9 pensieri su “Qol demama dakka

  1. fides@ratio

    una voce di silenzio che speriamo non solo di saper ascoltare, ma di poter capire.
    che la speranza si trasformi in gioia!

    grazie, fabry

    F&R

    Rispondi
  2. Stella Maria

    L’icona del film, rappresenta la Madonna del Mutuo Soccorso, meglio nota coma Madonna della Misericordia.
    Per Sua grazia io sono nata e tante volte avrei voluto e ho figurativamente buttato giù quell’altare. Ma ogni volta Lei ha ascoltato la muta preghiera che si celava dietro quel gesto e ha esaudito la richiesta del cuore.
    Questa notte l’ho fatto ancora e so che una Sua lacrima è scesa, segno evidente che ha ascoltato.
    una preghiera particolare e intensa e spero vi uniate al coro.
    Mi dispiace non sapere cosa voglia dire il titolo ma posso immaginarlo.

    auguri a tutti di nuovo e grazie Fabrizio, una preghiera anche per te.
    Stella

    Rispondi
  3. fides@ratio

    1Re,19,12: Qol demama dakka-una voce sottile di silenzio. la voce che Elia in fuga, stanco e sfiduciato, desideroso di morire, consolato e nutrito dall’angelo, sente e riconosce come presenza di JHWH, all’ingresso della caverna sul monte Oreb.
    la notte di natale è una notte di silenzio,
    una voce che vorremmo riuscire ad ascoltare nei momenti difficili della vita.

    F&R

    Rispondi
  4. mario pandiani

    Nel monastero di Vatopedi al monte Athos c’è un’icona della Madre di Dio con in braccio il bambino, l’impianto è quello dell’Odighitria, la Vergine di San Luca, la più classica delle icone della Vergine, ma raffigura Maria nell’atto di togliere la mano del bambino dalla sua bocca.
    Un giorno i monaci si raccolsero nella chiesa per il mattutino, mentre una nave di pirati saraceni era sbarcata per saccheggiare il monastero e si erano nascosti fuori del portone aspettando che venisse aperto. L’icona cominciò a parlare e disse attenti monaci, che un grave pericolo è fuori dalle mura, ma l’icona si animò e il bambino le chiuse la bocca con la mano dicendo. taci, che questi monaci mi pregano con la bocca e non con il cuore e meritano di essere sterminati, ma la Madre di Dio levò la mano di Gesù e ripetè, un grave pericolo è fuori dalla porta.
    I monaci andarono a vedere dalla muraglia, non aprirono e si salvarono.
    Questa icona è considerata come l’immagine della potenza dell’intercessione della Madre, che zittisce persino suo figlio e Dio quando vuole salvarci, ma almeno con la bocca dobbiamo pregare.

    Rispondi
  5. fides&ratio

    con tutto il rispetto possibile, mi viene da dire che
    il Cristo nato questa notte, quello in cui credere, colui che “è venuto a salvare e non a condannare il mondo” non può essere (e non è)quel bambino che dice – meritano di essere sterminati-
    qol demama dakka- è la voce di un Dio che non grida la sua rabbia e non si vendica, ma si offre alla libertà dell’uomo fino alla consumazione di sé.

    Buon Natale
    F&R

    Rispondi
  6. mario pandiani

    Bisogna essere sottili per passare dalla porta stretta, e definire così Dio in quello che può o non può fare mi sembra azzardato, con tutta la fides e la ratio di questo mondo.

    Te ne racconto un’altra; il novizio Paisij Velickovskij venne invitato nella cella dell’igumeno di un monastero, quando fu dentro l’anziano, che era seduto su un basso sgabello invitò il giovane Paisij a sedersi su una sedia che l’avrebbe posto più in alto del Padre e non sapendo cosa fare rimase in piedi.
    L’anziano invitò una seconda volta il giovane a sedersi, con lo stesso risultato, la terza volta, al rifiuto di obbedire, l’igumeno si alzò in piedi e cominciò una violenta reprimenda del novizio; tu non potrai mai fare il monaco! sei del tutto inadatto a questa vita, e via dicendo.
    Il giovane Paisij era a pezzi e stava per crollare, quando l’anziano si fermò, lo guardò bene e poi lo abbracciò spiegandogli con grande dolcezza; vedi, io ho agito in questo modo perchè così tu ti ricorderai per sempre di questo insegnamento, sappi che l’obbedienza è la virtù fondamentale, e se tu ti atterrai a questa avanzerai sempre nella strada che conduce a Dio.
    Paisij divenne uno dei maggiori padri spirituali della Romania nel periodo a cavallo del 18° e 19° secolo, Dal monastero di Neamt i suoi discepoli con le sue traduzioni e la sua dottrina spirituale rinnovarono la spiritualità monastica russa che era stata ridotta al lumicino da Pietro il grande e non dimenticò mai quell’insegnamento dato con grande amore, come non lo fecero i monaci di Vatopedi.

    Rispondi
  7. fides@ratio

    me ne potrà raccontare altre migliaia, quella storiella resta orrenda.

    sull’umiltà potrei dirle parecchie cose, ma preferisco sorvolare.

    ancora buon natale

    F&R

    Rispondi
  8. mario pandiani

    Ne ho anche una sull’umiltà; ad un convegno sull’umiltà un frate cappuccino prese la parola; in quanto ad umiltà, è risaputo, noi francescani non siamo secondi a nessuno…

    Buon natale anche a te, non volevo infrangere questa armonia di gioia e di festa, non lasciamoci scandalizzare dalle piccole durezze con cui sovente veniamo corretti da Dio, forse quei monaci avevano veramente bisogno di prendersi uno spavento e furono salvati, quel giorno stesso e per la vita eterna, cosa che auguro a tutti noi.

    Rispondi
  9. fides@ratio

    “in quanto ad umiltà, è risaputo, noi francescani non siamo secondi a nessuno…” 🙂

    pace e bene

    F&R

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *