Lotta e della Paura; ha sopportato il peso del Dubbio , l’annichilimento della coscienza Smarrita , la Tentazione del Nulla, ha sopportato la Prigione di sé stessi , le Angosce, La disperazione ( “oscilla disperato nell’universo l’uomo”,) come ognuno di noi , e ha capito dell’ Inconsistenza di tutte le altre strade (scienza, mito e letteratura , storia e filosofia) per arrivare all’
Incontro con Dio attraverso la Pietà , l’Umiltà e la Preghiera:
“Signore, dammi la Tua Presenza,/sia anche per un solo istante, senza Quando e Perché”
E’ allora che ha cercato Dio “nell’indefinito punto di tutti i principi e tutti i termini” soffrendo a lungo del Suo “silenzio” , quel silenzio di cui soffrì lo stesso Cristo: “ Dio, Dio mio perché mi hai abbandonato?” Ma poi si è rotto quel “ cerchio chiuso” ed è riuscito ad entrare in contatto con l’Infinito , iniziando il suo “ viaggio spirituale nei luoghi dell’Amicizia e dell’Amore” per un’ “ avventura
della fede sul tortuoso cammino dei ricordi e della nostalgia “ , per
recuperare la dimensione spirituale dell’anima, “ riscoprire l’essenza della
vita e la presenza di Dio in ogni vicino, in ogni vero incontro”.
La sua poesia è testimonianza del forte sentimento etico e religioso dell
’esistenza che lo pervade, lo permea. E’ un perenne canto d’amore a Dio ed
è in qualche modo missionaria, perché fatta di incantata fiducia nell’
uomo, nella capacità di redenzione dell’uomo , nonostante tutto . Ma
soprattutto cerca “l’oltre” attraverso la magia della parola . Nei suoi
occhi azzurri precipitano tutti i falsi splendori , gli inganni e le
pagliacciate del passato, i fremiti e i deliri e i dolorosi affanni del
mattino “sulla pietra dell’inutile” , le attese e le angosce dell’
esistenza; in quegli occhi comincia il cammino vero , la vita vera , che è
ricerca di Dio , preghiera che purifica l’animo , che ti libera dalla
prigione del tempo e ti predispone all’incontro ultimo con l’anima intera.
“”“Che cos’è l’amore per il prossimo /se non una preghiera in due , / fedeli
come ombre di luce?”””
Non so se sia molto attinente , in senso stretto, al tema del film, ma mi sembrava giusto far conoscere un poeta del genere in un blog che parla della poesia e lo spirito.
Un abbraccio e buon Natale.
Augusto
sempre da postazioni di fortuna (domani viene il tecnico, speriamo bene).
molto interessante, Augusto: se mi scrivi un articolo su Brana Sumanac lo pubblichiamo senz’altro.
grazie di cuore.
un abbraccio
fabrizio
grazie agli amici che sono intervenuti: è un film che consiglio a tutti.
ciao
fabry